Pronto soccorso di Pordenone sotto pressione: per il NurSind è di nuovo emergenza
Altavilla (NurSind): “Accessi come in pandemia, ma con personale insufficiente. Così il sistema non regge”
Pordenone, 03/01/2025. Un flusso continuo, incessante, che non accenna a diminuire. Il pronto soccorso del nuovo ospedale di Pordenone vive giorni di fortissima tensione organizzativa, con numeri che riportano alla mente le fasi più critiche dell’emergenza Covid. A lanciare l’allarme è il NurSind, che ancora una volta dà voce al disagio di chi lavora quotidianamente in prima linea, tra carichi di lavoro insostenibili e risorse umane drammaticamente insufficienti.
Il nuovo ospedale, inaugurato come simbolo di modernità ed efficienza, si scontra con problemi strutturali mai realmente risolti. A denunciarlo è Gianluca Altavilla, segretario territoriale del NurSind di Pordenone, che descrive una situazione ormai al limite della sostenibilità.
“Il numero di accessi in questo periodo al pronto soccorso del nuovo ospedale di Pordenone è impressionante. Sembra di essere tornati nell’emergenza Covid.”
Parole che pesano come macigni e che fotografano una realtà fatta di oltre 450 accessi al giorno, lunghe attese che superano anche le sette ore per i codici a minore gravità e un clima di crescente esasperazione, sia tra i pazienti sia tra gli operatori sanitari.
Il carico di lavoro grava su medici, infermieri, tecnici e operatori socio-sanitari, costretti a operare in condizioni di costante affanno. La carenza di personale non consente una gestione fluida dei percorsi assistenziali, obbligando spesso a velocizzare accertamenti e procedure, con un inevitabile aumento della pressione emotiva e professionale su chi è in servizio.
“Un’emergenza che si scontra con numeri esigui di chi è realmente al lavoro.”
Il problema assume contorni ancora più critici quando si parla di pazienti anziani. Molti di loro trascorrono ore e ore su una sedia o su un letto sistemato nei corridoi, in attesa di una sistemazione adeguata. Nonostante gli spazi del nuovo ospedale siano più ampi rispetto alla struttura precedente, non sono sufficienti, soprattutto in assenza di personale in grado di garantire un monitoraggio continuo nelle aree di astanteria.
Le difficoltà del pronto soccorso si riflettono inevitabilmente anche sugli altri reparti, in particolare sulle Medicine, prime a essere trasferite nei locali del nuovo Santa Maria degli Angeli. Anche qui, il sovraffollamento e la carenza di risorse umane dimostrano come le assunzioni effettuate non abbiano inciso in modo significativo su una criticità che si ripresenta puntualmente ogni anno con l’aumento degli accessi stagionali.
Il NurSind ribadisce con forza che non basta cambiare contenitori se non si rafforza il contenuto umano della sanità pubblica. Senza un piano strutturale di potenziamento del personale, il rischio è quello di continuare a rincorrere le emergenze, scaricandone il peso su lavoratori già stremati e su cittadini costretti ad attese non più tollerabili.
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