Pronto soccorso di Cittadella al limite: sicurezza oltre la soglia di guardia
Area OBI sotto pressione estrema, personale insufficiente e pazienti ad alta complessità: l’allarme del NurSind
Padova, 07/01/2026. L’ennesimo campanello d’allarme arriva dal pronto soccorso dell’ospedale di Cittadella, dove l’area di Osservazione Breve Intensiva ha ormai superato ogni limite di sicurezza. Un contesto critico che non può più essere considerato emergenziale, ma strutturale, aggravato dall’ondata influenzale e dall’aumento delle patologie respiratorie stagionali. Tra barelle nei corridoi, tempi di attesa infiniti e personale ridotto all’osso, il rischio concreto è che a pagare il prezzo più alto siano pazienti e operatori sanitari.
Nel cuore dell’OBI, concepita per accogliere fino a quindici pazienti, si è arrivati a gestirne oltre venti contemporaneamente, tutti ad alta complessità clinica. A fronte di questo carico assistenziale, l’organico in servizio risulta drammaticamente insufficiente: un medico, un infermiere e un operatore sociosanitario chiamati a garantire monitoraggio continuo e assistenza avanzata in condizioni che sfiorano l’impossibile.
"La situazione è insostenibile e mette seriamente a rischio la sicurezza dei pazienti e l’incolumità degli operatori", denuncia il NurSind, che da settimane segnala formalmente la gravità del quadro assistenziale.
Il sovraffollamento non è solo una questione numerica. I pazienti trattenuti in OBI necessitano di osservazione costante, rivalutazioni cliniche frequenti e interventi tempestivi. Tuttavia, la carenza di personale rende sempre più difficile garantire standard assistenziali adeguati, aumentando il rischio di ritardi nei percorsi diagnostico-terapeutici e di eventi avversi.
"Gli operatori stanno affrontando carichi di lavoro che incidono pesantemente sulla loro condizione psicofisica", sottolinea il NurSind, evidenziando come, nonostante le ripetute segnalazioni, non siano stati inviati rinforzi né infermieristici né di personale OSS.
Nel pronto soccorso di Cittadella è ormai quotidiana la scena del boarding: pazienti bloccati su barelle per ore, talvolta giorni, in attesa di un posto letto nei reparti. Una pratica che trasforma gli spazi di emergenza in aree di degenza impropria, compromettendo la qualità delle cure e aumentando il livello di stress operativo.
"Di fronte a questa emergenza, l’assenza di una comunicazione chiara e tempestiva da parte della direzione è inaccettabile", afferma il sindacato. "Non si può continuare a tacere mentre il servizio va verso il collasso".
Il NurSind ha quindi chiesto con forza un incontro urgente con la direzione aziendale e con le istituzioni regionali, per definire interventi immediati e strutturali. Servono rinforzi di personale, l’attivazione di posti letto aggiuntivi e, soprattutto, un piano operativo serio per la gestione dei picchi stagionali, affinché situazioni prevedibili non si trasformino ogni anno in crisi sistemiche.
"Una sanità responsabile deve basarsi su programmazione, dialogo e trasparenza", ribadisce il NurSind. "La sicurezza delle cure e la tutela dei lavoratori non sono negoziabili".
di