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Busta paga 2026: come cambia l’IRPEF con la nuova manovra

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 05/01/2026

AttualitàGoverno

 

La Legge di Bilancio 2026, approvata a fine dicembre dal Parlamento italiano, porta con sé un significativo restyling dell’IRPEF, l’imposta sul reddito delle persone fisiche, con modifiche che entreranno in vigore dal 1° gennaio 2026. Il pacchetto fiscale, inserito in una manovra più ampia da circa 22 miliardi di euro, punta a un taglio delle tasse per il ceto medio pur introducendo meccanismi di compensazione per i redditi più alti.

Al centro della riforma c’è la riduzione della seconda aliquota IRPEF, quella che grava sui redditi compresi tra 28.000 e 50.000 euro, che passerà dal 35% al 33%. Tale modifica, confermata anche nelle simulazioni diffuse dalle associazioni di consumatori, mira ad alleggerire il carico fiscale su una platea di oltre 13 milioni di contribuenti; il beneficio massimo stimato può arrivare fino a circa 440 euro l’anno per chi si colloca nei redditi intermedi.

Come funziona il nuovo calcolo

Secondo il meccanismo confermato nella manovra, l’IRPEF rimane un’imposta progressiva, applicata su tre scaglioni di reddito:

  • 23% fino a 28.000 euro

  • 33% per la parte di reddito tra 28.001 e 50.000 euro

  • 43% oltre 50.000 euro

Il beneficio fiscale riguarda dunque specificamente la fetta centrale del reddito e si traduce in un netto più alto sul cedolino di fine mese per i lavoratori dipendenti e autonomi che rientrano in questo scaglione.

Chi guadagna e chi no

Le simulazioni dell’Ufficio Parlamentare di Bilancio (UPB), elaborate sulla base del testo della manovra, indicano che il risparmio medio annuo sarà crescente fino a circa 50.000 euro di reddito e poi si stabilizzerà. Per i redditi più elevati, oltre i 200.000 euro annui, l’effetto del taglio si riduce: infatti, la manovra introduce una limitazione delle detrazioni IRPEF del valore di 440 euro per chi supera tale soglia, assorbendo in parte i vantaggi maturati grazie alla riduzione dell’aliquota media.