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Pronto Soccorso San Pio di Benevento, NurSind: sì al restyling, ma restano i carichi di lavoro

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 24/01/2026

CampaniaNurSind dal territorio

I sindacati accolgono positivamente la ristrutturazione del PS di Benevento, ma rilanciano su sicurezza, burnout e organizzazione del lavoro

Benevento, 24/01/2026. Un Pronto Soccorso che cambia volto non è solo una questione di muri, spazi o percorsi. È, prima di tutto, una sfida che riguarda la dignità professionale, la sicurezza e la sostenibilità del lavoro infermieristico. È da questa consapevolezza che nasce la presa di posizione delle segreterie aziendali di NurSind, CISL FP e SILC sul restyling del Pronto Soccorso dell’Azienda Ospedaliera “San Pio” di Benevento: un intervento atteso da anni, necessario, ma che da solo non può bastare.

L’avvio dei lavori di ristrutturazione del Pronto Soccorso viene accolto positivamente dalle organizzazioni sindacali, che parlano senza esitazioni di un passaggio rivoluzionario e non più rinviabile. Un giudizio che nasce dall’esperienza quotidiana di infermieri e operatori socio-sanitari, costretti per anni a lavorare in spazi inadeguati, con percorsi assistenziali poco funzionali e carichi fisici e cognitivi sempre più pesanti.

Il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, rivendica una posizione chiara e coerente: nessuna adesione acritica, ma nemmeno opposizioni pregiudiziali. Il completamento di un intervento strutturale di questa portata viene riconosciuto come un fatto concreto, attribuendo alla Direzione Generale la responsabilità di aver finalmente dato seguito a un progetto che incide direttamente sulla qualità dell’assistenza e sulle condizioni di lavoro.

"Difendere la continuità di questo percorso non significa osannare la Direzione, ma tutelare investimenti che incidono sulla salute e sulla sicurezza dei lavoratori", sottolinea il NurSind e i sindacati CISL FP e SILC, rimarcando come la stabilità gestionale sia un elemento essenziale per superare anni di emergenza cronica.

Nel confronto sindacale degli ultimi mesi, definito proficuo, non sono mancati risultati tangibili. Il riconoscimento economico attraverso il DEP, l’avanzamento professionale con le progressioni verticali e l’imminente avvio delle procedure per gli incarichi professionali rappresentano segnali concreti di un cambio di passo atteso da tempo dal personale sanitario.

Entrando nel merito del Pronto Soccorso, il NurSind, CISL FP e SILC richiamano con forza l’attenzione sugli effetti del vecchio layout strutturale, individuato come una delle principali cause di sovraccarico lavorativo. Spazi angusti, percorsi promiscui e flussi non separati hanno contribuito negli anni ad aumentare stress, affaticamento e rischio di burnout. La ristrutturazione completa, se accompagnata da una corretta organizzazione del lavoro, può finalmente consentire una distinzione efficace tra codici minori ed emergenze reali, migliorando sicurezza e qualità assistenziale.

Altro tema cruciale è quello delle aggressioni al personale sanitario. Un Pronto Soccorso moderno, ribadisce il sindacato infermieristico, non può prescindere da postazioni protette, sistemi di videosorveglianza e misure strutturali di prevenzione. Le rassicurazioni fornite dalla Direzione, che individua nel 2026 un punto di svolta su questo fronte, vengono accolte con attenzione, ma anche con la consapevolezza che la sicurezza non è un’opzione, bensì un obbligo contrattuale e datoriale.

"La prevenzione delle aggressioni non è una concessione, ma una responsabilità precisa del datore di lavoro", ribadiscono il NurSind, CISL FP e SILC indicando la sicurezza come una priorità irrinunciabile per chi opera ogni giorno in prima linea.

Rimane aperta, infine, la questione del boarding, lo stazionamento prolungato dei pazienti in Pronto Soccorso in attesa di un posto letto. Un nodo strutturale e organizzativo che non può essere risolto solo con un nuovo assetto edilizio, ma che richiede un dialogo costante ed efficace con i reparti e una revisione complessiva dei flussi ospedalieri. Su questo fronte, i sindacati riconoscono lo sforzo della Direzione nel ridisegnare l’organizzazione, confermando la propria disponibilità a collaborare affinché il sistema regga nel tempo.

"Non ci interessano bandierine politiche, ma garantire ambienti di lavoro dignitosi e sicuri", concludono il NurSind, CISL FP e SILC ribadendo una linea pragmatica e orientata esclusivamente alla tutela degli operatori e dei cittadini.