RSU AULSS 8 Berica: stato di agitazione contro l’uso dei medici delle cooperative
Nei pronto soccorso della provincia di Vicenza cresce l’allarme su affidabilità, sicurezza e tutela di operatori e cittadini
"Quando la sicurezza delle cure e la dignità professionale vengono messe in discussione, il silenzio non è un’opzione. La sanità pubblica vive una fase delicata, segnata da carenze strutturali e soluzioni tampone che rischiano di trasformarsi in problemi sistemici. In questo scenario, il ruolo delle Rappresentanze Sindacali Unitarie diventa presidio di legalità, qualità e tutela non solo dei lavoratori, ma dell’intera collettività. È da qui che prende forma la presa di posizione netta e unanime delle RSU dell’AULSS 8 Berica".
Vicenza, 13 febbraio 2026. Lo stato di agitazione è stato votato all’unanimità il 4 febbraio 2026 da tutte le componenti della RSU aziendale. Una scelta che affonda le radici nelle numerose segnalazioni arrivate dai lavoratori e nelle assemblee svolte nei servizi più esposti, dove la presenza di medici delle cooperative è diventata strutturale e non più emergenziale.
"La preoccupazione principale riguarda l’affidabilità tecnico-professionale del personale medico fornito dalle cooperative", evidenzia il Coordinamento RSU, composto da Andrea Gregori per NurSind, Federico Zanin per CISL FP e Roberto Rossato per Nursing Up.
Nel corso di un incontro ufficiale con la Direzione generale, è emerso come nel periodo compreso tra settembre e dicembre 2025 siano state registrate numerose segnalazioni di criticità nei pronto soccorso di Vicenza, Valdagno, Arzignano e nel punto di primo intervento di Lonigo. Un dato che, secondo le RSU, rappresenta solo una parte del problema reale e restituisce un quadro già di per sé allarmante.
"Si tratta in gran parte di segnalazioni legate a comportamenti e, in misura non marginale, a profili professionali inadeguati", sottolineano le RSU, ricordando che diversi medici delle cooperative sono già stati allontanati dai servizi.
Particolarmente delicata è la situazione nelle strutture periferiche, dove gli stessi medici vengono impiegati anche sui mezzi di soccorso territoriale. In questi contesti, sono state riscontrate difficoltà significative nella gestione delle emergenze, con ripercussioni dirette sul lavoro degli infermieri e sulla sicurezza dei pazienti.
Un ulteriore elemento di forte criticità riguarda il sistema di incident reporting. Le segnalazioni più gravi sono state formalizzate attraverso questo strumento, con l’obiettivo di avviare audit clinici e momenti di analisi condivisa. Tuttavia, secondo quanto riferito dalle RSU, i professionisti delle cooperative coinvolti non hanno mai partecipato a tali audit, vanificando di fatto il percorso di miglioramento e trasparenza.
"Riteniamo tutto questo inaccettabile", afferma con decisione il Coordinamento RSU, "perché espone il personale a stress, responsabilità improprie e mette a rischio l’utenza".
Per queste ragioni, le RSU hanno deciso di aprire formalmente lo stato di agitazione, chiedendo risposte chiare e immediate. Il primo appuntamento è fissato per lunedì 16 febbraio, quando in Prefettura a Vicenza si terrà l’incontro di conciliazione e raffreddamento.
In un momento storico in cui la sanità pubblica è chiamata a garantire qualità, sicurezza e continuità assistenziale, la posizione delle RSU dell’AULSS 8 Berica rappresenta una presa di responsabilità forte e necessaria, che richiama istituzioni e management a scelte strutturali e non emergenziali.
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