Pause negate nei turni notturni: il NurSind diffida l’ASL Caserta
Il segretario territoriale NurSind di Caserta Antonio Eliseo, chiede il rispetto della pausa di 30 minuti e il recupero delle ore non fruite.
di Giuseppe Provinzano
"Il diritto al recupero psicofisico durante il lavoro non rappresenta una concessione, ma una tutela essenziale per chi ogni giorno garantisce assistenza nei reparti e nei servizi sanitari. Quando questo diritto viene disatteso, non si tratta soltanto di una questione contrattuale, ma di un problema che incide direttamente sulla sicurezza delle cure e sulle condizioni di lavoro degli operatori sanitari. È su questo terreno che il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, torna a intervenire con una presa di posizione netta".
È il NurSind, attraverso il segretario territoriale di Caserta Antonio Eliseo, a sollevare con forza la questione della mancata concessione delle pause nei turni notturni per il personale sanitario. Con una formale diffida indirizzata alla Direzione strategica dell’ASL Caserta, il sindacato denuncia una situazione che definisce diffusa e reiterata nelle diverse unità operative e servizi aziendali.
Secondo quanto evidenziato dal segretario provinciale, numerose segnalazioni giunte al sindacato descrivono turni notturni in cui la pausa prevista dalla normativa non viene garantita. Le ragioni sarebbero riconducibili principalmente alla carenza di personale, ai carichi assistenziali elevati e a modelli organizzativi che non consentono l’allontanamento dalla postazione di lavoro.
Il quadro normativo, tuttavia, non lascia margini di interpretazione. L’articolo 8 del decreto legislativo 66 del 2003 stabilisce che quando l’orario di lavoro supera le sei ore il lavoratore ha diritto a una pausa destinata al recupero psicofisico e all’eventuale consumazione del pasto. Anche il contratto collettivo nazionale del comparto sanità recepisce tale principio e riconosce agli operatori impegnati nei turni continuativi una pausa minima di trenta minuti.
Nonostante ciò, secondo il NurSind, in diversi contesti assistenziali ad alta intensità – dai reparti ospedalieri ai servizi di emergenza e urgenza – questo diritto continuerebbe a essere disatteso, con il risultato di trasformare la mancata pausa in un prolungamento di fatto dell’orario di lavoro.
«La mancata fruizione della pausa durante i turni notturni rappresenta una violazione sostanziale delle norme in materia di tutela della salute e sicurezza dei lavoratori», evidenzia il NurSind, sottolineando che quando la pausa non può essere effettuata per esigenze di servizio essa deve essere considerata tempo di lavoro effettivo e quindi riconosciuta economicamente o recuperata sotto forma di ore.
La diffida inviata all’azienda sanitaria chiede dunque interventi immediati per garantire la pausa di trenta minuti durante i turni notturni e per riconoscere il tempo non fruito come lavoro effettivamente prestato.
«Il recupero psicofisico degli operatori sanitari è un elemento essenziale per garantire adeguati standard di sicurezza e qualità delle prestazioni assistenziali», ribadisce il NurSind, richiamando l’attenzione non solo sui diritti dei lavoratori ma anche sull’impatto che condizioni di lavoro gravose possono avere sulla sicurezza dei pazienti.
Nella diffida il sindacato chiede inoltre che venga avviato il recupero delle pause non godute negli anni precedenti, ricordando che la normativa consente una retroattività fino a dieci anni per il riconoscimento dei diritti contrattuali.
Il documento si conclude con un avvertimento chiaro: in assenza di un riscontro formale e di interventi concreti da parte dell’azienda sanitaria, il NurSind è pronto ad attivare ulteriori iniziative a tutela dei lavoratori, comprese segnalazioni agli organi ispettivi competenti e altre azioni previste dall’ordinamento.
Una vicenda che riporta al centro del dibattito nazionale il tema delle condizioni di lavoro negli ospedali italiani, dove la carenza di personale e la pressione assistenziale continuano a mettere a dura prova infermieri e operatori sanitari.
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