Iscriviti alla newsletter

Privacy nei Pronto Soccorso: dopo la denuncia NurSind interviene il Difensore Civico

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 07/03/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Aperto il ricorso n. 66/2026. Chiesti chiarimenti a Regione Campania e Garante Privacy

di Giuseppe Provinzano

Le denunce sindacali spesso restano inascoltate. Ma quando toccano diritti fondamentali dei cittadini e condizioni di lavoro degli operatori sanitari, possono diventare l’innesco di un percorso istituzionale. È quanto sta accadendo in Campania, dove la segnalazione del NurSind sulla violazione della privacy nei Pronto Soccorso sovraffollati ha portato all’intervento del Difensore Civico regionale".


Caserta, 07/03/2026. La vicenda prende le mosse dalla denuncia pubblicata nei giorni scorsi su Infermieristicamente, Pronto soccorso e privacy violata: il NurSind accende i riflettori sulla Campania, in cui il sindacato delle professioni infermieristiche aveva segnalato come sovraffollamento, promiscuità degli spazi e permanenze prolungate nei Pronto Soccorso rendano spesso impossibile garantire la riservatezza dei pazienti, con possibili violazioni del Regolamento europeo sulla protezione dei dati (GDPR).

Oggi quella denuncia trova un primo riscontro istituzionale.

Con ricorso n. 66/2026, il Consiglio Regionale della Campania – Ufficio del Difensore Civico ha formalmente preso in carico la questione, comunicando di aver ricevuto una ulteriore segnalazione presentata dal NurSind in data 6 febbraio 2026, con contenuti analoghi ad altre segnalazioni già trasmesse alle amministrazioni regionali.

Nel documento ufficiale si evidenzia come le segnalazioni riguardino presunte violazioni della normativa sulla tutela della riservatezza nei Pronto Soccorso, oltre a criticità legate alla sicurezza degli ambienti di lavoro.

"Le segnalazioni richiamate evidenziano presunte violazioni della normativa in materia di tutela della riservatezza nei Pronto Soccorso, nonché criticità afferenti alla sicurezza degli ambienti di lavoro",
si legge nella comunicazione trasmessa alle amministrazioni competenti.

L’Ufficio del Difensore Civico ha quindi inoltrato la documentazione all’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, alla Direzione generale Tutela della Salute e Coordinamento del Sistema sanitario regionale e al Servizio ispettivo sociosanitario della Regione Campania, chiedendo chiarimenti puntuali.

Alle amministrazioni coinvolte viene richiesto di fornire un riscontro dettagliato sulle iniziative adottate o che si intendono adottare per superare le criticità segnalate, mentre al Garante Privacy viene rimessa ogni valutazione sull’eventuale esistenza di profili di violazione della normativa sui dati personali.

"Si chiede alle amministrazioni di fornire ogni utile elemento informativo sulle iniziative adottate o da adottare al fine di superare le criticità segnalate",
scrive il Difensore Civico nella nota ufficiale.

Per il NurSind Campania, che aveva denunciato pubblicamente la situazione dei Pronto Soccorso e l’impossibilità di garantire adeguati livelli di riservatezza ai pazienti a causa del sovraffollamento, si tratta di un primo importante passaggio istituzionale.

La questione, infatti, non riguarda soltanto il rispetto formale delle norme sulla protezione dei dati sanitari, ma anche la dignità delle persone assistite e le condizioni di lavoro degli operatori sanitari, sempre più spesso costretti a lavorare in contesti organizzativi critici.

L’apertura del ricorso da parte del Difensore Civico rappresenta quindi un primo segnale di attenzione istituzionale su una problematica strutturale dell’emergenza-urgenza, che potrebbe ora portare a verifiche ispettive e a interventi correttivi nel sistema sanitario regionale.