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Neonatologia del G.O.M. di Reggio Calabria, il NurSind chiede chiarimenti urgenti

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 11/03/2026

CalabriaNurSind dal territorio

Procedure contestate nel Nido e carico assistenziale elevato: il sindacato guidato da Vincenzo Marrari accende i riflettori sulla sicurezza dei neonati

di Giuseppe Provinzano

Quando si parla di neonatologia, ogni dettaglio conta. Le prime ore di vita di un neonato rappresentano una fase delicatissima, in cui assistenza, procedure e organizzazione del lavoro devono muoversi all’unisono per garantire la massima sicurezza. È proprio su questo terreno che il NurSind di Reggio Calabria ha deciso di intervenire pubblicamente, portando all’attenzione della direzione del Grande Ospedale Metropolitano “Bianchi Melacrino Morelli” alcune criticità che, secondo il sindacato, meritano un approfondimento immediato.

Una comunicazione interna, alcune procedure operative considerate discutibili e un’organizzazione del lavoro che rischierebbe di mettere sotto pressione il personale sanitario. Sono questi gli elementi che hanno spinto il NurSind, guidato dal segretario territoriale Vincenzo Marrari, a segnalare formalmente le criticità riguardanti il reparto di Neonatologia–Nido del G.O.M. di Reggio Calabria, chiedendo alla direzione aziendale di fare piena chiarezza su quanto accade nelle corsie dedicate ai pazienti più piccoli.

Sotto accusa c’è una disposizione interna che avrebbe introdotto indicazioni precise sulle modalità di somministrazione del latte artificiale nei neonati ricoverati al Nido. Secondo quanto riferito dagli operatori, l’utilizzo del biberon nei primi giorni di degenza sarebbe stato scoraggiato, prevedendo invece l’utilizzo della siringa come modalità alternativa di somministrazione.

Una scelta che, secondo il NurSind, dovrebbe essere accompagnata da protocolli chiari, da indicazioni cliniche puntuali e da un confronto strutturato con il personale sanitario coinvolto nell’assistenza.

Il tema non riguarda soltanto l’organizzazione delle attività assistenziali, ma anche la sicurezza dei dispositivi utilizzati e il rispetto dei principi di autodeterminazione delle madri nelle scelte relative all’alimentazione del neonato.

Il segretario territoriale del NurSind di Reggio Calabria, Vincenzo Marrari, invita l’azienda a fare chiarezza sulle procedure adottate.

“Quando si interviene su pratiche assistenziali così delicate è indispensabile che tutto sia supportato da protocolli formalizzati, linee guida aggiornate e dispositivi pienamente conformi agli standard di sicurezza.”

Accanto alla questione delle procedure, il sindacato evidenzia anche un’altra criticità che riguarda l’organizzazione del lavoro nel reparto. In alcune situazioni operative, infatti, il personale infermieristico si troverebbe a gestire un numero molto elevato di pazienti rispetto alle risorse disponibili.

Un contesto che rischia di rendere particolarmente complessa la gestione dell’assistenza quotidiana, soprattutto in un ambito come quello neonatale dove la vigilanza clinica e l’attenzione ai dettagli rappresentano elementi fondamentali dell’attività assistenziale.

“Parliamo di un’area assistenziale estremamente delicata. È necessario che l’organizzazione del lavoro garantisca sempre condizioni operative adeguate, sia per la sicurezza dei neonati sia per la tutela professionale degli operatori sanitari.”

Il NurSind ha quindi chiesto alla direzione aziendale del G.O.M. di verificare attentamente le criticità segnalate, chiarire le modalità operative adottate nel reparto e assicurare che ogni procedura sia pienamente conforme alle normative vigenti e agli standard di sicurezza clinica.

Per il sindacato, la questione non riguarda solo l’organizzazione interna di un reparto, ma tocca un principio più ampio: la qualità e la sicurezza delle cure devono restare sempre la priorità assoluta del sistema sanitario.