Infermieri tra i lavori usuranti? La proposta entra nel confronto sul Decreto Lavoro
Entra nel vivo alla Camera l'esame del Decreto Lavoro. La Commissione Lavoro di Montecitorio proseguirà la discussione del provvedimento nelle sedute di oggi, giovedì e venerdì, mentre dal fascicolo ufficiale degli emendamentiemergono diverse proposte destinate ad alimentare il confronto politico e sindacale su pensioni, contratti collettivi, retribuzioni e personale sanitario.
Tra le modifiche più significative figura l'emendamento presentato dal Movimento 5 Stelle che punta a estendere i benefici previsti per i lavori usuranti a una vasta platea di professionisti della sanità. La proposta, a firma del deputato Carotenuto, prevede che dal 1° settembre 2026 infermieri, infermieri pediatrici, operatori socio-sanitari (OSS), ostetriche, tecnici sanitari e altre professioni esposte a condizioni particolarmente gravose possano accedere al pensionamento anticipato secondo le regole già previste per le categorie impegnate in attività usuranti. Per finanziare la misura è previsto uno stanziamento di 60 milioni di euro annui a partire dal 2026.
Sul fronte dei rapporti di lavoro, Italia Viva propone un intervento destinato a incidere profondamente sull'applicazione dei Contratti Collettivi Nazionali di Lavoro (CCNL). L'emendamento della deputata Marianna Madia introduce infatti un sistema di identificazione univoca dei CCNL attraverso un codice alfanumerico attribuito dal CNEL, che dovrà essere obbligatoriamente indicato in ogni contratto individuale di lavoro. L'obiettivo dichiarato è contrastare il fenomeno dei cosiddetti contratti pirata, rafforzando i controlli sulla rappresentatività sindacale e garantendo l'equivalenza economica e normativa tra i diversi contratti applicati.
La proposta prevede inoltre l'interoperabilità delle banche dati di INPS, INAIL, Ministero del Lavoro e Ispettorato Nazionale del Lavoro, con sistemi automatici in grado di segnalare eventuali incongruenze. Per le imprese che dichiarano falsamente l'applicazione di un contratto o utilizzano contratti non equivalenti sono previste sanzioni amministrative fino a 50 mila euro, oltre all'esclusione dalle gare pubbliche fino a due anni.
Dalla Lega arrivano invece diversi emendamenti che intervengono sia sul versante retributivo sia sulla contrattazione collettiva. Una proposta firmata dal deputato Giaccone mira a escludere dall'adeguamento automatico delle retribuzioni alcuni comparti caratterizzati da forte stagionalità, elevata variabilità dei ricavi o forte dipendenza da contratti pubblici. Tra questi rientrerebbero anche le strutture che erogano prestazioni sanitarie e socio-sanitarie per conto del Servizio sanitario nazionale. Per tali settori gli eventuali adeguamenti salariali sarebbero collegati a specifici indicatori economici settoriali definiti dalla contrattazione collettiva.
Sempre la Lega, con un emendamento a firma Caparvi, propone una stretta sui contratti collettivi non rinnovati. Le aziende che applicano CCNL scaduti da oltre tre anni perderebbero il diritto ad accedere a incentivi e agevolazioni fiscali o contributive. Se il mancato rinnovo dovesse protrarsi oltre sei anni, il contratto cesserebbe di avere efficacia e verrebbe cancellato dall'archivio del CNEL, obbligando le imprese interessate ad adottare un diverso contratto di riferimento entro 90 giorni.
Particolare attenzione è riservata anche al tema della carenza di personale sanitario. Un ulteriore emendamento della Lega introduce misure per garantire la continuità dei servizi assistenziali attraverso una revisione delle norme che consentono l'impiego temporaneo di professionisti sanitari formati all'estero. La proposta restringe il perimetro della disciplina alle professioni mediche e sanitarie e introduce criteri minimi di formazione per gli operatori di interesse sanitario provenienti da altri Paesi. Viene inoltre prorogata fino al 31 dicembre 2029 la possibilità di ricorrere alle procedure agevolate previste dalla normativa sull'immigrazione per favorire l'ingresso di questi lavoratori.
Le prossime sedute della Commissione Lavoro saranno decisive per comprendere quali tra le numerose proposte di modifica riusciranno a superare il vaglio parlamentare e a entrare nel testo definitivo del decreto. Sul tavolo restano temi centrali per il mercato del lavoro e per il sistema sanitario nazionale, in una fase in cui la ricerca di equilibrio tra tutela dei lavoratori, sostenibilità economica e fabbisogno di personale continua a rappresentare una delle principali sfide per il legislatore.
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