Casa della Comunità di Casalecchio, NurSind: ''No ai parcheggi a pagamento per chi cura''
Il sindacato delle professioni infermieristiche denuncia il rischio di nuove penalizzazioni economiche per il personale sanitario: "La sanità pubblica si tutela con scelte concrete, non scaricando i costi sui lavoratori".
di Giuseppe Provinzano
"Ci sono battaglie che, all'apparenza, possono sembrare marginali. Un parcheggio, una striscia blu, qualche euro al giorno. Eppure è proprio nei dettagli che si misura il rispetto verso chi tiene in piedi il Servizio sanitario pubblico. Perché dietro ogni turno, ogni assistenza garantita, ogni presa in carico, ci sono professionisti che affrontano quotidianamente carenze di personale, ritmi serrati e responsabilità crescenti. Chiedere loro di pagare anche per raggiungere il posto di lavoro significa aggiungere un ulteriore peso a chi già sostiene il sistema sulle proprie spalle".
CASALECCHIO DI RENO (BOLOGNA), 21/06/2026 – Il NurSind Bologna alza la voce contro l'ipotesi di introdurre le strisce blu nei pressi della Casa della Comunità di Casalecchio. Una prospettiva che, se confermata, rischierebbe di trasformarsi nell'ennesimo aggravio economico per infermieri, operatori sociosanitari e professionisti della salute che ogni giorno garantiscono servizi essenziali ai cittadini.
Secondo quanto prospettato, gli attuali stalli gratuiti verrebbero convertiti quasi integralmente in aree di sosta a pagamento. Lo scenario preso in considerazione prevederebbe infatti 144 posti auto soggetti a tariffazione e soltanto 15 posti gratuiti riservati ai dipendenti, senza una reale distinzione tra le esigenze dell'utenza e quelle del personale che presta servizio nella struttura.
Una scelta che il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, considera profondamente iniqua e distante dalla necessità di valorizzare chi opera quotidianamente nella sanità territoriale.
"Non è accettabile che infermieri e operatori sanitari debbano sostenere ulteriori costi semplicemente per raggiungere il proprio luogo di lavoro. Il tema non è soltanto economico: riguarda il rispetto dovuto a chi garantisce ogni giorno servizi essenziali alla collettività."
Il sindacato evidenzia come il personale sanitario sia già chiamato a confrontarsi con carichi assistenziali importanti, turnazioni complesse, difficoltà organizzative e un costo della vita sempre più elevato. In questo contesto, introdurre un ulteriore esborso quotidiano per poter lavorare rappresenterebbe un messaggio profondamente sbagliato.
"Aggiungere anche il costo della sosta significa trasformare l'accesso al lavoro in un ulteriore onere a carico dei lavoratori, inviando un segnale che va nella direzione opposta rispetto alla valorizzazione delle professioni sanitarie. Se si vuole davvero rafforzare la sanità territoriale e la sanità pubblica, occorre partire anche da questi aspetti concreti."
Il NurSind Bologna richiama quindi le istituzioni competenti a una riflessione che tenga insieme organizzazione dei servizi e tutela del personale. La crescita della sanità di prossimità, indicata come uno dei pilastri del sistema sanitario del futuro, non può prescindere dalla creazione di condizioni di lavoro sostenibili e rispettose della dignità professionale.
A farsi portavoce della protesta è Antonella Rodigliano, segretaria territoriale del NurSind Bologna, che rilancia un appello chiaro alle amministrazioni coinvolte.
"La sanità pubblica si difende con i fatti. Chi si prende cura dei cittadini non deve essere costretto a pagare per poter andare a lavorare."
Il sindacato chiede pertanto che vengano individuate soluzioni alternative, capaci di garantire un adeguato numero di posti auto dedicati ai dipendenti della Casa della Comunità di Casalecchio, evitando che la riorganizzazione della sosta si traduca nell'ennesima penalizzazione per professionisti che, ogni giorno, rappresentano il volto più concreto del Servizio sanitario nazionale.
Per il NurSind, riconoscere il valore del lavoro sanitario significa anche intervenire su aspetti apparentemente ordinari ma che incidono direttamente sulla qualità della vita lavorativa. Perché il rispetto per chi assiste non si misura soltanto nelle dichiarazioni di principio, ma nelle scelte quotidiane che ne facilitano o ne ostacolano il lavoro.
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