Furti d'auto all'Ospedale di Pinerolo, NurSind rilancia il tema sicurezza
Dopo il furto dell'auto a un infermiere durante il turno di notte, il sindacato incontra Comune e forze dell'ordine: più controlli dei carabinieri, ma resta aperto il nodo delle telecamere.
di Giuseppe Provinzano
"C'è una contraddizione che il personale sanitario conosce bene: dedicare la propria notte ad assistere i cittadini e ritrovarsi, al termine del turno, a fare i conti con l'insicurezza. Accade quando la tutela di chi lavora negli ospedali viene relegata a tema secondario, nonostante le continue segnalazioni. A Pinerolo, l'ennesimo episodio ha trasformato la preoccupazione in una richiesta concreta di risposte. E ancora una volta è il NurSind a raccogliere il disagio degli operatori e a portarlo ai tavoli istituzionali".
PINEROLO (TO), 22/06/2026 - Ha trascorso l'intera notte in Pronto soccorso, garantendo assistenza ai pazienti dell'Ospedale Agnelli di Pinerolo. Al termine del turno, però, ad attenderlo non c'era il rientro a casa, ma una scoperta amara: la sua Fiat Panda era stata rubata dal parcheggio adiacente alla sala gessi.
L'episodio, avvenuto nei giorni scorsi, ha riacceso i riflettori su un problema che il NurSind Torino denuncia da tempo. Non si tratta infatti di un fatto isolato. Negli ultimi anni, attorno al presidio ospedaliero si sono verificati diversi furti e atti predatori ai danni degli operatori sanitari, spesso costretti a lasciare le proprie vetture nelle aree di sosta limitrofe durante lunghi turni, anche notturni.
Di fronte all'ennesimo episodio, il sindacato delle professioni infermieristiche ha nuovamente chiesto un confronto urgente con le istituzioni locali. Questa volta la richiesta non è rimasta lettera morta.
L'incontro si è svolto alla presenza delle assessore comunali Giulia Proietti e Lara Pezzano, dei rappresentanti della Polizia Locale e dei Carabinieri, chiamati a fare il punto sulla sicurezza dell'area ospedaliera.
"Non possiamo accettare che chi si prende cura dei cittadini debba lavorare con l'ansia di ritrovare l'auto danneggiata o addirittura scomparsa al termine del proprio turno. La sicurezza dei professionisti sanitari deve diventare una priorità concreta e non soltanto un argomento affrontato dopo ogni episodio."
Dal confronto è emerso l'impegno dell'Arma dei Carabinieri ad aumentare i passaggi notturni delle pattuglie nella zona dell'ospedale, con l'obiettivo di rafforzare la presenza sul territorio e scoraggiare eventuali nuovi furti.
Più complessa appare invece la questione relativa all'installazione di sistemi di videosorveglianza. Secondo quanto riferito dall'amministrazione comunale, l'estensione dell'area, i costi e gli aspetti legati alla tutela della privacy renderebbero difficile, almeno nell'immediato, la collocazione di nuove telecamere.
L'assessora Giulia Proietti ha inoltre sottolineato che, dai dati in possesso delle forze dell'ordine, non emergerebbe una particolare concentrazione di fenomeni criminosi nell'area, ribadendo tuttavia l'importanza di formalizzare sempre le denunce per consentire un monitoraggio costante della situazione.
Resta però un elemento che alimenta interrogativi e malumori tra i lavoratori: nel parcheggio vicino alla sala gessi campeggia da tempo un cartello che segnala la presenza di telecamere di sorveglianza, ma quelle telecamere, nei fatti, non risultano installate.
Su questo aspetto il Comune ha annunciato l'invio di una nota di approfondimento alle organizzazioni sindacali per chiarire l'origine e la reale funzione della segnaletica presente.
Nel frattempo, il NurSind non arretra e annuncia un nuovo fronte di interlocuzione, questa volta con l'ASL TO3, affinché vengano installati sistemi di videosorveglianza almeno nel parcheggio riservato ai dipendenti dell'Ospedale Agnelli, situato nelle vicinanze della piazzola di atterraggio dell'elisoccorso.
"Chi garantisce assistenza ventiquattro ore su ventiquattro non può essere lasciato solo anche sul piano della sicurezza personale. Servono soluzioni strutturali, investimenti adeguati e un'assunzione di responsabilità condivisa. Non chiediamo privilegi, ma il diritto di lavorare e tornare a casa senza paura."
La vicenda di Pinerolo racconta una criticità che supera i confini di un singolo ospedale. In molte realtà italiane, infermieri e operatori sanitari affrontano quotidianamente non soltanto il peso di turni gravosi e carenze organizzative, ma anche il timore di diventare vittime di episodi che nulla hanno a che vedere con il proprio lavoro.
Eppure, garantire sicurezza a chi cura dovrebbe rappresentare uno dei presupposti fondamentali di un sistema sanitario realmente attento alle persone che lo rendono possibile ogni giorno.
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