Produttività collettiva e 118, la RSU di Ascoli replica alla UIL: ''Equità prima di tutto''
La rappresentanza unitaria difende la scelta sul progetto per la Centrale Operativa: «Le carenze di organico si risolvono con assunzioni, non sottraendo risorse a tutti i lavoratori»
di Giuseppe Provinzano
"Quando il confronto sindacale si sposta sul terreno della gestione delle risorse economiche comuni, il tema dell'equità assume un valore centrale. È proprio su questo principio che si fonda la posizione della RSU dell'AST di Ascoli Piceno, chiamata a spiegare le ragioni del voto espresso sul progetto destinato alla Centrale Operativa 118. Una vicenda che riporta al centro del dibattito il ruolo della rappresentanza unitaria, il rispetto delle decisioni democratiche e il delicato equilibrio tra esigenze organizzative e tutela dell'intera platea dei lavoratori".
Produttività collettiva, la RSU respinge le accuse e rivendica la propria autonomia
ASCOLI PICENO, 29/06/2026 - La Rappresentanza Sindacale Unitaria dell'AST di Ascoli Piceno interviene pubblicamente per chiarire la propria posizione dopo le critiche mosse dalla UIL FPL in merito alla bocciatura del progetto finalizzato al potenziamento della Centrale Operativa 118.
Secondo la RSU, desta perplessità il fatto che contestazioni tanto nette provengano da chi non avrebbe preso parte alla seduta del 26 giugno, momento nel quale si è svolto il confronto e si è proceduto alla votazione finale. Un'assenza che, secondo i rappresentanti unitari, avrebbe inevitabilmente limitato la piena conoscenza del dibattito sviluppatosi in aula.
La rappresentanza dei lavoratori precisa inoltre che il verbale dell'incontro era stato predisposto già nelle ore immediatamente successive alla riunione, respingendo così le contestazioni relative a presunti ritardi nella comunicazione degli esiti.
Il nodo delle risorse economiche
Nel merito della questione, la RSU chiarisce di non aver mai sottovalutato le difficoltà operative della Centrale Operativa 118, né tantomeno l'importanza di garantire la continuità di un servizio considerato essenziale per il territorio.
Il punto centrale, spiegano i rappresentanti dei lavoratori, riguarda invece le modalità individuate per affrontare la criticità.
La proposta oggetto della discussione prevedeva infatti l'utilizzo di circa 11 mila euro provenienti dal fondo della produttività collettiva per finanziare un progetto destinato a cinque operatori radio, con una remunerazione prevista di 30 euro l'ora.
«La RSU rappresenta l'intera comunità professionale aziendale e non singole categorie. Ci siamo chiesti quale messaggio sarebbe stato trasmesso a OSS, amministrativi, operatori tecnici, centralinisti e a tutti quei lavoratori che quotidianamente affrontano carenze di personale, rientri in servizio, doppi turni e sacrifici organizzativi senza beneficiare di analoghi strumenti incentivanti finanziati con risorse comuni», evidenzia la rappresentanza sindacale.
Per la maggioranza della RSU, il principio di equità non consentiva di sostenere un intervento che avrebbe comportato una riduzione delle risorse destinate all'intera collettività dei dipendenti per finanziare un beneficio circoscritto ad un numero limitato di lavoratori.
Il timore di un precedente
Un altro elemento considerato determinante riguarda il rischio di creare un precedente destinato a produrre effetti nel tempo.
La RSU sottolinea infatti che approvare una soluzione di questo tipo avrebbe potuto legittimare il ricorso sistematico alle risorse della produttività collettiva per compensare criticità organizzative e carenze strutturali di personale, aprendo inevitabilmente la strada a richieste analoghe provenienti da altri servizi aziendali.
«Pur comprendendo l'eccezionalità della situazione, abbiamo ritenuto doveroso evitare un precedente che avrebbe potuto compromettere il principio di equità nella gestione delle risorse comuni. Le criticità organizzative devono essere affrontate attraverso politiche di assunzione, mobilità e programmazione del personale, non attraverso l'utilizzo delle risorse economiche appartenenti a tutti i lavoratori», ribadisce la RSU.
Una posizione che, secondo i rappresentanti sindacali, troverebbe conferma anche nelle richieste avanzate dalla stessa UIL FPL, che nel proprio comunicato avrebbe indicato la necessità di rafforzare gli organici e procedere con nuove assunzioni.
Una scelta sostenuta dalla maggioranza della RSU
La votazione dello scorso 26 giugno avrebbe registrato la presenza di 23 componenti su 30, con un esito definito netto: 20 voti contrari, 2 favorevoli e un'astensione.
Per la RSU si tratta di una decisione assunta nel pieno rispetto delle regole democratiche interne, che merita riconoscimento anche da parte di chi esprime una posizione differente.
«La tutela dei lavoratori non può essere selettiva né subordinata a convenienze contingenti. Difendere il principio di equità significa garantire pari dignità e pari attenzione a tutte le professionalità presenti all'interno dell'azienda, oggi come domani», conclude la rappresentanza sindacale dell'AST di Ascoli Piceno.
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