Infermieri Asti, NurSind: ''Senza OSS nei turni notturni cresce il rischio demansionamento''
L'analisi del NurSind Asti dopo l'indagine regionale sul benessere organizzativo: "Servono operatori di supporto anche nei distretti territoriali"
di Giuseppe Provinzano
"Dietro i numeri dell'indagine regionale promossa dal NurSind Piemonte emergono realtà territoriali che meritano un approfondimento specifico. Ad Asti, i risultati del questionario restituiscono una fotografia che conferma criticità già note agli operatori: carichi assistenziali sempre più complessi, personale di supporto insufficiente e infermieri chiamati quotidianamente a sopperire alle carenze organizzative. Il NurSind Asti porta così al centro del dibattito un tema che riguarda non solo le condizioni di lavoro dei professionisti, ma anche la qualità e la sicurezza dell'assistenza garantita ai cittadini".
ASTI, 29/06/2026 - L'indagine promossa dal NurSind Piemonte, che ha coinvolto circa mille professionisti sanitari della regione, trova una significativa rappresentanza anche nel territorio astigiano, dove le risposte raccolte delineano un quadro che il sindacato definisce preoccupante sotto il profilo organizzativo e assistenziale.
Secondo il NurSind Asti, infatti, una quota consistente dei partecipanti al sondaggio proviene dall'area provinciale, contribuendo a mettere in evidenza problematiche che da tempo interessano le strutture ospedaliere e territoriali dell'Asl-AT.
«Del migliaio di infermieri che ha compilato il sondaggio, circa il 20% proviene dall'Astigiano e ha partecipato in modo significativo al raggiungimento di questi risultati», evidenzia Gabriele Montana, segretario territoriale NurSind Asti.
Tra gli aspetti maggiormente emersi vi è il fenomeno del demansionamento infermieristico, indicato come una delle criticità più sentite dagli operatori.
«Un dato particolarmente rilevante per il nostro territorio riguarda proprio il demansionamento: nell'Asl-AT le figure di supporto, gli Operatori socio-sanitari, non sono presenti nei turni notturni se non in poche unità operative e risultano completamente assenti in tutti i distretti territoriali», sottolinea Montana.
Una condizione che, secondo il sindacato, determina un progressivo ampliamento delle attività improprie affidate agli infermieri, già impegnati a sostenere un importante carico burocratico e amministrativo.
«L'infermiere, oltre alle incombenze amministrative che spesso si trova a gestire quotidianamente, è costretto a svolgere anche attività che dovrebbero essere attribuite al personale di supporto, comprese prestazioni riconducibili all'assistenza alberghiera di base», aggiunge il segretario territoriale del NurSind.
Per il sindacato delle professioni infermieristiche si tratta di un tema che non riguarda esclusivamente la tutela professionale, ma che investe direttamente l'organizzazione dei servizi e la capacità del sistema sanitario di rispondere ai bisogni assistenziali della popolazione.
«Per questo motivo NurSind sta interloquendo con la Direzione Generale e con il DIPSA dell'Asl-AT per contrattare l'inserimento delle figure di supporto necessarie, sia nelle unità operative ospedaliere durante i turni notturni, sia nei distretti territoriali», conclude Montana.
L'indagine regionale del NurSind Piemonte conferma così come il disagio professionale percepito dagli infermieri trovi declinazioni concrete nelle diverse realtà locali. Ad Asti, la richiesta avanzata dal sindacato è chiara: rafforzare la presenza degli OSS per restituire agli infermieri il pieno esercizio delle proprie competenze e garantire un'organizzazione dell'assistenza più efficiente, sostenibile e sicura per cittadini e professionisti.
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