Cariati, slitta ancora l'apertura del Pronto Soccorso: la denuncia del NurSind Cosenza
L'organizzazione sindacale torna a puntare il dito contro l'ennesimo slittamento dell'attivazione del presidio d'emergenza: «Senza specialisti e personale adeguato non si garantisce sicurezza ai cittadini».
di Giuseppe Provinzano
"La sanità calabrese continua a fare i conti con cronici ritardi, carenze di personale e servizi annunciati ma non ancora pienamente operativi. A Cariati, la questione del Pronto Soccorso torna al centro del dibattito pubblico dopo un nuovo rinvio dell'avvio delle attività. Una vicenda che, secondo il NurSind Cosenza, rischia di compromettere ulteriormente il diritto alla salute di un territorio già segnato da anni di difficoltà assistenziali e da una domanda di cure destinata ad aumentare sensibilmente durante il periodo estivo".
CARIATI, 04/07/2026 - Ancora un rinvio, ancora un'attesa destinata a protrarsi. Il Pronto Soccorso dell'ospedale di Cariati non entrerà in funzione nei tempi annunciati e l'ASP di Cosenza ha disposto un ulteriore slittamento dell'operatività di circa quindici giorni, alimentando preoccupazioni e malcontento in un territorio che da anni attende il pieno ripristino dei servizi ospedalieri.
Per il NurSind Cosenza, si tratta dell'ennesimo episodio che conferma come la riattivazione del presidio sanitario stia procedendo tra annunci, promesse e continui rinvii, senza offrire certezze concrete alla popolazione.
«Alla vigilia della stagione estiva, quando il numero degli utenti aumenta in maniera considerevole, continuare a rinviare l'attivazione del Pronto Soccorso significa privare un intero territorio di una risposta sanitaria fondamentale», evidenzia il NurSind Cosenza – Lampare BJC.
Il sindacato ricorda come i percorsi di riordino dell'ospedale di Cariati siano già stati definiti attraverso i provvedimenti commissariali regionali che ne riconoscono il ruolo di Presidio di Zona Disagiata e Ospedale di Comunità, risultato ottenuto grazie alle mobilitazioni della comunità locale e alle battaglie portate avanti nel tempo da cittadini, associazioni e rappresentanze del territorio.
Secondo il NurSind, tuttavia, la questione centrale rimane la reale capacità della struttura di garantire un'assistenza sicura ed efficace.
«Un Pronto Soccorso può definirsi tale soltanto se dispone di tutte le professionalità indispensabili per affrontare le emergenze. In assenza di anestesisti, chirurghi, ginecologi e ortopedici, il rischio è quello di offrire un servizio soltanto formale, incapace di rispondere ai bisogni reali della popolazione», sottolinea l'organizzazione sindacale e l'associazione.
Alle criticità relative alle figure mediche specialistiche si aggiungono quelle legate al personale infermieristico e socio-sanitario. Il NurSind segnala infatti una consistenza organica ancora insufficiente a garantire una copertura adeguata dei turni e delle attività assistenziali.
Nel solo reparto di Medicina, spiegano i rappresentanti sindacali, sarebbero necessari almeno una ventina di infermieri e una dozzina di operatori socio-sanitari per assicurare una piena funzionalità del servizio.
Particolare preoccupazione viene espressa anche rispetto alle dichiarazioni della Direzione Generale dell'ASP di Cosenza, guidata dal direttore generale Antonio De Salazar, che negli ultimi mesi ha posto l'accento sul reclutamento di infermieri e OSS senza chiarire, secondo il sindacato, come si intenda affrontare la carenza di specialisti indispensabili per il funzionamento di un presidio di emergenza.
«L'anestesista rappresenta una figura imprescindibile per garantire la sopravvivenza stessa di un Pronto Soccorso. Senza una programmazione trasparente e senza un piano chiaro sul personale, il rischio è che si continui a parlare di aperture senza costruire le condizioni necessarie per renderle realmente operative», evidenzia il NurSind Cosenza e Le Lampare.
Nel frattempo, sul territorio si guarda anche allo sviluppo delle nuove strutture previste dalla sanità territoriale, tra cui la Casa della Comunità e l'Ospedale di Comunità. Anche in questo caso il sindacato chiede maggiore chiarezza sui modelli organizzativi, sulle dotazioni organiche e sulle risorse economiche disponibili.
Per il NurSind e Le Lampare, la questione Cariati non riguarda l'inaugurazione di un nuovo ospedale, ma il completamento di un percorso normativamente già definito.
«L'ospedale di Cariati è una struttura esistente e riconosciuta dalla normativa vigente. Non servono celebrazioni o nuove inaugurazioni, ma la concreta attuazione di quanto previsto dalla legge, garantendo servizi adeguati e pienamente funzionanti», conclude il sindacato e l'associazione.
La richiesta resta dunque quella di assicurare rispetto, dignità e risposte concrete a un territorio che da troppo tempo attende il pieno ripristino dei propri servizi sanitari essenziali.
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