Salerno, stipendi incompleti al Dea. NurSind: ''I lavoratori non paghino gli errori di altri''
Nocera, Pagani e Scafati senza le competenze accessorie di giugno. Tomasco (NurSind): "Chi sbaglia deve risponderne"
di Giuseppe Provinzano
"Hanno lavorato, garantito turni e assistenza, ma nella busta paga di luglio si sono ritrovati senza una parte della retribuzione maturata. È quanto accaduto ai dipendenti del Dea di Nocera, Pagani e Scafati dell’Asl Salerno, dove il mancato inserimento delle competenze accessorie di giugno ha acceso la protesta del NurSind Salerno. Il sindacato non si limita a chiedere il pagamento delle somme: pretende che siano accertate le responsabilità e verificati gli eventuali danni economici subiti dai lavoratori".
NurSind: "HANNO LAVORATO. ORA PAGATELI".
SALERNO, 02/08/2026 - Stipendi incompleti e lavoratori costretti ad attendere somme che hanno già maturato. È il caso scoppiato all’interno del Dea Nocera/Pagani/Scafati dell’Asl Salerno dopo l’elaborazione delle buste paga di luglio 2026.
A mancare sono le competenze accessorie relative al mese di giugno, rimaste fuori dal cedolino a causa del ritardo nella trasmissione e nella chiusura dei cartellini marcatempo da parte dei responsabili incaricati.
Una vicenda sulla quale il NurSind Salerno ha deciso di intervenire formalmente, diffidando l’Azienda sanitaria e chiedendo l’apertura immediata di un’istruttoria interna per accertare cosa sia accaduto e, soprattutto, individuare chi non abbia rispettato le scadenze previste.
Per il sindacato, infatti, non può essere il personale a sopportare le conseguenze economiche di errori o ritardi amministrativi sui quali non ha alcuna responsabilità.
"Ringraziamo la direttrice del personale per la sensibilità dimostrata nel far luce sull’accaduto, ma è del tutto inaccettabile che a pagare il conto delle inefficienze organizzative siano, ancora una volta, i lavoratori che hanno regolarmente garantito l’assistenza ai cittadini",
afferma Biagio Tomasco, segretario generale del NurSind Salerno.
Tomasco mette al centro un punto che il sindacato considera imprescindibile: le competenze accessorie fanno parte della retribuzione e non possono essere considerate somme secondarie, da corrispondere quando le procedure amministrative lo consentono.
"Non sono un optional rinviabile, ma retribuzione dovuta. L’Asl non può limitarsi a fissare nuove scadenze per il mese successivo: chi ricopre incarichi di responsabilità deve rispondere del proprio operato. Se si pretende puntualità dai dipendenti, la stessa puntualità deve essere garantita nell’erogazione delle somme maturate", continua Tomasco.
Il NurSind chiede quindi che il caso non venga chiuso semplicemente con il recupero degli arretrati nel cedolino successivo. Il ritardo, sottolinea il sindacato, potrebbe infatti produrre conseguenze economiche o fiscali per i dipendenti interessati, aspetto sul quale viene chiesta una verifica puntuale.
"Chiediamo l’immediata verifica e il riconoscimento di ogni eventuale danno economico o fiscale che questo ritardo potrebbe causare ai lavoratori", interviene Adriano Cirillo, segretario amministrativo del NurSind Salerno.
"Trasferire sui dipendenti il peso di omissioni amministrative altrui è un principio distorto che non intendiamo tollerare".
Secondo Cirillo, l’Asl Salerno deve intervenire anche sul piano organizzativo, costruendo un meccanismo di controllo capace di intercettare preventivamente eventuali ritardi nella gestione delle presenze e delle competenze.
"L’Azienda ha l’obbligo di tutelare la retribuzione dei propri dipendenti e di adottare contestualmente un sistema di monitoraggio efficace che impedisca definitivamente il ripetersi di episodi simili",
conclude Cirillo.
Ma la vertenza assume un peso ancora maggiore alla luce delle condizioni nelle quali il personale opera quotidianamente nei tre presidi.
A richiamare questo aspetto è Giovanni Aspromonte, coordinatore NurSind dell’Asl Salerno, che lega quanto accaduto al crescente malessere tra professionisti già sottoposti a carichi assistenziali pesanti.
"Il personale del Dea di Nocera, Pagani e Scafati lavora quotidianamente in condizioni di forte stress e con carichi di lavoro gravosi. Vedersi decurtato lo stipendio di luglio per una negligenza procedurale di chi doveva validare i cartellini è un insulto alla professionalità dimostrata sul campo",
afferma Aspromonte.
Da qui la richiesta più netta avanzata dal coordinamento aziendale del sindacato.
"Chiediamo che la Direzione strategica avvii senza indugio i provvedimenti disciplinari e organizzativi nei confronti dei soggetti inadempienti",
conclude Aspromonte.
Per il NurSind Salerno, dunque, il recupero delle somme rappresenta soltanto una parte della questione. Il sindacato pretende che venga chiarita l’intera catena delle responsabilità e che siano introdotti strumenti capaci di impedire nuovi casi.
Perché dietro un cartellino non validato o una procedura amministrativa conclusa in ritardo non ci sono soltanto numeri da recuperare nel mese successivo: ci sono lavoratori che quelle somme le hanno già guadagnate sul campo e che hanno diritto a riceverle nei tempi previsti.
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