Case di Comunità, NurSind Caserta: ''Non basta aprirle sulla carta, servono servizi e personale''
Antonio Eliseo (NurSind) chiede all’ASL Caserta un tavolo urgente sulla sanità territoriale: sotto la lente operatività dei presidi, organici, orari, servizi e utilizzo delle risorse PNRR.
di Giuseppe Provinzano
"Una struttura può dirsi davvero aperta quando dietro una targa ci sono professionisti, servizi e assistenza accessibili ai cittadini. È su questa distanza tra attivazione formale e operatività concreta che il NurSind Caserta chiede di accendere i riflettori, sollecitando Regione Campania e ASL a mettere sul tavolo numeri verificabili e una fotografia dettagliata della nuova sanità territoriale".
NurSind Caserta: "Case di Comunità, dai numeri sulla carta all’assistenza reale"
CASERTA, 21/08/2026 – Quante Case di Comunità sono realmente operative nella provincia di Caserta? Con quali servizi, quali orari e soprattutto con quanti infermieri? È il nodo posto dal NurSind di Caserta, che chiede l'apertura immediata di un tavolo di confronto sul percorso di riorganizzazione dell'assistenza territoriale.
La richiesta arriva dalla segreteria territoriale del sindacato delle professioni infermieristiche, attraverso il segretario territoriale Antonio Eliseo, con una nota indirizzata ai vertici della Regione Campania e dell'ASL Caserta.
Il punto sollevato dal NurSind non riguarda soltanto il numero delle strutture dichiarate attive, ma la loro effettiva capacità di garantire assistenza sul territorio. Secondo i dati regionali richiamati dal sindacato, in Campania risultano attivate oltre 140 Case della Comunità e circa 30 Ospedali di Comunità. Numeri che, per il NurSind, devono però essere letti insieme a un elemento decisivo: ciò che ciascun presidio riesce concretamente a offrire ai cittadini.
Il nodo: strutture aperte o realmente operative?
Per il territorio dell'ASL Caserta la programmazione prevede 30 Case della Comunità e 8 Ospedali di Comunità. Il sindacato chiede quindi di verificare quanti di questi presidi abbiano superato la fase dell'attivazione amministrativa e siano oggi pienamente funzionanti.
Il NurSind vuole una ricognizione puntuale della rete hub e spoke, dalla quale emergano i servizi specialistici effettivamente disponibili, gli orari realmente garantiti e il personale assegnato. Per gli Ospedali di Comunità, inoltre, viene chiesto di conoscere quanti posti letto siano concretamente attivati e utilizzabili dai pazienti.
"Non è sufficiente conoscere il numero delle strutture formalmente attivate. Occorre capire quali siano realmente operative, quali prestazioni garantiscano, con quali orari e soprattutto con quale personale",
è in sostanza la posizione sostenuta dal NurSind Caserta.
Una distinzione tutt'altro che formale. Il nuovo modello di assistenza territoriale punta infatti ad avvicinare le cure ai cittadini, riducendo il ricorso improprio agli ospedali e costruendo una rete di prossimità capace di assicurare continuità assistenziale. Un obiettivo che, secondo il sindacato, può essere raggiunto soltanto se alle strutture fisiche corrisponde una reale capacità organizzativa e professionale.
Infermieri e organici al centro del confronto
È proprio sul personale che si concentra una delle questioni più delicate poste dal NurSind. A fronte dello stanziamento regionale di 98 milioni di euro destinato al reclutamento di personale per l'assistenza territoriale, il sindacato chiede di conoscere quale sia il fabbisogno complessivo dell'ASL Caserta, quanti infermieri siano attualmente disponibili e quale sia invece il divario rispetto agli standard previsti.
Per Eliseo è necessario andare oltre il dato complessivo e comprendere come le risorse professionali vengano effettivamente utilizzate all'interno dell'Azienda.
"Serve trasparenza sulla dotazione organica: bisogna sapere quanti infermieri sono realmente impegnati nell'assistenza e quanti, invece, risultano assegnati ad attività amministrative, organizzative o formative",
sottolinea la posizione del NurSind, che chiede chiarezza anche sui criteri utilizzati per distacchi, comandi e assegnazioni temporanee.
Il tema diventa particolarmente rilevante proprio nelle Case e negli Ospedali di Comunità, dove la presenza infermieristica rappresenta uno degli elementi portanti del nuovo modello assistenziale. Aprire nuovi presidi senza garantire una programmazione stabile degli organici rischierebbe, secondo il sindacato, di produrre una rete territorialmente estesa ma incapace di rispondere in maniera uniforme ai bisogni della popolazione.
NurSind: "Convochiamo subito il tavolo"
Da qui la richiesta di un confronto urgente. Richiamando le disposizioni contrattuali in materia di informazione e consultazione sindacale, il NurSind Caserta chiede che le organizzazioni rappresentative vengano coinvolte nel processo di riorganizzazione e che siano messi a disposizione dati completi e verificabili.
"Occorre una fotografia chiara della sanità territoriale casertana. La riforma non può essere misurata soltanto contando le strutture dichiarate aperte: bisogna verificare cosa accade realmente al loro interno e quale assistenza viene garantita quotidianamente ai cittadini,"
è l'appello rilanciato dalla segreteria territoriale guidata da Antonio Eliseo.
Per il sindacato, dunque, il confronto non riguarda una mera questione di numeri. In gioco ci sono il diritto alla salute, le condizioni di lavoro dei professionisti e il corretto impiego delle risorse pubbliche ed europee.
La sfida delle Case della Comunità e degli Ospedali di Comunità si giocherà infatti sulla capacità di trasformare investimenti, edifici e programmazione in assistenza concreta. E per il NurSind Caserta il parametro con cui misurare il successo della riforma deve essere uno: servizi realmente disponibili, professionisti presenti e cittadini effettivamente presi in carico.
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