ASL TO4, solo 11 part-time agli infermieri. NurSind: ''Numeri insufficienti''
In dieci anni forte riduzione dei contratti a tempo parziale. Summa e De Feo (NurSind): "La flessibilità può aiutare a trattenere i professionisti e a conciliare lavoro e famiglia"
di Giuseppe Provinzano
"Il part-time si restringe proprio mentre la sanità pubblica cerca strumenti per trattenere professionisti e rendere più sostenibile il lavoro. Nell'ASL TO4, secondo i dati diffusi dal NurSind, il ricorso al tempo parziale avrebbe subito negli anni una drastica contrazione, con riduzioni che per alcune figure professionali superano il 70%. A far discutere è soprattutto l'ultimo avviso: per gli infermieri sarebbero appena 11 i posti disponibili, a fronte di una dotazione organica indicata dal sindacato in 1.580 unità".
NurSind: "Dopo dieci anni di blocco, appena 11 part-time agli infermieri"
IVREA, 03/10/2026 – Undici posti part-time per gli infermieri su una dotazione organica di 1.580 professionisti. È il dato sul quale il NurSind accende i riflettori nell'ASL TO4, denunciando una progressiva riduzione delle possibilità di accesso al lavoro a tempo parziale e chiedendo all'Azienda di rivedere i contingenti previsti dall'ultimo avviso.
La questione è stata portata dal sindacato anche all'attenzione della Consigliera di Parità della Regione Piemonte, Chiara Cerrato, attraverso una segnalazione incentrata sulla gestione del part-time e sulle conseguenze che una disponibilità così limitata potrebbe determinare per i dipendenti chiamati a conciliare attività professionale e responsabilità familiari.
Secondo i dati raccolti dal NurSind, confrontando il 2012 con il 2026 emerge una contrazione significativa dei contratti part-time in numerosi profili sanitari e amministrativi.
Tra gli infermieri si sarebbe passati da 228 a 103 contratti, con una riduzione del 54,8%. Gli operatori sociosanitari sarebbero scesi da 32 a 21, mentre per le ostetriche il passaggio sarebbe stato da 16 a 4. Ancora più marcata la diminuzione indicata per i tecnici sanitari: da 31 a 8 per i tecnici di radiologia e da 32 a 7 per quelli di laboratorio.
La contrazione, secondo il sindacato, interessa anche il personale amministrativo: gli assistenti sarebbero passati da 31 a 20, mentre i coadiutori amministrativi senior da 16 a 8.
Ma è soprattutto il nuovo avviso a finire sotto la lente del NurSind. Il sindacato evidenzia come l'ultimo bando ordinario risalirebbe al 2017 e ritiene quindi particolarmente limitato il contingente oggi previsto.
"Dopo circa un decennio di blocco totale, l'Azienda ha pubblicato un avviso del tutto insufficiente dal punto di vista numerico", affermano Giuseppe Summa e Antonio De Feo del NurSind.
Per la professione infermieristica, in particolare, gli 11 posti messi a disposizione rappresenterebbero circa lo 0,7% rispetto alle 1.580 unità indicate nella dotazione organica. Un numero che, secondo il sindacato, non sarebbe adeguato alle necessità accumulate negli anni.
Il tema, però, va oltre la semplice consistenza numerica dei posti. Per il NurSind, la possibilità di ricorrere al part-time rappresenta uno degli strumenti attraverso i quali favorire una migliore conciliazione tra lavoro e vita privata, soprattutto per chi deve occuparsi di figli, anziani o familiari non autosufficienti.
"Serve un piano più ampio per rispondere alla necessità di conciliare famiglia e professione", è la posizione sostenuta dal sindacato, che richiama l'attenzione sui carichi di cura sostenuti quotidianamente da molti lavoratori.
La questione assume inoltre un peso particolare in una fase nella quale le aziende sanitarie devono confrontarsi con le difficoltà di reperimento e permanenza del personale sanitario.
"Negare la flessibilità spinge al burnout e alle dimissioni, aggravando la carenza invece di risolverla", afferma Giuseppe Summa.
Per il NurSind, dunque, il part-time non dovrebbe essere considerato esclusivamente come una questione organizzativa, ma anche come uno strumento di gestione e fidelizzazione del personale, capace di consentire ai professionisti di continuare a lavorare nel Servizio sanitario senza dover scegliere tra esigenze familiari e attività professionale.
Il sindacato ha già interessato della vicenda il Comitato unico di garanzia dell'ASL TO4 e, con la segnalazione alla Consigliera di Parità regionale, punta ora ad ampliare il confronto.
La richiesta rivolta alla Direzione generale è quella di verificare la sostenibilità dell'attuale avviso e valutare un incremento dei posti disponibili, tenendo conto delle richieste dei dipendenti e dell'evoluzione degli organici.
Una vertenza che riporta così al centro un tema sempre più rilevante nella sanità pubblica: non soltanto riuscire a reclutare nuovi professionisti, ma creare condizioni organizzative che consentano a chi è già in servizio di restare nel sistema conciliando professione, famiglia e vita personale.
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