Vertici Ospedale Formia smentiscono contagio infermieri. La replica NurSind
Di qualche giorno fa è la notizia del contagio di 10 infermieri del reparto di Cardiologia dell’ospedale Dono Svizzero di Formia risultati positivi al Covid, che avrebbe messo in sofferenza la già precaria situazione del nosocomio, alla quale è seguita la smentita a mezzo stampa dai vertici aziendali che in un comunicato stampa asserivano come non esistesse alcun problema all’interno dell’ospedale e che, al contrario, quanto avvenuto non ha nulla a che fare con le carenze, in termini di sicurezza per prevenire e contrastare il contagio da Covid 19.
Puntuale è arrivata, in una nota stampa, la replica del NurSind Latina.
“Sono note a tutti le criticità presenti nell’Ospedale di Formia - spiega segretario territoriale NurSind, Giovanni Santucci - nei mesi passati è stato riscontrato l'evidente assenza di percorsi protetti e dedicati, distinti e separati dai percorsi puliti. Gli stessi utenti hanno segnalato e denunciato la promiscuità tra pazienti Covid e no Covid, che si ritrovano negli "stessi identici passaggi" e negli "stessi identici corridoi”.
Esistendo unità operative tempo dipendente tra le quali l’Emodinamica o la sala operatoria, i pazienti possono arrivare nelle sale operatorie senza tampone o in attesa di risposta del risultato del tampone antigenico (che spesso ha falsi negativi o positivi). Successivamente al trattamento in urgenza, il paziente giunge in reparto dove è impossibile isolarlo (vedi Utic), e sviluppare nei giorni successivi la positività – continua Santucci - Con molta probabilità proprio per quanto sopra descritto, si sono sviluppati focolai nel reparto di ortopedia, medicina, utic che hanno coinvolto sia i pazienti che gli operatori ed hanno portato la chiusura dei reparti stessi”
Per NurSind, affermare in un comunicato pubblico che il contagio del personale sia di tipo comunitario e non occupazionale sembra del tutto inopportuno e discutibile, non in linea con la condotta eccellente e con lo spirito con cui Lei Direttore ha diretto l’Asl Latina in questi anni, e chiede urgentemente che vengano riviste tali affermazioni.
“La salute e la professionalitàÌ€ vanno rispettate e tutelate nelle sedi lavorative non solo con i DPI ma anche mettendo in atto tutti gli idonei strumenti idonei a proteggere i lavoratori in toto nello svolgimento di un lavoro ad alto rischio come in questo periodo- conclude Santucci - Non si può e non si deve alludere a comportamenti a rischio contagio scorretti del personale fuori l’orario di lavoro”
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