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NurSind: inquadrare per legge il personale dei policlinici universitari. Stop alle ambiguità

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 25/03/2025

Contratto Nazionale

 

Roma, 25 marzo 2025 – È arrivato il momento di mettere ordine nel sistema e riconoscere per legge la collocazione contrattuale del personale sanitario non dirigente che opera nei policlinici universitari. A chiederlo con forza è il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche, intervenuto oggi in audizione alla Camera sul decreto PA davanti alle commissioni Lavoro e Affari costituzionali.

“La loro attività è assistenziale, non di ricerca. Devono essere inquadrati nel Contratto collettivo nazionale della sanità, non lasciati nel limbo tra comparti”, ha sottolineato Stefano Barone, membro della direzione nazionale del NurSind. Secondo il sindacato, questa ambiguità normativa non crea solo confusione, ma alimenta tensioni sindacali inutili, specialmente con le organizzazioni dell’Istruzione e Ricerca.

Non si è trattato, però, dell’unico tema portato in Parlamento. Barone ha lanciato anche l’allarme su un possibile “livellamento verso il basso” della professione infermieristica, nonostante l’introduzione, con l’ultimo contratto, di un’area dedicata all’elevata qualificazione.

“Se vogliamo davvero fermare l’emorragia di professionisti verso l’estero e rendere attrattiva questa carriera per i giovani, dobbiamo iniziare a valorizzare le risorse interne”, ha dichiarato. Da qui la proposta per il prossimo triennio contrattuale 2026-2028: una deroga temporanea al concorso per permettere il passaggio diretto all’area di alta qualificazione. “Promuovere chi già lavora sul campo, se meritevole, è un investimento di buon senso – ha concluso – e permetterebbe anche di risparmiare fondi, evitando nuovi concorsi e assunzioni esterne”.

Una richiesta chiara che punta a riconoscere competenze e a dare una direzione più concreta alla valorizzazione degli infermieri.