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Più diritti per i malati oncologici: congedi fino a 24 mesi e permessi extra per i lavoratori

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 26/03/2025

AttualitàGoverno

 

Approvato in Commissione il testo unificato delle proposte di legge: congedi fino a 24 mesi, permessi aggiuntivi retribuiti e accesso prioritario allo smart working

ROMA – Più tutele per i lavoratori affetti da gravi malattie. È quanto prevede il testo unificato approvato il 18 febbraio 2025 dalla Commissione Lavoro della Camera, che raccoglie sei proposte di legge presentate da deputati di diversi schieramenti. Il provvedimento introduce nuove misure a sostegno dei lavoratori affetti da patologie oncologiche, invalidanti o croniche, con particolare attenzione alla conservazione del posto di lavoro e alla possibilità di accedere a permessi retribuiti per cure mediche.

Il cuore della norma è l’articolo 1, che riconosce ai dipendenti pubblici e privati con invalidità pari o superiore al 74% il diritto a un congedo non retribuito fino a 24 mesi, continuativo o frazionato, durante il quale è garantita la conservazione del posto di lavoro. Tale periodo non è computato ai fini dell’anzianità di servizio né della contribuzione, ma può essere riscattato volontariamente. La certificazione della malattia dovrà avvenire tramite il sistema elettronico della Tessera Sanitaria.

Importante novità anche per i lavoratori autonomi, a cui viene riconosciuta la possibilità di sospendere l’attività per un massimo di 300 giorni all’anno in caso di patologie gravi, misura che apre per la prima volta a una forma di tutela concreta anche per questa categoria.

A fine congedo, il dipendente ha inoltre diritto ad accedere in via prioritaria al lavoro agile, qualora la mansione lo consenta.

Dieci ore in più di permesso retribuito per le cure

Con l’articolo 2, si amplia anche il ventaglio di permessi retribuiti disponibili: i lavoratori affetti da gravi malattie potranno usufruire di 10 ore annue aggiuntive – rispetto a quelle già previste – per visite, esami e terapie. Una misura che riconosce la frequenza delle cure necessarie in caso di patologie gravi e spesso invalidanti. Le ore sono cedibili al genitore, nel caso il paziente sia un minore.

Il costo della misura è stimato in 33 milioni di euro annui, coperti tramite la riduzione del Fondo previsto dalla legge di stabilità del 2014.

Premi di laurea in memoria dei pazienti oncologici

Un segnale anche sul piano culturale arriva con l’articolo 3, che istituisce un fondo da 2 milioni di euro annui per l’erogazione di premi di laurea intitolati alla memoria di pazienti oncologici. I riconoscimenti saranno destinati a studenti meritevoli laureati in medicina, biologia, biotecnologie, farmacia, chimica e tecnologie farmaceutiche. I criteri saranno definiti con decreto congiunto dei ministeri dell’Università e dell’Economia.

Applicabilità anche nelle Regioni a statuto speciale

Infine, con l’articolo 4, viene inserita una clausola di salvaguardia che estende l’applicabilità della legge anche alle Regioni a statuto speciale e alle Province autonome, compatibilmente con le rispettive normative.

Un segnale politico trasversale

Il testo ha ottenuto pareri favorevoli da tutte le Commissioni competenti, inclusa quella Affari Costituzionali, che ha sottolineato la piena coerenza del provvedimento con l’ordinamento civile e la previdenza sociale, ambiti di competenza esclusiva dello Stato. La Commissione Giustizia ha apprezzato lo spirito del provvedimento, pur non rilevando profili di diretta competenza.

Quello approvato è un provvedimento di civiltà, che tenta di colmare un vuoto normativo a danno di migliaia di lavoratori costretti, fino ad oggi, a scegliere tra la cura e la sopravvivenza economica. Una norma che rafforza diritti, riconosce fragilità e costruisce – finalmente – una risposta strutturata per chi, oltre alla malattia, affronta ogni giorno il peso del lavoro.