Iscriviti alla newsletter

Infermieri del 118 chiamati a supplire alle carenze: il NurSind chiede stop immediato

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 16/01/2026

CalabriaNurSind dal territorio

Prassi informali, competenze forzate e responsabilità indebite: il sindacato delle professioni infermieristiche chiede un intervento immediato all’Asp di Cosenza

Cosenza, 16/12/2026. Quando l’emergenza viene piegata a logiche di supplenza e le competenze professionali diventano una variabile di comodo, il rischio non è solo per gli operatori, ma per l’intero sistema. È in questo contesto che si inserisce la presa di posizione del NurSind, che porta alla luce una vicenda avvenuta presso la Radiologia di Rossano e che, ancora una volta, racconta di infermieri chiamati a colmare carenze organizzative non di loro competenza.

A segnalare formalmente l’accaduto ai vertici dell’Asp di Cosenza è il segretario aziendale di Cariati/Rossano del NurSind, Nicodemo Capalbo, che ricostruisce quanto avvenuto durante un turno notturno dell’8 gennaio scorso. In occasione del trasferimento di un paziente dallo spoke di Corigliano alla Radiologia di Rossano per un accertamento diagnostico, al personale infermieristico del 118 sarebbe stato richiesto di eseguire una procedura con mezzo di contrasto, sulla base di una consuetudine informale giustificata con il classico “si è sempre fatto così”.

Per il NurSind, simili prassi non possono essere tollerate, perché snaturano il ruolo dell’infermiere dell’emergenza-urgenza e lo espongono a responsabilità che non gli competono.

Il punto centrale, ribadisce il sindacato, è che l’infermiere del 118 è formato e assegnato alla gestione del paziente durante il trasporto e alle criticità dell’emergenza, non allo svolgimento di attività strutturali all’interno di un servizio di Radiologia. Durante l’episodio segnalato, invece, sarebbero state richieste prestazioni tipicamente riconducibili all’attività infermieristica di reparto, come la gestione e la somministrazione del mezzo di contrasto, la somministrazione di terapie e l’assistenza diretta ai pazienti sottoposti a esami diagnostici.

Il NurSind sottolinea che l’impiego di personale proveniente da altri servizi per coprire funzioni ordinarie di reparto rappresenta una distorsione organizzativa grave.

A rendere il quadro ancora più preoccupante è l’assenza di qualsiasi cornice formale: secondo quanto evidenziato nella nota sindacale, la Centrale Operativa 118 non risulterebbe a conoscenza di queste modalità operative, attuate senza atti autorizzativi, procedure condivise o indicazioni ufficiali. Un vuoto che, oltre a violare il rispetto dei profili professionali, mette gli infermieri in una posizione di estrema vulnerabilità sotto il profilo disciplinare, civile e penale.

Il sindacato ribadisce che nessun infermiere può essere obbligato a svolgere attività fuori dal proprio ambito di competenza e che ogni pretesa indebita sarà contrastata nelle sedi opportune.

Il richiamo normativo è esplicito: Codice Deontologico Infermieristico, legislazione sanitaria e disposizioni penali tracciano confini chiari che non possono essere aggirati per compensare carenze di personale o disfunzioni organizzative. La sicurezza dei pazienti e la tutela della professione infermieristica passano dal rispetto delle competenze, non dall’improvvisazione.

Per questo il NurSind chiede all’Asp di Cosenza un intervento urgente e strutturale, finalizzato a interrompere ogni forma di utilizzo improprio del personale infermieristico del 118 in Radiologia, a ripristinare il corretto assetto dei ruoli e a garantire la reperibilità infermieristica notturna dedicata, evitando che l’emergenza diventi una soluzione tampone permanente.

Per il NurSind, difendere le competenze significa difendere la qualità e la sicurezza dell’assistenza.