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Milano Cortina 2026, infermieri tedofori: la fiamma olimpica passa dalle corsie

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 19/01/2026

AttualitàCronache sanitarie

La fiamma olimpica di Milano Cortina 2026 simboleggia resilienza, solidarietà e impegno, valori che gli infermieri incarnano quotidianamente nel prendersi cura dei pazienti, trasformando la staffetta in un ponte tra sport e sanità.
Durante il relay, numerosi infermieri sono stati scelti come tedofori, premiando il loro eroismo, specialmente post-Covid.

Tra Fiamma e Cura

La fiamma rappresenta passione, talento, energia e rispetto, qualità essenziali per gli infermieri che affrontano emergenze con dedizione instancabile.
Come la torcia unisce comunità in uno spirito di pace e uguaglianza, la professione infermieristica promuove solidarietà e supporto reciproco, superando barriere in contesti di crisi.
Questo accostamento nobilita il passaggio della fiamma, rendendo i sanitari ambasciatori di speranza e rinascita, simili all'energia trasformativa dello sport.

Infermieri Tedofori

A Codogno, 15 infermieri e 5 medici dell'Asst Lodi hanno portato la torcia il 16 gennaio 2026, in ricordo del Covid.

Paola Milani, 52 anni, infermiera di riabilitazione cardiorespiratoria all'ospedale di Codogno da 32 anni, ha acceso il braciere in Piazza Cairoli: “essere tedoforo è un’esperienza emozionante e profondamente significativa che unisce orgoglio personale, senso di responsabilità e un legame forte con i valori olimpici... Mi sento un messaggero di energia positiva e portatrice di solarità”.

Fabio Cecconi, collega infermiere dello stesso reparto, ha aggiunto: “un momento storico che rimarrà nella testa e nel cuore di tutti. Un’esperienza diversa dal nostro quotidiano, coinvolgente”.

In altre città è stato altrettanto premiato l’impegno della professione infermieristica indicando alcuni infermieri tra i tedofori.

Marienza Montemurro, infermiera di Matera, ha portato la fiaccola simboleggiando l'impegno sanitario nel percorso verso Milano Cortina.

Loretta Casolari, ostetrica e mamma impegnata nell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Modena.

Michele Pernice, infermiere strumentista plurispecialistico e maratoneta, Aou Modena.

Marcella Bonelli, infermiera dell’Anestesia e Rianimazione cardiotoracovascolare in rappresentanza dell’Ospedale Niguarda che l’ha ringraziata definendo il “momento significativo e ricco di emozione, che testimonia l’incontro tra i valori dello sport e quelli dell'assistenza sanitaria: impegno, dedizione e spirito di squadra”.


La fiamma olimpica, accesa dalle mani degli infermieri non si spegne con l'ultimo passaggio: continua a brillare nei reparti, nelle corsie e nei gesti quotidiani di chi si prende cura, unendo lo spirito dello sport alla resilienza della vita. In questo relay verso Milano Cortina 2026, eroi silenziosi diventano simboli universali, ricordandoci che la vera vittoria è la solidarietà che illumina il cammino di tutti.

 

Andrea Tirotto