Piemonte, indennità Pronto Soccorso: i sindacati uniti contro la disinformazione
NurSind, CISL FP, FIALS e Nursing Up fanno chiarezza sull’accordo regionale e difendono i lavoratori dell’emergenza
Torino, 22/01/2026. Nel clima di tensione che ha accompagnato il dibattito sull’indennità di Pronto Soccorso in Piemonte, le organizzazioni sindacali NurSind, CISL FP, FIALS e Nursing Up intervengono con una presa di posizione unitaria per ristabilire verità e correttezza informativa. Una risposta netta a quella che viene definita una narrazione fuorviante, costruita più sulla contrapposizione che sui contenuti, e che rischia di colpire direttamente chi ogni giorno opera nei servizi di emergenza.
Il primo chiarimento riguarda la composizione del tavolo regionale. L’assenza di CGIL e UIL non viene ricondotta a esclusioni o forzature, ma a una scelta sindacale ben precisa: la mancata sottoscrizione del CCNL 2022-2024, passaggio necessario per poter partecipare alla contrattazione decentrata. Un elemento che le sigle firmatarie dell’accordo ritengono non aggirabile e che non può essere reinterpretato a posteriori come una penalizzazione subita.
!La contrattazione è un luogo di responsabilità: si partecipa assumendosi l’onere delle scelte, non delegandole ad altri", sottolineano NurSind, CISL FP, FIALS e Nursing Up, respingendo ogni tentativo di ribaltare i fatti.
Sul fronte delle accuse di presunto “corporativismo”, la posizione unitaria è altrettanto chiara. L’accordo regionale non esclude alcuna figura professionale assegnata al Pronto Soccorso, ma riconosce l’indennità a tutti i lavoratori formalmente in servizio nei reparti di emergenza. La differenziazione degli importi applica quanto stabilito dal contratto nazionale e si fonda su criteri oggettivi come rischio, responsabilità, esposizione e disagio, già oggetto di incremento a partire da giugno 2023.
"Non si tratta di privilegi, ma di applicazione coerente delle regole contrattuali", ribadiscono le organizzazioni sindacali, richiamando al rispetto dei percorsi condivisi.
Viene inoltre smentita con decisione l’idea che operatori socio-sanitari, tecnici e personale amministrativo siano stati trascurati. Al contrario, grazie all’accordo sottoscritto, l’indennità è stata garantita anche a queste figure ed è stata incrementata fino a 18 euro a turno sulle 12 ore. Nessuna sottrazione di diritti, nessuna esclusione.
"Affermare il contrario significa alimentare disinformazione e confusione tra i lavoratori", evidenziano NurSind, CISL FP, FIALS e Nursing Up, ricordando che eventuali ulteriori specificità potranno essere affrontate nella contrattazione aziendale di secondo livello.
Infine, le sigle sindacali mettono in guardia dal rischio di alimentare conflitti interni tra professioni sanitarie. In un contesto complesso come quello dei Pronto Soccorso piemontesi, segnato da carichi di lavoro elevati e carenza di personale, dividere chi lavora fianco a fianco non rafforza la tutela dei diritti, ma la indebolisce.
"Il conflitto tra professioni non protegge i lavoratori e non produce risultati. I diritti si difendono partecipando alle trattative e assumendosi responsabilità", è il messaggio condiviso dalle organizzazioni firmatarie.
La linea resta quella di un impegno sindacale concreto e continuativo. NurSind, CISL FP, FIALS e Nursing Up confermano la volontà di proseguire il lavoro avviato, con l’obiettivo di ottenere ulteriori risultati tangibili per il personale dell’emergenza e per l’intera sanità piemontese.
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