Trasporto 118 in Abruzzo, il NurSind alza il muro: Norme violate, pronti allo sciopero
Ambulanze e infermieri: la Regione impone regole chiare, ma la ASL 1 va in direzione opposta
"Quando si parla di emergenza-urgenza non esistono scorciatoie, né zone grigie. Le ambulanze del 118 non sono un servizio qualunque, ma l’estensione operativa del Servizio Sanitario Regionale nei momenti più critici per la vita dei cittadini. È su questo terreno, delicato e ad altissimo rischio, che il NurSind sceglie di intervenire con una presa di posizione netta, assumendosi la responsabilità di difendere la legalità, la sicurezza delle cure e la dignità professionale degli infermieri".
Sulmona, 06/02/2026. La Regione Abruzzo, con le Delibere di Giunta n. 589 del 18 settembre 2023 e n. 696 del 25 ottobre 2023, ha stabilito un principio chiaro e non interpretabile: nei servizi di emergenza svolti per conto del SSR, il personale medico e infermieristico deve essere messo a disposizione esclusivamente dalle ASL. Una scelta di salvaguardia che attribuisce alle aziende sanitarie pubbliche la piena responsabilità clinica, organizzativa e professionale degli equipaggi che operano a bordo delle ambulanze di tipo A1 e A2.
Eppure, secondo quanto denunciato dal NurSind, la ASL 1 Abruzzo avrebbe avviato una procedura che prevede il rimborso alle organizzazioni aggiudicatarie di circa 9–10 milioni di euro in cinque anni per la messa a disposizione di personale infermieristico, scaricando di fatto sui soggetti privati un compito che la normativa regionale riserva alle ASL.
"La normativa regionale non lascia spazio a dubbi: il personale infermieristico nei servizi 118 deve essere fornito dalle ASL. Ogni deroga è una violazione che incide direttamente sulla validità dell’autorizzazione al servizio", denuncia con fermezza il NurSind L’Aquila.
Il sindacato sottolinea come la regola non sia un dettaglio tecnico, ma una norma di garanzia per la sicurezza dei cittadini. Il personale infermieristico impiegato nell’emergenza deve essere formato, responsabilizzato e inserito pienamente nel sistema pubblico di emergenza, sotto il coordinamento dei Pronto Soccorso e delle Centrali 118.
"Affidare direttamente ai soggetti convenzionati l’assunzione di infermieri o medici significa aggirare la responsabilità pubblica e creare un pericoloso cortocircuito gestionale e professionale", avverte il NurSind.
La posizione del sindacato è tutt’altro che simbolica. È già stato proclamato lo stato di agitazione del comparto sanità e, qualora venisse accertato l’impiego di personale infermieristico assunto direttamente dalle organizzazioni convenzionate, il NurSind annuncia segnalazioni all’Autorità giudiziaria. Non solo: in caso di eventi avversi o danni ai pazienti trasportati in regime di emergenza, il sindacato valuta anche la costituzione di parte civile nei procedimenti penali.
"Non esiteremo a tutelare i cittadini e la professione infermieristica in ogni sede, anche giudiziaria. La sicurezza non è negoziabile", ribadisce il NurSind.
Nel mirino finiscono anche i competenti uffici regionali, chiamati a esercitare un controllo rigoroso sull’osservanza delle disposizioni di salvaguardia, fino alla revoca delle autorizzazioni in caso di violazioni accertate. Un passaggio che evidenzia come la vertenza non sia una semplice rivendicazione sindacale, ma una battaglia di sistema.
Il messaggio è chiaro: l’emergenza 118 non può diventare terreno di sperimentazioni improprie o scorciatoie amministrative. E se le risposte non arriveranno, il NurSind non esclude il ricorso allo sciopero, portando il conflitto a un livello ancora più alto.
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