Indennità di Pronto Soccorso, NurSind e Nursing Up contro lo stallo in Emilia-Romagna
Rodigliano e Batani: "Senza coerenza con il CCNL, la crisi nei PS è destinata a peggiorare"
"Quando il contratto esiste ma resta inapplicato, il problema non è tecnico: è una scelta politica. E quando a subirne le conseguenze sono gli infermieri dei Pronto Soccorso, il rischio è quello di minare uno dei presidi più delicati del servizio sanitario pubblico. È da qui che NurSind, insieme a Nursing Up, richiama la Regione Emilia-Romagna alle proprie responsabilità, chiedendo decisioni immediate, chiare e coerenti con il CCNL".
Bologna, 09/02/2026. A tre mesi dalla firma del nuovo Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, l’indennità di pronto soccorso resta ancora bloccata. In Emilia-Romagna il confronto con la Regione non ha prodotto risultati concreti, mentre nei Pronto Soccorso la pressione assistenziale continua a crescere. Per questo NurSind, principale sindacato delle professioni infermieristiche, e Nursing Up intervengono con una presa di posizione congiunta che non lascia spazio ad ambiguità.
A guidare la protesta sono Antonella Rodigliano, segretaria regionale del NurSind, e Francesca Batani, segretaria regionale di Nursing Up, che esprimono forte preoccupazione per una trattativa ferma dalla sottoscrizione del CCNL.
Il nodo centrale resta l’applicazione corretta del contratto. Il CCNL assegna alle Regioni il compito di definire criteri capaci di valorizzare i diversi profili professionali, riconoscendo un trattamento economico più adeguato a chi opera nei Pronto Soccorso. L’ipotesi di una indennità uniforme viene giudicata dalle due sigle inaccettabile e fuori dallo spirito contrattuale.
"Il contratto nazionale è chiaro: spetta alle Regioni individuare criteri che riconoscano il maggiore disagio e la complessità del lavoro in Pronto Soccorso. Una somma uguale per tutti significa svuotare il CCNL e ignorare la realtà quotidiana degli infermieri dell’emergenza", dichiarano Antonella Rodigliano (NurSind) e Francesca Batani (Nursing Up).
La questione economica, però, è solo la punta dell’iceberg. La carenza di infermieri nei Pronto Soccorso è ormai una realtà consolidata, con turni scoperti, difficoltà organizzative crescenti e un numero sempre maggiore di professionisti che scelgono di lasciare l’emergenza o di trasferirsi in altre Regioni.
"La carenza di infermieri non è più un rischio futuro, è una condizione attuale. Ogni rinvio o soluzione al ribasso contribuisce ad aggravare una crisi che incide direttamente sulla qualità e sulla sicurezza dei servizi", proseguono le due segretarie regionali.
Il confronto con altre realtà regionali rende il ritardo dell’Emilia-Romagna ancora più evidente. In Lombardia, Veneto e Piemonte l’adeguamento dell’indennità di pronto soccorso al nuovo CCNL è già realtà, mentre una Regione che ha storicamente rappresentato un modello sanitario rischia oggi di perdere attrattività proprio nei servizi di emergenza-urgenza.
"Il riconoscimento economico non è un privilegio, ma una condizione minima di sostenibilità del lavoro in Pronto Soccorso. Se dal prossimo incontro non emergeranno aperture reali, NurSind e Nursing Up valuteranno iniziative di mobilitazione a tutela degli infermieri e del servizio pubblico", concludono Rodigliano e Batani.
Il messaggio che arriva dal fronte sindacale è netto e unitario. Applicare il CCNL significa investire sugli infermieri e sulla tenuta dei Pronto Soccorso. Continuare a rinviare, al contrario, significa accettare il rischio di un impoverimento progressivo del sistema sanitario regionale.
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