NurSind vince ancora: dal demansionamento ai buoni pasto, il GOM condannato a risarcire
Dal Tribunale di Reggio Calabria nuove sentenze storiche che certificano diritti negati e danni risarciti ai sanitari
"Ci sono vertenze che non nascono per caso, ma maturano nel tempo, nella perseveranza e nella capacità di non arretrare mai di fronte ai muri dell’indifferenza. Quando il confronto viene negato e il dialogo diventa un monologo istituzionale, restano i fatti, le carte e le sentenze. Ed è lì che, ancora una volta, il NurSind dimostra di saper stare dalla parte giusta: quella dei lavoratori".
Reggio calabre, 17/02/2026. Sin dal suo arrivo nel territorio reggino, meno di dieci anni fa, il NurSind ha intrapreso un percorso chiaro e coerente: tutela concreta degli iscritti, ricerca del dialogo istituzionale e, quando questo viene negato, azioni legali mirate e fondate. Un impegno che nel tempo ha prodotto risultati significativi e oggi trova ulteriore conferma nelle recenti pronunce del Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria.
Negli anni il sindacato delle professioni infermieristiche e sanitarie ha più volte avanzato proposte e soluzioni ai diversi management del Grande Ospedale Metropolitano, nel tentativo di superare criticità organizzative che incidevano direttamente sulla dignità professionale dei lavoratori. Ma quando le amministrazioni si dimostrano impermeabili al confronto, la difesa dei diritti non può che spostarsi nelle sedi giudiziarie.
Nei mesi scorsi, proprio grazie alle azioni promosse dal NurSind, sono stati riconosciuti oltre 362 mila euro complessivi di risarcimenti per casi di demansionamento nei reparti di Oncologia e di Nefrologia e Dialisi del GOM, come attestato dalle delibere n. 1521 e 1522 del 3 dicembre 2025. Un precedente rilevante, che ha rafforzato la posizione dei lavoratori e aperto la strada a nuovi, importanti successi.
L’ultima vittoria riguarda la sentenza n. 862/2025, pronunciata in Appello, con cui il Tribunale del Lavoro di Reggio Calabria ha condannato il GOM a risarcire otto professionisti sanitari per il demansionamento subito tra il 2009 e il 2020 presso la UOC di Gastroenterologia. Il risarcimento, pari al 15% della retribuzione per ogni anno oggetto di condanna, rappresenta una delle percentuali più alte riconosciute a livello nazionale. Secondo le stime, l’importo complessivo potrebbe superare i 250 mila euro, in attesa della quantificazione definitiva.
«Questa sentenza non è solo una vittoria giudiziaria, ma la certificazione di anni di battaglie portate avanti con coerenza e determinazione dal NurSind», dichiara Vincenzo Marrari, Segretario Territoriale NurSind Reggio Calabria. «Quando il dialogo viene sistematicamente ignorato, il Tribunale diventa l’unico strumento per ristabilire giustizia e dignità professionale».
Il Segretario territoriale sottolinea anche il valore del lavoro legale svolto dall’avvocato Domenico De Angelis, del foro di Campobasso, la cui competenza ha contribuito in modo decisivo all’esito favorevole delle vertenze.
Ma non si parla solo di demansionamento. Anche sul fronte dei buoni pasto, il Tribunale di Reggio Calabria ha recentemente condannato il GOM a risarcire circa 13 mila euro a nove lavoratori, riconoscendo il diritto a ricevere un buono pasto per ogni turno eccedente le sei ore di servizio effettivamente prestato. Una pronuncia che ribadisce principi di equità troppo spesso disattesi nelle aziende sanitarie.
«Queste sentenze non rappresentano casi isolati», aggiunge Marrari. «Nei prossimi mesi sono attese decisioni su decine di posizioni analoghe, sia per il demansionamento sia per i buoni pasto. Il NurSind continuerà a stare accanto a ogni collega che chiede rispetto dei propri diritti».
Alla luce di questi risultati, il NurSind rilancia il proprio ruolo di riferimento per le lavoratrici e i lavoratori della sanità calabrese, dimostrando con i fatti che la tutela sindacale, quando è competente e determinata, può trasformarsi in giustizia riconosciuta e diritti finalmente esigibili.
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