Iscriviti alla newsletter

Sanità privata, il NurSind incalza: risorse disponibili ma rinnovo contratti ancora fermo

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 04/03/2026

Contratto Nazionale

Al Ministero della Salute confronto acceso sul rinnovo contrattuale. Il NurSind denuncia i ritardi delle associazioni datoriali: fondi disponibili ma nessuna volontà reale di chiudere il contratto.

Roma, 04/03/2026

"Di fronte a un sistema sanitario che si regge anche sul contributo della sanità privata accreditata, diventa sempre più difficile spiegare ai professionisti perché il rinnovo contrattuale continui a slittare. Le risorse ci sono, lo confermano gli stanziamenti dell’ultima Legge di Bilancio. Quello che sembra mancare, invece, è la volontà di trasformarle rapidamente in diritti e riconoscimenti economici per infermieri e professionisti sanitari. In questo scenario il NurSind torna a incalzare istituzioni e datori di lavoro chiedendo tempi certi e regole chiare".


Sanità privata, fondi disponibili ma il contratto resta fermo

Al Ministero della Salute si è svolto un nuovo confronto sul rinnovo dei contratti della sanità privata accreditata, ma l’incontro si è concluso senza passi concreti. Nonostante gli importanti stanziamenti previsti dall’ultima Legge di Bilancio, che consentirebbero di procedere rapidamente al rinnovo, le associazioni datoriali hanno chiesto ulteriore tempo, rinviando ancora una volta una decisione attesa da migliaia di professionisti sanitari.

Una situazione che il NurSind giudica ormai insostenibile. Il sindacato delle professioni infermieristiche ha portato al tavolo ministeriale una posizione chiara: aprire subito la contrattazione e garantire condizioni economiche e normative adeguate a chi lavora nella sanità privata accreditata, una componente sempre più integrata nel Servizio sanitario nazionale.

Il nodo, sottolinea il sindacato, non riguarda solo le risorse economiche ma anche il riconoscimento professionale e la qualità della rappresentanza sindacale.

Il NurSind ha ribadito con forza la necessità di avviare immediatamente la contrattazione, perché i fondi per il rinnovo esistono già e non ci sono più alibi per continuare a rinviare.

Secondo il sindacato, il sistema sanitario non può continuare a sostenersi su una divisione tra professionisti di serie A e di serie B.

Se la sanità privata accreditata rappresenta un pilastro del Servizio sanitario nazionale, gli infermieri e i professionisti che vi operano devono avere le stesse tutele e lo stesso riconoscimento economico dei colleghi del pubblico. Stesse responsabilità devono significare stessa retribuzione.

Durante il confronto al Ministero è stato inoltre sollevato con decisione il tema della rappresentatività sindacale, un punto che il NurSind considera centrale per la credibilità del sistema contrattuale.

Non è più accettabile che contratti nazionali vengano firmati da organizzazioni che non certificano realmente la propria rappresentanza nei luoghi di lavoro. Servono criteri oggettivi e trasparenti: i lavoratori devono essere rappresentati da chi scelgono davvero.

Su questo punto, riferisce il sindacato, il tavolo non avrebbe fornito risposte concrete. Una mancanza di chiarimenti che alimenta interrogativi sul funzionamento del sistema di rappresentanza.

Il NurSind chiede trasparenza e certificazione dei numeri. Se qualcuno teme la democrazia sindacale, è giusto che i lavoratori sappiano chi trae vantaggio da una rappresentanza che esiste solo sulla carta.

Il 26 febbraio il tavolo decisivo

Il prossimo appuntamento è fissato per il 26 febbraio, quando al Ministero della Salute è stato convocato un nuovo incontro che, nelle intenzioni, dovrebbe essere risolutivo. Il NurSind si presenterà al tavolo con una linea netta: basta rinvii, servono decisioni.

Il sindacato avverte che la disponibilità al confronto non potrà essere infinita.

Se non arriveranno risposte concrete sul rinnovo contrattuale, il NurSind è pronto ad avviare una mobilitazione nelle strutture della sanità privata. La pazienza dei professionisti sanitari è finita.

Il 26 febbraio potrebbe quindi rappresentare uno spartiacque per migliaia di infermieri e professionisti sanitari che da anni attendono il riconoscimento economico e professionale dovuto.