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Rinunci alla pensione e guadagni di più: l’incentivo INPS fino al 2026

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 08/04/2026

Previdenza

 

Più tempo per decidere se restare al lavoro dopo aver maturato i requisiti per la pensione anticipata. Con la circolare n. 42 del 3 aprile 2026, l’INPS chiarisce e amplia la platea dei lavoratori che possono accedere al cosiddetto incentivo al posticipo del pensionamento, recependo le novità introdotte dalla legge di Bilancio 2026.

Cosa cambia: proroga e ampliamento della misura

Il punto centrale della circolare è l’estensione al 31 dicembre 2026 della possibilità di accedere all’incentivo. In pratica, potranno beneficiarne anche i lavoratori dipendenti che maturano entro tale data i requisiti per la pensione anticipata ordinaria, previsti dal decreto “Salva Italia” del 2011.

Si tratta di una continuità normativa che parte dalla legge di Bilancio 2023, passa per le modifiche del 2025 e arriva ora a una nuova estensione temporale. L’obiettivo resta lo stesso: incentivare chi è già in possesso dei requisiti pensionistici a rimanere in servizio.

Come funziona l’incentivo

Il meccanismo è semplice ma con effetti concreti sulla busta paga. Il lavoratore che decide di rinviare il pensionamento può:

  • rinunciare all’accredito della quota di contributi previdenziali a proprio carico;
  • ricevere direttamente in busta paga l’importo corrispondente a tali contributi;
  • beneficiare della non imponibilità fiscale di queste somme.

In altre parole, la quota che normalmente verrebbe versata all’INPS viene trasformata in retribuzione netta aggiuntiva. Il datore di lavoro continua invece a versare la propria quota contributiva, garantendo comunque l’alimentazione della posizione previdenziale.

Chi può accedere

La circolare precisa che l’incentivo riguarda:

  • lavoratori dipendenti iscritti all’Assicurazione generale obbligatoria o a forme equivalenti;
  • chi ha maturato entro il 31 dicembre 2025 i requisiti per la pensione anticipata flessibile (62 anni di età e 41 di contributi);
  • oppure chi raggiunge entro il 31 dicembre 2026 i requisiti per la pensione anticipata ordinaria (41 anni e 10 mesi per le donne, 42 anni e 10 mesi per gli uomini).

Restano esclusi alcuni regimi particolari, come parte dei lavoratori del Fondo volo, se non in possesso dei requisiti standard indicati dalla norma.

Quando si interrompe il beneficio

L’incentivo non è permanente. La circolare chiarisce che cessa:

  • al momento del pensionamento effettivo;
  • al raggiungimento dell’età per la pensione di vecchiaia;
  • oppure su richiesta del lavoratore, che può revocare la scelta.

Per i dipendenti pubblici, il beneficio termina comunque al raggiungimento dell’età pensionabile, anche in caso di permanenza in servizio.

Come fare domanda

La procedura passa necessariamente dall’INPS. Il lavoratore deve presentare richiesta all’Istituto, che verifica i requisiti entro 30 giorni. Solo dopo l’ok ufficiale, il datore di lavoro può:

  • interrompere il versamento della quota contributiva a carico del dipendente;
  • erogare in busta paga le somme corrispondenti.

Una leva per trattenere i lavoratori

La misura si inserisce nel più ampio tentativo del legislatore di contenere l’uscita anticipata dal lavoro e, allo stesso tempo, offrire un incentivo economico immediato a chi decide di restare.

Non si tratta di un aumento strutturale della pensione futura, ma di un beneficio “qui e ora” sulla retribuzione. Una scelta che può risultare conveniente soprattutto per chi è vicino al pensionamento e valuta di proseguire ancora qualche anno l’attività lavorativa.

La circolare n. 42/2026 fornisce dunque un quadro aggiornato e operativo, consolidando una misura che, negli ultimi anni, è diventata uno degli strumenti chiave per gestire la transizione tra lavoro e pensione.