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Formano 1.600 studenti ma senza soldi: il NurSind denuncia il caso Bari

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 27/04/2026

NurSind dal territorioPuglia

 

Un sistema formativo che rischia di non garantire pienamente qualità, diritti e prospettive agli studenti delle professioni sanitarie.

È il quadro emerso dall’assemblea congiunta tra organizzazioni sindacali, ordini professionali e operatori dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria Policlinico di Bari, riuniti per analizzare criticità e prospettive dei corsi di laurea attivati in convenzione con l’Università degli Studi di Bari.

Al centro del confronto, il contributo fondamentale dei professionisti sanitari impegnati nelle attività didattiche: direttori delle attività formative, docenti e soprattutto tutor clinici. Figure chiave, ma ancora oggi prive di adeguati riconoscimenti accademici, contrattuali e amministrativi.

Secondo quanto emerso, il sistema presenta “innumerevoli incongruenze” rispetto alle normative vigenti e carenze nei requisiti di accreditamento. Una situazione che, denunciano i partecipanti, mette a rischio il diritto allo studio di circa 1.600 studenti, ostacolando il raggiungimento degli standard formativi previsti.

Il ruolo strategico dei tutor e la denuncia del Nursind

Tra le sigle che hanno denunciato la situazione il Nursind, che ha sottolineato con forza il valore del lavoro svolto dai tutor clinici. Si tratta di professionisti che, quotidianamente, garantiscono la formazione pratica indispensabile per l’abilitazione degli studenti, spesso senza alcuna forma di riconoscimento.

Il sindacato evidenzia come questo impegno venga di fatto “regalato” al sistema sanitario e universitario, senza un ritorno adeguato in termini di valorizzazione professionale. Una criticità che, secondo il Nursind, non è più sostenibile e richiede interventi urgenti.

Un patto per cambiare rotta

Dall’assemblea è emersa una linea comune: costruire un patto istituzionale tra sindacati e ordini per sostenere i professionisti e garantire standard adeguati ai corsi di laurea. L’obiettivo è duplice: da un lato tutelare i lavoratori coinvolti nella didattica, dall’altro assicurare agli studenti un percorso formativo all’altezza delle esigenze del sistema sanitario.

Il Nursind, insieme alle altre sigle e agli ordini professionali, annuncia iniziative di sensibilizzazione rivolte sia all’Università sia all’azienda sanitaria, affinché vengano rispettati i requisiti di accreditamento e riconosciuto il valore delle competenze messe in campo.

La partita, ora, si sposta sul piano istituzionale. In gioco non c’è solo la dignità professionale degli operatori, ma la qualità della sanità di domani.