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ASL Brindisi, pronto soccorso in crisi: il NurSind denuncia la carenza di personale

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 04/04/2026

NurSind dal territorioPuglia

Il sindacato degli infermieri accende i riflettori sull’emergenza organici nell’emergenza-urgenza pugliese: servono investimenti e valorizzazione delle competenze infermieristiche per garantire cure sicure e tempestive.

di Giuseppe Provinzano

C’è un luogo della sanità dove il tempo pesa più che altrove. È il pronto soccorso, frontiera fragile del Servizio sanitario pubblico, dove ogni giorno si incrociano paure, urgenze vere e bisogni spesso complessi. Qui si misura davvero la capacità di risposta del sistema sanitario. E quando gli organici non sono sufficienti, quando il personale lavora oltre il limite della sostenibilità, il rischio non è solo organizzativo: diventa un problema di sicurezza delle cure. È per questo che le parole del NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, riportano al centro una questione che non può più essere ignorata.


Brindisi, 04/04/2026. Nelle corsie dei pronto soccorso italiani si misura ogni giorno la tenuta del Servizio sanitario pubblico. Luoghi dove il tempo assume un valore diverso, dove le fragilità arrivano tutte insieme e dove il lavoro dei professionisti sanitari diventa spesso una corsa contro il tempo. Anche in Puglia, e in particolare nella ASL di Brindisi, la pressione sui servizi di emergenza-urgenza è sempre più evidente.

A riportare con forza il tema al centro del dibattito è il NurSind, che torna a denunciare la carenza di personale sanitario e le difficoltà strutturali che interessano i pronto soccorso del territorio.

Il dibattito si è riacceso nelle scorse settimane dopo una riflessione pubblica del direttore generale della ASL Brindisi, Maurizio De Nuccio, che ha raccontato sui social la propria esperienza da familiare all’interno di un pronto soccorso. Un racconto che ha restituito uno spaccato concreto di ciò che accade quotidianamente nei reparti di emergenza, tra attese, preoccupazioni e la complessità di gestire flussi continui di pazienti.

Ma per il NurSind il problema non è episodico: si tratta di una criticità strutturale che riguarda l’intero sistema dell’emergenza-urgenza pugliese.

"In Puglia e nella ASL Brindisi in particolare, il sistema di emergenza-urgenza sta attraversando una fase estremamente critica a causa della carenza di personale sanitario", afferma il segretario provinciale del NurSind Brindisi, Carmelo Villani.
"Parliamo di numeri importanti: mancano almeno 116 medici nei 37 pronto soccorso della regione e circa 324 nel sistema di emergenza territoriale 118. In alcune aree il servizio opera con meno della metà dei professionisti previsti in organico".

Una situazione che inevitabilmente incide sull’organizzazione del lavoro e sulla gestione dei pazienti, costringendo le aziende sanitarie a rivedere modelli operativi e percorsi assistenziali.

All’interno della ASL Brindisi, infatti, sono stati introdotti nuovi strumenti organizzativi finalizzati a migliorare la gestione dei flussi e delle prime fasi del percorso diagnostico-assistenziale. Tra questi rientrano i protocolli di pre-gestione infermieristica e i percorsi Fast Track, che consentono di accelerare l’accesso alle cure per alcune tipologie di pazienti e di ridurre i tempi di attesa.

"Sono stati introdotti protocolli di pre-gestione infermieristica e percorsi Fast Track con l’obiettivo di trasformare il tempo di attesa in tempo di cura", spiega ancora Villani.
"Si tratta di modelli organizzativi che consentono di garantire assistenza e sicurezza anche nelle fasi di maggiore sovraffollamento dei pronto soccorso".

Per il NurSind, tuttavia, queste soluzioni non possono rappresentare l’unica risposta alla crisi. Senza un rafforzamento degli organici e senza un reale investimento sulle competenze infermieristiche, il rischio è quello di continuare a gestire l’emergenza senza affrontarne le cause profonde.

"È fondamentale investire sulle competenze infermieristiche e rafforzare i protocolli di collaborazione multiprofessionale", conclude il segretario del NurSind.
"La pre-gestione infermieristica non sostituisce il medico, ma ne potenzia l’efficacia e consente di utilizzare al meglio ogni minuto trascorso in pronto soccorso, orientandolo alla diagnosi e alla cura".

Il messaggio che arriva dal NurSind è chiaro: senza personale adeguato e senza una reale valorizzazione delle competenze infermieristiche, la prima linea della sanità pubblica rischia di reggere sempre più a fatica.