Udine, il NurSind incalza sul mancato adeguamento in busta paga
Al Policlinico Città di Udine i sindacati chiedono l’applicazione immediata delle misure fiscali previste dalla legge di bilancio 2025. Il NurSind sollecita il confronto con la Direzione generale: in gioco detassazione degli straordinari, indennità di turno e arretrati dal 1° gennaio 2026.
di Giuseppe Provinzano
"Nel mondo della sanità pubblica ogni ritardo nell’applicazione delle norme non è soltanto una questione amministrativa: riguarda direttamente il riconoscimento economico e professionale di chi garantisce assistenza ogni giorno nei reparti. Quando una misura prevista dalla legge tarda a tradursi nelle buste paga degli operatori sanitari, il rischio è quello di alimentare frustrazione in un sistema già sotto pressione.
È su questo terreno che il NurSind torna a far sentire la propria voce. Al centro della vicenda c’è il Policlinico Città di Udine, dove il sindacato degli infermieri segnala ritardi nell’applicazione delle novità fiscali previste dalla legge di bilancio 2025 e chiede un confronto immediato con la direzione aziendale".
Il caso Udine: norme approvate ma non ancora applicate
04/04/2026. Al Policlinico Città di Udine la questione riguarda l’attuazione delle misure previste dalla legge di bilancio n. 199 del 2025, che avrebbero dovuto trovare applicazione già dal primo gennaio 2026. Secondo le organizzazioni sindacali, tuttavia, l’adeguamento delle buste paga del personale sanitario non sarebbe ancora avvenuto.
A sollevare la questione sono Afrim Casilli, segretario territoriale del NurSind, e Marco Valentini, referente d’area della Confederazione Generale Sindacati di Udine, che evidenziano come il mancato recepimento delle nuove disposizioni rischi di generare ulteriori tensioni in un sistema sanitario già gravato da carenze di personale e carichi di lavoro elevati.
«La legge di bilancio avrebbe dovuto essere applicata dal primo gennaio 2026. La sanità ha già grossi problemi: è azzardato cercarsene altri», sottolinea il NurSind, richiamando l’attenzione sulla necessità di dare seguito tempestivo alle norme approvate.
Il nodo principale riguarda l’adeguamento delle buste paga alle nuove disposizioni fiscali e contrattuali. In particolare, il sindacato insiste sulla detassazione degli straordinari per il personale infermieristico, sulla revisione delle indennità legate ai turni e sul riconoscimento degli incrementi economici derivanti dai rinnovi contrattuali.
Secondo le sigle sindacali, si tratta di misure attese da tempo e fondamentali per dare un segnale concreto ai professionisti della sanità, soprattutto in un momento storico segnato da forte stress organizzativo e difficoltà di reclutamento.
Il rimpallo tra uffici e l’allarme del NurSind
A complicare la situazione, spiegano i rappresentanti sindacali, sarebbe il rimpallo di responsabilità tra gli uffici amministrativi. Da una parte l’ufficio del personale, dall’altra gli uffici che gestiscono l’elaborazione delle buste paga.
La motivazione addotta sarebbe quella di attendere le circolari e le istruzioni operative degli enti competenti prima di procedere all’applicazione delle nuove disposizioni normative.
«Ci viene detto che è necessario attendere le pubblicazioni delle circolari e delle istruzioni operative prima di applicare le novità normative nelle buste paga, per tutelare i produttori di software e i loro clienti. Anche no», replica con decisione il NurSind.
Il sindacato sottolinea inoltre che l’eventuale ritardo nell’applicazione delle norme non eliminerebbe comunque l’obbligo di riconoscere gli arretrati maturati.
«Si pensi che dovranno essere corrisposti gli arretrati dal primo gennaio al personale. Rimandare l’applicazione non risolve il problema, ma lo sposta soltanto nel tempo», evidenzia il sindacato.
La richiesta di confronto con la Direzione
Di fronte a questa situazione, il NurSind chiede un incontro urgente con il direttore generale del Policlinico Città di Udine, Claudio Riccobon, per chiarire tempi e modalità di applicazione delle nuove misure.
L’obiettivo del sindacato è evitare ulteriori ritardi e garantire che i benefici economici previsti dalla legge arrivino realmente nelle tasche degli operatori sanitari.
La vertenza aperta a Udine rappresenta, ancora una volta, uno spaccato delle criticità che attraversano il sistema sanitario italiano: tra norme approvate, applicazioni tardive e lavoratori che attendono il riconoscimento di diritti già stabiliti.
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