Infermieri, il NurSind: incentivi utili ma non bastano senza cambiare il lavoro
Il sindacato delle professioni infermieristiche accoglie positivamente le risorse destinate al personale sanitario ma avverte: senza organizzazione del lavoro e valorizzazione della professione la crisi degli organici non si risolve.
di Giuseppe Provinzano
"Quando la politica parla di incentivi per gli infermieri, il rischio è sempre lo stesso: pensare che basti una misura economica per risolvere una crisi che dura da anni. Ma chi vive ogni giorno le corsie ospedaliere sa bene che il problema è molto più profondo. Turni massacranti, organici ridotti, responsabilità crescenti e un’organizzazione del lavoro spesso inadeguata stanno rendendo sempre meno attrattiva una professione fondamentale per la tenuta del sistema sanitario pubblico.
Per questo, mentre arrivano nuove risorse destinate al personale sanitario, il NurSind, il sindacato delle professioni infermieristiche, invita a guardare oltre l’annuncio politico: gli incentivi sono importanti, ma la vera partita si gioca sulla capacità di rendere nuovamente sostenibile il lavoro degli infermieri".
Trieste, 04/04/2026. Il via libera alle risorse per il personale sanitario viene accolto come un segnale necessario verso una categoria che negli ultimi anni ha sostenuto un peso crescente all’interno del sistema sanitario.
«Si tratta di un riconoscimento doveroso per chi ogni giorno tiene in piedi i reparti affrontando turni pesanti, notti, festivi e carichi di lavoro sempre più elevati», afferma Luca Petruz, segretario regionale del NurSind Friuli Venezia Giulia.
Gli incentivi economici rappresentano dunque un passo nella giusta direzione, ma il sindacato avverte che non possono essere considerati la soluzione definitiva alla crisi della professione infermieristica.
«Le indennità devono arrivare davvero nelle buste paga e in tempi rapidi», evidenzia il NurSind, «ma soprattutto devono essere distribuite in modo equo, perché tra gli operatori sanitari è ancora diffusa la percezione di disparità e lentezze nell’applicazione concreta delle misure».
Un altro punto cruciale riguarda gli incentivi destinati agli studenti di infermieristica, legati all’impegno a lavorare per alcuni anni all’interno del servizio sanitario regionale. Una misura che potrebbe contribuire a contrastare la carenza di personale, ma che secondo il sindacato deve avere un obiettivo molto chiaro.
«Se la Regione investe nella formazione degli studenti di infermieristica, quell’investimento deve rafforzare il lavoro dipendente pubblico», sottolinea il NurSind, «non può trasformarsi in collaborazioni libero-professionali o in percorsi che finiscano per alimentare il privato accreditato».
Per il sindacato delle professioni infermieristiche il rischio è quello di disperdere risorse senza incidere realmente sulla capacità del servizio sanitario pubblico di rafforzare i propri organici.
Il dibattito tocca inevitabilmente anche il tema del reclutamento di infermieri dall’estero, sempre più presente nelle strategie di molte amministrazioni sanitarie.
Il NurSind mantiene una posizione pragmatica: la carenza di personale è ormai strutturale e non può essere affrontata esclusivamente con le risorse interne disponibili.
«La carenza di infermieri è reale e non più tamponabile soltanto con le risorse interne», osserva il NurSind, «ma è indispensabile verificare con attenzione le competenze cliniche e la conoscenza della lingua italiana, perché la sicurezza delle cure e la qualità dell’assistenza devono restare una priorità assoluta».
Il sindacato respinge inoltre qualsiasi interpretazione corporativa del tema, ricordando come molti professionisti stranieri siano già pienamente integrati nel sistema sanitario.
«Nel servizio sanitario lavorano già numerosi colleghi provenienti da altri Paesi perfettamente inseriti nei reparti e stimati per la loro professionalità», evidenzia Luca Petruz, «segno che quando la selezione è seria e rigorosa il sistema sanitario si rafforza».
Resta però un punto che il NurSind continua a ribadire con forza: la crisi della professione infermieristica non è soltanto economica.
Il nodo centrale rimane quello dell’organizzazione del lavoro e della capacità del sistema sanitario di rendere nuovamente attrattiva una professione che negli ultimi anni ha visto crescere responsabilità, pressione assistenziale e difficoltà nel conciliare lavoro e vita privata.
Perché la vera sfida, oggi, non è soltanto trovare nuovi infermieri. È costruire un servizio sanitario in cui valga davvero la pena restare.
di