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RSA Ripatransone, il NurSind attacca: ''No a lavoratori di serie B''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 27/05/2026

MarcheNurSind dal territorio

Turni da 12 ore concessi in altri reparti dell’AST di Ascoli Piceno ma negati a infermieri e OSS della RSA


di Giuseppe Provinzano

"Nella sanità pubblica non dovrebbero esistere corsie preferenziali tra lavoratori che appartengono alla stessa Azienda sanitaria. Eppure, sempre più spesso, sono proprio le scelte organizzative a generare fratture interne, alimentando tensioni e senso di ingiustizia. La vicenda della RSA di Ripatransone apre ora un nuovo fronte sindacale nelle Marche, con il NurSind pronto a chiedere chiarezza e uniformità di trattamento per infermieri e OSS".


ASCOLI PICENO, 27/05/2026. Ad accendere la protesta è il mancato accoglimento della richiesta presentata all’AST di Ascoli Piceno dal personale della RSA di Ripatransone per l’introduzione dei turni da 12 ore. Una proposta formalizzata il 22 aprile 2026 e sostenuta in maniera unanime da infermieri e operatori socio sanitari della struttura.

Il nuovo modello organizzativo avrebbe consentito il passaggio dall’attuale articolazione su tre turni – mattina, pomeriggio e notte – ad una turnazione su due fasce orarie da 12 ore, soluzione già adottata in altri servizi della stessa Azienda sanitaria.

Ed è proprio questo il nodo centrale della contestazione avanzata dal NurSind di Ascoli Piceno: la disparità di trattamento rispetto ad altre realtà aziendali dove richieste analoghe sarebbero state accolte senza particolari ostacoli.

Secondo quanto riferisce il sindacato, infatti, il modello dei turni da 12 ore sarebbe già operativo nel 118, nelle POTES, nell’OSCO di Ascoli Piceno e verrebbe introdotto dal mese di giugno anche nei reparti di Ginecologia e Ostetricia.

“Non comprendiamo per quale motivo alla RSA di Ripatransone sia stato negato ciò che in altre strutture dell’AST è stato regolarmente autorizzato”, denuncia il NurSind.

A rendere ancora più delicata la vicenda sarebbe il fatto che, in alcuni reparti dove il nuovo profilo orario è stato approvato, le adesioni del personale risultavano persino inferiori rispetto a quelle registrate nella RSA di Ripatransone, dove invece la richiesta è stata condivisa in maniera compatta da tutto il personale.

Nel corso di un recente confronto, la Dirigente delle Professioni Sanitarie avrebbe motivato il diniego sostenendo che il carico assistenziale della struttura sarebbe troppo elevato per consentire l’attivazione dei turni da 12 ore.

Una spiegazione che però non convince lavoratori e sindacato.

“Parliamo di una motivazione che lascia forti perplessità, soprattutto considerando che altri reparti con intensità assistenziale analoga, e in alcuni casi superiore, hanno ottenuto regolarmente l’autorizzazione”, evidenzia la segreteria territoriale del NurSind Ascoli Piceno guidata da Maurizio Pelosi.

Secondo il sindacato, decisioni di questo tipo rischiano di compromettere ulteriormente il clima interno già complesso della struttura, aumentando il malcontento tra gli operatori sanitari e aggravando il disagio organizzativo.

“I lavoratori chiedono soltanto rispetto, equità e criteri uniformi all’interno della stessa Azienda sanitaria. Non possono esistere dipendenti ai quali vengono riconosciute determinate possibilità organizzative ed altri ai quali, nelle stesse condizioni, vengono negate”, sottolinea il NurSind.

La segreteria territoriale annuncia inoltre che continuerà a seguire la vicenda in tutte le sedi opportune, mantenendo alta l’attenzione sulle condizioni lavorative degli operatori della RSA di Ripatransone.

“Continueremo a portare avanti le istanze di infermieri e OSS affinché vengano garantiti pari dignità, pari trattamento e pari considerazione a tutti i lavoratori dell’AST di Ascoli Piceno”, conclude il NurSind.