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L’ANF non è sparito: dal luglio 2026 cambiano soglie e importi degli assegni familiari

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 28/05/2026

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L’Assegno per il Nucleo Familiare cambia ancora, ma quasi nessuno se n’è accorto. Dal 1° luglio 2026 scatteranno infatti nuovi importi e nuove soglie di reddito per accedere alla prestazione, come stabilito dall’INPS nella circolare n. 61 pubblicata il 26 maggio. Un aggiornamento tecnico che, fino a pochi anni fa, avrebbe interessato milioni di lavoratori dipendenti. Oggi invece coinvolge una platea sempre più ridotta.

Il motivo è semplice: l’ANF, uno dei pilastri storici del welfare familiare italiano, è stato di fatto superato dall’Assegno Unico Universale introdotto nel 2022. Da allora le famiglie con figli hanno cambiato completamente sistema di sostegno economico, lasciando in vita gli assegni familiari soltanto in casi residuali.

Cosa cambia dal luglio 2026

L’aggiornamento disposto dall’INPS riguarda i livelli di reddito utilizzati per calcolare il diritto all’assegno e l’importo spettante ai beneficiari.

La rivalutazione annuale avviene sulla base dell’inflazione rilevata dall’ISTAT attraverso l’indice FOI, quello che misura l’andamento dei prezzi per le famiglie di operai e impiegati. Per il nuovo periodo, valido dal 1° luglio 2026 al 30 giugno 2027, l’aumento fissato dall’Istituto è pari all’1,4%.

In pratica, le soglie di reddito vengono leggermente alzate e anche gli importi mensili riconosciuti ai beneficiari subiscono un piccolo adeguamento.

Un incremento modesto, ma che mantiene il meccanismo di aggiornamento automatico previsto dalla legge.

Chi può ancora ricevere l’ANF

La vera notizia, però, non è l’aumento. È capire chi continua ancora oggi a ricevere l’Assegno per il Nucleo Familiare.

Prima del 2022 l’ANF era una misura diffusissima tra lavoratori dipendenti e pensionati, soprattutto per le famiglie con figli. Con l’arrivo dell’Assegno Unico, però, quel sistema è stato quasi completamente smantellato.

Oggi gli assegni per il nucleo familiare sopravvivono soltanto per nuclei senza figli e in alcune situazioni particolari previste dalla normativa.

Tra i soggetti che possono ancora rientrare nella prestazione ci sono nuclei composti esclusivamente da:

  • coniugi;
  • fratelli e sorelle;
  • nipoti;
  • familiari equiparati previsti dalle tabelle INPS.

In sostanza, una misura che un tempo aveva una funzione centrale nel sostegno alle famiglie italiane è diventata ormai un istituto residuale.

L’effetto dell’Assegno Unico: cosa è successo dal 2022

La svolta è arrivata il 1° marzo 2022 con l’introduzione dell’Assegno Unico Universale.

La riforma ha accorpato diverse agevolazioni esistenti, tra cui gli ANF per i figli a carico, creando un unico contributo mensile destinato alle famiglie con figli.

Da quel momento il vecchio assegno familiare legato al lavoro dipendente ha perso gran parte della propria funzione.

L’obiettivo del Governo era semplificare il sistema e rendere il sostegno economico più uniforme, includendo anche autonomi e categorie che prima avevano accesso limitato agli aiuti familiari.

Il risultato è stato un progressivo svuotamento dell’ANF, che oggi continua a esistere quasi esclusivamente per ragioni tecniche e per tutelare alcune categorie rimaste fuori dall’Assegno Unico.

Le tabelle ancora valide

Non tutte le tabelle storiche degli assegni familiari restano operative. La circolare INPS aggiorna soltanto quelle ancora utilizzate per i nuclei residuali.

Nel dettaglio, sono state rivalutate:

  • la Tabella 19;
  • le Tabelle 20A e 20B;
  • le Tabelle 21A, 21B, 21C e 21D.

Sono queste le griglie utilizzate dall’INPS per stabilire quanto spetta ai nuclei che mantengono il diritto alla prestazione.

La differenza tra assegni familiari, ANF e Assegno Unico

La confusione sui nomi continua ancora oggi.

Molti cittadini usano indistintamente i termini “assegni familiari” e “ANF”, ma giuridicamente non indicano la stessa cosa.

Gli assegni familiari tradizionali sono una prestazione più vecchia, destinata principalmente a categorie particolari come coltivatori diretti, coloni, mezzadri e pensionati delle gestioni autonome speciali.

L’ANF, invece, era l’assegno legato al lavoro dipendente e al reddito familiare.

L’Assegno Unico Universale, infine, ha sostituito dal 2022 quasi tutte le misure dedicate ai figli a carico, diventando oggi il principale strumento di sostegno economico alle famiglie.

Le tabelle aggiornate: tabelle importi aggiornate