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Bere tanta acqua abbassa davvero la febbre? Ecco cosa dice davvero la scienza

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 01/07/2026

Professione e lavoroStudi e analisi

 

 

«Bevi tanta acqua, così ti passa la febbre.»

È probabilmente uno dei consigli più diffusi quando qualcuno ha la febbre. Lo sentiamo dire in famiglia, lo ripetono amici e parenti e, talvolta, viene riportato anche in ambito sanitario.

Ma è davvero così?

La risposta è semplice: no. Bere molta acqua non abbassa la temperatura corporea.

Questo, però, non significa che durante un episodio febbrile l'idratazione sia poco importante. Significa solo che è necessario distinguere due concetti diversi: la febbre non si cura con l'acqua, ma la disidratazione sì.

Perché si pensa che bere faccia scendere la febbre?

Il motivo è intuitivo.

Quando la temperatura corporea aumenta, l'organismo perde più liquidi attraverso la sudorazione e la respirazione. Inoltre, chi ha la febbre spesso mangia e beve meno a causa del malessere.

Poiché febbre e disidratazione tendono a comparire insieme, è facile credere che bere molta acqua sia il motivo per cui, dopo qualche ora, la temperatura diminuisce.

In realtà le due cose non sono direttamente collegate.

Come funziona davvero la febbre?

La febbre è una risposta di difesa dell'organismo.

Durante un'infezione o un processo infiammatorio il sistema immunitario produce sostanze chiamate pirogeni, che agiscono sull'ipotalamo, il centro di regolazione della temperatura corporea.

L'ipotalamo aumenta il proprio "set-point", cioè il valore di temperatura che il corpo considera normale. Per raggiungerlo l'organismo produce e trattiene calore attraverso brividi, vasocostrizione e altri meccanismi fisiologici.

Finché questo set-point rimane elevato, il corpo continuerà a mantenere la febbre, indipendentemente da quanta acqua venga bevuta.

Per questo motivo bere uno o due litri d'acqua non fa abbassare automaticamente la temperatura.

La febbre diminuirà quando il set-point tornerà ai valori normali, spontaneamente o grazie al trattamento della causa che l'ha provocata e, quando indicato, alla terapia antipiretica.

Allora perché è importante bere?

Perché la febbre aumenta il rischio di disidratazione.

L'aumento della temperatura corporea comporta una maggiore perdita di liquidi e, se queste perdite non vengono compensate, possono comparire:

  • sete intensa;
  • secchezza della bocca e delle mucose;
  • urine scure e concentrate;
  • debolezza;
  • vertigini;
  • peggioramento delle condizioni generali.

L'obiettivo dell'idratazione è quindi mantenere un adeguato equilibrio idrico, non ridurre direttamente la febbre.

Può sembrare una differenza di poco conto, ma è fondamentale per una corretta educazione sanitaria.

Cosa dicono le evidenze?

Nonostante il consiglio di "bere tantissimo" sia diffusissimo, le prove scientifiche sono meno solide di quanto si possa pensare.

Una revisione sistematica pubblicata sul British Medical Journal ha evidenziato che non esistono evidenze cliniche sufficienti per raccomandare, in modo generalizzato, un'assunzione di liquidi superiore al normale durante le infezioni respiratorie febbrili.

Mantenere una normale idratazione è corretto e raccomandato. Diverso è invitare tutti a bere il più possibile, pratica che non trova un supporto scientifico robusto.

In alcune categorie di pazienti, soprattutto anziani e persone fragili, un eccesso di acqua può persino favorire alterazioni elettrolitiche come l'iponatriemia.

Per questo motivo le principali raccomandazioni internazionali suggeriscono un approccio personalizzato: aumentare l'apporto di liquidi quando le perdite sono maggiori, evitando sia la disidratazione sia un'assunzione eccessiva.

Quanta acqua bisogna bere?

Non esiste una quantità valida per tutti.

Il fabbisogno varia in base a diversi fattori:

  • età;
  • peso corporeo;
  • entità della febbre;
  • sudorazione;
  • presenza di vomito o diarrea;
  • eventuali patologie concomitanti.

Nella maggior parte degli adulti è sufficiente bere regolarmente durante la giornata, senza aspettare di avere molta sete, controllando che le urine rimangano di colore chiaro.

Se il paziente non riesce a bere, presenta vomito persistente, diarrea importante, segni di disidratazione o alterazioni dello stato di coscienza, è necessaria una valutazione clinica.

Il ruolo dell'infermiere

L'infermiere non si limita a dire al paziente di "bere di più".

Valuta il rischio di disidratazione, il bilancio idrico, le perdite di liquidi, la capacità di assumere acqua per via orale ed eventuali condizioni che richiedono restrizioni idriche, come insufficienza cardiaca o insufficienza renale.

Anche l'educazione sanitaria ha un ruolo centrale.

Spiegare che bere non abbassa la febbre, ma previene la disidratazione, significa aiutare il paziente a comprendere il motivo reale di una raccomandazione molto diffusa e a seguire comportamenti basati sulle evidenze.

Il verdetto

Mito: bere tanta acqua fa passare la febbre.

Falso.

L'acqua non riduce direttamente la temperatura corporea. Tuttavia, una corretta idratazione rimane fondamentale perché durante la febbre l'organismo perde più liquidi e il rischio di disidratazione aumenta.

Conoscere questa differenza significa fare educazione sanitaria in modo corretto, evitando di perpetuare un luogo comune e spiegando ai pazienti cosa è davvero utile durante un episodio febbrile.

 

Fonti: 

  • Guppy MPB, Mickan SM, Del Mar CB. "Drink plenty of fluids": a systematic review of evidence for this recommendation in acute respiratory infections. BMJ. 2004;328:499.
  • Walter EJ, Carraretto M. The neurological and cognitive consequences of hyperthermia. Critical Care. 2016.
  • Mayo Clinic. Water: How much should you drink every day? Aggiornamento periodico 2024-2025.
  • European Hydration Institute. Position papers on hydration and fluid balance.