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RAR 2026, NurSind Lombardia rompe con la Regione: ''Basta schiaffi agli infermieri''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 01/07/2026

LombardiaNurSind dal territorio

Fondi in calo, accordo non sottoscritto e mobilitazione in vista: il NurSind denuncia l’ennesimo segnale di disattenzione verso professionisti che continuano a sostenere il sistema sanitario lombardo.


di Giuseppe Provinzano

"Tra dichiarazioni di stima e riconoscimenti pubblici, il personale sanitario continua a rappresentare una colonna portante del Servizio sanitario regionale. Tuttavia, quando si passa dal piano degli annunci a quello delle risorse economiche, il rischio è che le promesse si trasformino in aspettative disattese. È su questo terreno che si consuma oggi lo scontro tra NurSind Lombardia e Regione, con il sindacato degli infermieri che denuncia un progressivo impoverimento delle misure economiche destinate ai professionisti della salute".


RAR 2026, NurSind Lombardia rompe con la Regione: “Basta schiaffi agli infermieri”

MILANO, 01/07/2026 - Il mancato accordo sulle Risorse Aggiuntive Regionali 2026 apre un nuovo fronte di tensione in Lombardia. Il NurSind, sindacato maggiormente rappresentativo delle professioni infermieristiche, ha deciso di non sottoscrivere il verbale di confronto insieme ad altre organizzazioni sindacali, denunciando una progressiva riduzione delle somme destinate ai professionisti sanitari e contestando quella che definisce una distanza sempre più marcata tra le dichiarazioni politiche e gli interventi concreti.

Negli ultimi anni, spiegano dal sindacato, le risorse destinate alle RAR hanno subito una costante contrazione, passando da importi sensibilmente più consistenti a cifre oggi ritenute insufficienti rispetto alle esigenze di un comparto già fortemente esposto alle difficoltà legate alla carenza di personale, al costo della vita e alla crescente pressione assistenziale.

«Gli infermieri vengono continuamente celebrati come risorsa indispensabile del sistema sanitario, ma quando arriva il momento di riconoscere concretamente il loro contributo si assiste puntualmente a una riduzione delle risorse disponibili», denuncia il segretario regionale del NurSind Lombardia, Donato Cosi.

Secondo il sindacato, la Lombardia continua a riconoscere l'esistenza di una grave difficoltà nel reperimento e nel mantenimento degli infermieri, tanto da cercare professionisti anche fuori dai confini nazionali, mentre allo stesso tempo diminuiscono gli strumenti economici che potrebbero rappresentare un incentivo reale alla permanenza nel sistema sanitario regionale.

«Serve memoria e coerenza istituzionale. Si riconosce il peso del caro vita, si ammette che gli infermieri faticano a sostenere affitti e spese quotidiane, ma poi si riducono proprio quelle risorse che dovrebbero contribuire a mitigare queste difficoltà», sottolinea Cosi.

Il NurSind evidenzia inoltre come alcuni riconoscimenti economici previsti per il personale infermieristico e per i lavoratori turnisti siano stati ulteriormente ridimensionati, alimentando un clima di crescente sfiducia e malcontento all'interno delle professioni sanitarie.

«Siamo stanchi di essere continuamente penalizzati. A fronte di una sofferenza organizzativa ormai strutturale, togliere ulteriori risorse significa infliggere un'ulteriore mortificazione a chi ogni giorno garantisce assistenza, sicurezza e continuità delle cure», afferma il segretario regionale del NurSind Lombardia.

Per questa ragione il sindacato ha scelto di non sottoscrivere l'intesa sulle RAR 2026, definendo la decisione un atto di coerenza e di responsabilità nei confronti della categoria.

La protesta, tuttavia, potrebbe non fermarsi ai tavoli istituzionali. Il NurSind Lombardia annuncia infatti l'avvio di iniziative di mobilitazione e la possibilità di scendere in piazza per chiedere un cambio di rotta nelle politiche regionali dedicate alle professioni sanitarie.

«Non possiamo più accontentarci di attestati di stima o parole di circostanza. Gli infermieri sono stati definiti eroi, essenziali, indispensabili. Adesso è arrivato il momento che questo riconoscimento si traduca in scelte concrete e in investimenti adeguati. Altrimenti resteranno soltanto promesse non mantenute», conclude Cosi.

Per il NurSind, la vicenda delle RAR 2026 rappresenta l'ennesimo segnale di una mancata valorizzazione economica del personale sanitario, in un contesto nel quale la Lombardia continua a confrontarsi con una cronica carenza di infermieri e con un costo della vita tra i più elevati del Paese.