Sanità Ennese, i sindacati: "Basta emergenze, servono scelte coraggiose"
Personale insufficiente, fuga di professionisti, ritardi nelle assunzioni e nuove strutture senza operatori: NurSind, CGIL FP, UIL FP e Nursing Up chiedono una nuova visione per il sistema sanitario provinciale.
di Giuseppe Provinzano
"La sanità pubblica non può più essere governata nell'emergenza. La carenza di personale, le difficoltà nel reclutamento, l'aumento delle liste d'attesa e la fragilità della medicina territoriale rappresentano criticità che richiedono programmazione, investimenti e una strategia di lungo periodo. Da Enna arriva un appello forte e unitario delle organizzazioni sindacali, che chiedono un cambio di passo per garantire il diritto alla salute, valorizzare i professionisti e restituire centralità al servizio sanitario pubblico".
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Sanità ennese, i sindacati: «Basta emergenze, servono scelte coraggiose»
ENNA, 29/06/2026 - Le segreterie territoriali di NurSind, CGIL FP, UIL FP e Nursing Up accolgono con soddisfazione la convocazione della Conferenza dei Sindaci sui temi della sanità provinciale e il successivo incontro svoltosi il 29 giugno, ritenuto un passaggio significativo dopo anni di sostanziale assenza di un confronto istituzionale organico sulle prospettive della sanità ennese.
Attraverso una lettera aperta indirizzata ai rappresentanti delle istituzioni, le organizzazioni sindacali hanno voluto portare all'attenzione della cittadinanza una serie di problematiche che travalicano gli aspetti esclusivamente contrattuali, investendo direttamente la qualità dell'assistenza, il mantenimento dei Livelli Essenziali di Assistenza e le condizioni di lavoro degli operatori sanitari.
Il primo elemento di forte preoccupazione riguarda la cronica carenza di personale medico, una situazione che continua a condizionare l'attività delle strutture sanitarie provinciali.
Nonostante l'attivazione di bandi e procedure concorsuali finalizzate a coprire le vacanze di organico, l'adesione da parte dei professionisti risulta spesso insufficiente. A questo fenomeno si aggiunge la tendenza di molti medici neoassunti a trasferirsi verso realtà considerate maggiormente attrattive, sia per opportunità professionali sia per prospettive di crescita.
NurSind, CGIL FP, UIL FP e Nursing Up evidenziano come il ricorso sistematico a medici in quiescenza e alle prestazioni aggiuntive rappresenti una soluzione straordinaria che rischia di trasformarsi in un modello ordinario di gestione, con costi elevati per il sistema sanitario e benefici limitati sul fronte della riduzione delle liste d'attesa.
Le organizzazioni sindacali ritengono necessario avviare una riflessione seria sulle strategie capaci di rendere più attrattiva l'Azienda sanitaria provinciale di Enna, evitando che il territorio debba attendere esclusivamente l'avvento del futuro Policlinico universitario per sperare in un rilancio dell'offerta sanitaria.
«La sanità pubblica va difesa, rifinanziata e rilanciata, sottraendola alle logiche che rischiano di condizionare le scelte gestionali. Servono meno interferenze e più programmazione, più investimenti e maggiore tutela concreta del diritto alla salute», sostengono le sigle sindacali.
Secondo le organizzazioni dei lavoratori, il vero nodo resta quello dell'effettività del diritto alla salute.
L'allungamento delle liste d'attesa, la persistente carenza di personale, i divari territoriali, le difficoltà della medicina territoriale e la progressiva espansione del settore privato rischiano infatti di compromettere il principio universalistico su cui si fonda il Servizio sanitario nazionale.
A pagare il prezzo più alto sono sempre cittadini, lavoratori e comunità locali, costretti a confrontarsi con servizi sempre più fragili e con un accesso alle cure fortemente influenzato dal reddito e dal luogo di residenza.
Altro tema centrale della riflessione sindacale riguarda l'organizzazione del lavoro del personale del comparto.
Infermieri, operatori socio-sanitari, tecnici sanitari e professionisti dell'assistenza affrontano la stagione estiva con organici ridotti e con procedure assunzionali che, secondo le organizzazioni sindacali, continuano a procedere con estrema lentezza.
Il rischio concreto è che molti lavoratori possano vedere compromesso il diritto alle ferie, con ulteriori ricadute sul benessere organizzativo e sulla qualità delle prestazioni erogate.
NurSind, CGIL FP, UIL FP e Nursing Up denunciano l'assenza di un adeguato piano di reclutamento e contestano l'ipotesi di compensare i vuoti di organico attraverso un ricorso strutturale allo straordinario, ricordando che tale istituto nasce per fronteggiare esigenze eccezionali e non per sopperire a carenze croniche di personale.
Le organizzazioni sindacali ricordano inoltre di avere richiesto già da tempo dati aggiornati relativi ai posti letto disponibili, agli indici occupazionali delle singole unità operative e ai fabbisogni reali delle strutture assistenziali, senza tuttavia ottenere riscontri utili ad avviare un confronto concreto sull'organizzazione del lavoro.
Particolare attenzione viene riservata anche agli investimenti previsti dal PNRR.
Secondo le sigle sindacali, il rischio è che le nuove strutture territoriali possano trasformarsi in semplici contenitori se non accompagnate da un adeguato piano di assunzioni e valorizzazione delle competenze professionali.
«Le Case di Comunità e le nuove realtà territoriali potranno funzionare soltanto se saranno dotate del personale necessario. Senza professionisti adeguatamente formati e valorizzati, gli investimenti rischiano di perdere efficacia», sottolineano i rappresentanti sindacali.
Le organizzazioni chiedono inoltre chiarezza sui tempi delle procedure concorsuali ancora in corso e invitano la Direzione aziendale ad aprire una fase nuova di confronto e concertazione.
Dubbi vengono espressi anche rispetto ad alcune scelte organizzative che, nel corso degli anni, hanno portato alla duplicazione di unità operative, alla realizzazione di investimenti onerosi e all'acquisto di tecnologie rimaste inutilizzate, senza un reale beneficio per i cittadini.
Per NurSind, CGIL FP, UIL FP e Nursing Up è indispensabile avviare una programmazione sanitaria condivisa, capace di mettere in rete management aziendale, amministratori locali e rappresentanze dei lavoratori, con una visione di lungo periodo orientata alla tutela della sanità pubblica e universalistica.
L'auspicio espresso dalle organizzazioni sindacali è che il percorso verso l'attivazione del Policlinico universitario possa rappresentare un'opportunità di rilancio per l'intero sistema sanitario provinciale, ma senza rinviare le risposte che cittadini e operatori attendono già oggi.
Il documento è sottoscritto dalle segreterie territoriali di NurSind con Milko Pavone, CGIL FP con Schilirò, UIL FP con Adamo e Nursing Up con Rinaldi, unite nel ribadire la necessità di una sanità più forte, programmata e realmente vicina ai bisogni delle persone.
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