ASL CN1, NurSind: ''L'Ospedale di Comunità non può reggersi sottraendo personale agli altri servizi'
Prestazioni aggiuntive e ore ordinarie per coprire i turni: il sindacato denuncia un modello che rischia di aggravare la carenza di personale in tutta l'Azienda. Canetti: "Così si spostano i problemi, non si risolvono".
di Giuseppe Provinzano
"L'emergenza non può diventare un metodo di gestione. Quando un'Azienda sanitaria è costretta a ricorrere sistematicamente a progetti straordinari per garantire l'operatività di una struttura, significa che il problema non è più contingente ma strutturale. È quanto denuncia il NurSind Cuneo, che accende i riflettori sulla gestione dell'Ospedale di Comunità di Saluzzo, dove la copertura dei turni passa attraverso prestazioni aggiuntive retribuite e l'utilizzo di ore ordinarie sottratte ad altri servizi. Una scelta che, secondo il sindacato, rischia di compromettere ulteriormente l'equilibrio organizzativo dell'intera ASL CN1".
ASL CN1, il paradosso denunciato dal NurSind: si copre un servizio, se ne scoprono altri
CUNEO, 24/07/2026 - L'ennesima risposta emergenziale a una carenza di personale ormai cronica arriva dall'ASL CN1 con un progetto destinato all'Ospedale di Comunità di Saluzzo. L'iniziativa prevede il ricorso alle prestazioni aggiuntive per il personale infermieristico, riconoscendo un compenso di 50 euro lordi l'ora, ma affiancando alle ore remunerate anche una quota di attività da svolgere nell'ambito del normale orario di servizio.
Per il NurSind Cuneo, il nodo non è certamente la valorizzazione economica dell'impegno richiesto agli infermieri, bensì il modello organizzativo scelto dall'Azienda. Secondo il sindacato, infatti, il progetto sarebbe stato predisposto senza un reale e preventivo confronto con le rappresentanze dei lavoratori, introducendo una soluzione temporanea che non affronta le cause della carenza di personale.
"Remunerare adeguatamente chi mette a disposizione tempo e professionalità oltre il proprio orario è un principio che condividiamo", evidenzia Davide Canetti, Segretario Territoriale del NurSind Cuneo.
"Quello che contestiamo è l'idea di sostenere un servizio strutturale attraverso strumenti eccezionali e temporanei, senza costruire una prospettiva stabile per il personale e per l'organizzazione."
Il sindacato sottolinea come il meccanismo previsto dal progetto non si limiti alle prestazioni aggiuntive, ma imponga anche l'utilizzo di ore ordinarie. Una scelta che, secondo il NurSind, rischia di produrre effetti a catena sull'intera rete assistenziale aziendale.
"Se una parte dell'orario ordinario viene destinata all'Ospedale di Comunità, inevitabilmente quel tempo viene sottratto ad altri reparti e ad altri servizi che già oggi operano con organici ridotti", prosegue Canetti.
"Non si risolve una criticità: la si trasferisce semplicemente altrove, creando nuove difficoltà operative e aumentando la pressione sui professionisti che garantiscono quotidianamente l'assistenza."
Per il NurSind, l'Ospedale di Comunità rappresenta uno degli strumenti strategici della sanità territoriale delineata dal PNRR e dal DM 77, ma proprio per questo necessita di una programmazione coerente e di personale dedicato, non di continue misure tampone.
"Le Case e gli Ospedali di Comunità devono essere il simbolo di una sanità moderna e organizzata, non il luogo dove si concentrano straordinari incentivati e continui spostamenti di personale", afferma ancora Canetti.
"La programmazione sanitaria non può essere sostituita da una successione infinita di progetti emergenziali."
Secondo il sindacato, il ricorso sistematico a soluzioni straordinarie rischia inoltre di alimentare ulteriormente il disagio organizzativo e professionale, aumentando il carico di lavoro di operatori già sottoposti a ritmi intensi e compromettendo la continuità assistenziale negli altri servizi dell'Azienda.
Il NurSind Cuneo chiede quindi un cambio di rotta deciso, fondato su una pianificazione stabile delle risorse umane e su un piano di assunzioni capace di garantire continuità organizzativa, qualità delle cure e condizioni di lavoro sostenibili.
"La sanità pubblica ha bisogno di investimenti strutturali, non di soluzioni che tamponano l'emergenza per qualche mese", conclude Davide Canetti.
"Servono assunzioni stabili, una programmazione seria e il pieno coinvolgimento delle rappresentanze sindacali nelle scelte organizzative. Solo così si tutelano i lavoratori e si garantisce ai cittadini un'assistenza realmente efficiente e continuativa."
di