Latina, SPDC senza climatizzazione. NurSind: ''Pazienti e operatori a rischio''
Il sindacato diffida la Asl: «Ripristinare subito gli impianti. In assenza di risposte ci rivolgeremo alle autorità»
di Giuseppe Provinzano
"Un reparto psichiatrico ospedaliero non è un ambiente nel quale il caldo estremo possa essere considerato un semplice disagio stagionale. Quando le temperature salgono, le finestre non possono essere liberamente aperte per ragioni di sicurezza e tra i ricoverati ci sono pazienti particolarmente vulnerabili, la climatizzazione diventa parte integrante delle condizioni necessarie per garantire un'assistenza sicura.
È su questo terreno che interviene con forza il NurSind di Latina, che porta all'attenzione della Asl una situazione definita ormai non più rinviabile nello SPDC dell'Ospedale Santa Maria Goretti".
SPDC del Goretti, il NurSind alza il livello dello scontro
LATINA, 06/08/2026 - Il NurSind – Sindacato delle Professioni Infermieristiche chiede un intervento immediato per ripristinare la piena funzionalità dell'impianto di climatizzazione nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura dell'Ospedale Santa Maria Goretti di Latina.
La Segreteria Territoriale, guidata da Giovanni Santucci, ha formalmente diffidato l'Azienda sanitaria dopo le numerose segnalazioni provenienti dagli operatori del reparto.
Secondo quanto denunciato dal sindacato, il problema non sarebbe infatti circoscritto a pochi locali: la climatizzazione risulterebbe non funzionante in diverse aree dello SPDC, interessando camere di degenza, corridoi, spazi assistenziali e ambienti utilizzati dal personale.
Una criticità che, sempre secondo il NurSind, sarebbe già stata rappresentata in precedenza senza arrivare a una soluzione definitiva.
«Le condizioni microclimatiche non sono compatibili con gli standard minimi di sicurezza e salubrità. Non si può continuare a rinviare un intervento che riguarda contemporaneamente la tutela dei pazienti e quella dei lavoratori».
Il caldo non è soltanto una questione di comfort
A rendere particolarmente delicato il problema è la natura stessa del reparto.
Nel Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura vengono assistite persone con patologie psichiatriche acute che possono presentare agitazione psicomotoria, alterazioni dello stato di coscienza, comportamenti disorganizzati e condizioni di particolare vulnerabilità clinica.
Il NurSind richiama inoltre l'attenzione sugli effetti che alcune terapie farmacologiche possono avere sulla capacità dell'organismo di regolare correttamente la temperatura. Antipsicotici, antidepressivi, stabilizzatori dell'umore e sedativi possono infatti favorire condizioni quali ipertermia, disidratazione e squilibri elettrolitici, aumentando la vulnerabilità dei pazienti durante periodi caratterizzati da temperature elevate.
C'è poi un'altra peculiarità che rende il problema ancora più rilevante: le finestre delle camere di degenza non possono essere liberamente aperte per ragioni di sicurezza. In questo contesto, sottolinea il sindacato, disporre di un sistema di climatizzazione efficiente diventa essenziale per mantenere condizioni ambientali adeguate.
«In un reparto con queste caratteristiche l'impianto di climatizzazione non può essere considerato un optional. È un elemento indispensabile per garantire condizioni di permanenza compatibili con la fragilità dei pazienti e con un'assistenza realmente sicura».
NurSind: caldo eccessivo può aumentare anche il rischio assistenziale
La denuncia sindacale va oltre il disagio provocato dalle temperature.
Secondo il NurSind, un microclima inadeguato potrebbe contribuire al peggioramento delle condizioni cliniche, aumentare gli episodi di agitazione psicomotoria e aggressività e rendere più complessa la gestione assistenziale.
Ma il problema riguarda direttamente anche infermieri e altri professionisti sanitari.
Lavorare per ore in ambienti eccessivamente caldi significa esporsi a stress termico, affaticamento fisico e cognitivo e riduzione della capacità di attenzione, fattori che possono incidere non soltanto sul benessere del lavoratore, ma anche sulla sicurezza complessiva dell'assistenza.
Ed è proprio su questo punto che il NurSind Latina richiama le responsabilità dell'Azienda rispetto agli obblighi di tutela della salute e della sicurezza sul lavoro.
La diffida alla Asl: «Servono interventi e tempi certi»
La posizione del sindacato è netta.
Il NurSind ha chiesto alla Asl di Latina di attivare con la massima urgenza gli interventi necessari al completo ripristino della climatizzazione dello SPDC, chiedendo contemporaneamente che vengano comunicati tempi certi per l'esecuzione dei lavori.
La richiesta è stata indirizzata alla UOC Tecnico e Patrimonio e al responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione aziendale, coinvolgendo per conoscenza anche i vertici della Asl.
«Chiediamo un riscontro immediato e concreto. In assenza di interventi saremo costretti a tutelare lavoratori e utenti nelle sedi competenti, interessando gli organi e le autorità preposte affinché siano accertate eventuali responsabilità».
Il messaggio del NurSind è dunque chiaro: il problema della climatizzazione dello SPDC non può essere archiviato come una semplice criticità tecnica. In gioco ci sono le condizioni di cura di pazienti particolarmente fragili e la sicurezza dei professionisti che ogni giorno garantiscono l'assistenza.
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