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Punti nascita nel Salernitano, NurSind: ''I tagli non penalizzino la sanità pubblica''

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 10/09/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Il sindacato delle professioni infermieristiche chiede alla Regione una revisione trasparente della rete materno-neonatale: "Stesse regole per pubblico e privato accreditato"


di Giuseppe Provinzano

Il calo delle nascite impone inevitabilmente una riflessione sull'organizzazione dei punti nascita, ma riorganizzare non può diventare sinonimo di indebolire la sanità pubblica. È su questo terreno che il NurSind Salerno apre il confronto, chiedendo che qualsiasi revisione della rete materno-neonatale tenga insieme sicurezza, prossimità delle cure, personale e una distribuzione realmente equilibrata delle risorse tra pubblico e privato accreditato.


NurSind: «La denatalità non diventi un taglio alla sanità pubblica»

SALERNO, 10/09/2026 - La denatalità ridisegna progressivamente i bisogni sanitari e mette sotto pressione l'attuale organizzazione dei punti nascita. Nel Salernitano, però, il NurSind provinciale pone una questione precisa: la necessaria revisione della rete non può scaricarsi esclusivamente sugli ospedali pubblici, soprattutto se parallelamente rimangono invariati i budget destinati alle strutture private accreditate.

Per il sindacato, il progressivo calo delle nascite rende necessario concentrare competenze e attività per assicurare volumi adeguati e standard elevati di sicurezza. Ma questa operazione, sostiene il NurSind, deve partire da una valutazione complessiva della rete e non tradursi automaticamente nella chiusura o nel depotenziamento dei presidi pubblici.

Gli ospedali pubblici, infatti, continuano a sostenere il peso dell'emergenza-urgenza, della continuità assistenziale e della presa in carico dei casi più complessi 24 ore su 24. Da qui la richiesta di valorizzare prioritariamente i volumi di attività all'interno del sistema pubblico, evitando che la riduzione della casistica finisca per indebolirne ulteriormente competenze e capacità operative.

«Non si può utilizzare il calo demografico come scusa per ridimensionare la presenza dello Stato sul territorio e impoverire i nostri presidi ospedalieri», afferma Biagio Tomasco, segretario territoriale del NurSind Salerno.

«Le regole e i parametri di sicurezza stabiliti a livello nazionale devono valere per tutti, senza eccezioni o corsie preferenziali per il privato accreditato».

Tomasco sollecita quindi l'apertura immediata di un confronto con la Regione e con i vertici sanitari, chiedendo un'analisi puntuale dei fabbisogni della popolazione che abbia come priorità il rafforzamento della sanità pubblica e la tutela della salute di donne e neonati.

La questione assume un peso ancora maggiore nelle aree periferiche della provincia. Piana del Sele, Cilento e Vallo di Diano presentano caratteristiche territoriali che, secondo il NurSind, devono essere considerate attentamente prima di intervenire sulla rete. Distanze, collegamenti e tempi di percorrenza possono infatti trasformare una scelta organizzativa in un problema concreto di accessibilità e sicurezza.

«Ridistribuendo in modo virtuoso le attività all'interno della rete pubblica, gli ospedali salernitani potrebbero raggiungere gli standard necessari per garantire la massima sicurezza nei parti», sostiene Adriano Cirillo, segretario amministrativo del NurSind Salerno.

Per Cirillo servono investimenti nelle strutture e nelle tecnologie, insieme al rafforzamento dei presidi di prossimità e dei sistemi di trasporto protetto materno e neonatale.

Il sindacato richiama inoltre un'altra criticità che rischia di rendere qualsiasi riorganizzazione incompleta: la carenza di personale sanitario. Aumentare o concentrare i volumi di attività senza adeguare preventivamente gli organici, avverte il NurSind, significherebbe accrescere ulteriormente la pressione sui professionisti già impegnati nei reparti.

«Prima di qualsiasi riorganizzazione o redistribuzione dei volumi di lavoro è indispensabile un piano straordinario di assunzioni vincolante e preventivo», dichiara Giovanni Aspromonte, coordinatore del NurSind presso l'Asl Salerno.

«Non accetteremo decisioni calate dall'alto o mobilità coatta del personale senza un confronto preventivo e senza garanzie sulla copertura h24 dei servizi fondamentali».

La richiesta avanzata dal NurSind Salerno è dunque quella di fermare ulteriori depotenziamenti dei punti nascita pubblici fino a quando non sarà effettuata un'istruttoria trasparente sull'intera rete.

Il nodo, per il sindacato, non è difendere indistintamente ogni struttura esistente, ma stabilire quale modello possa garantire contemporaneamente sicurezza, qualità dell'assistenza e diritto alla prossimità delle cure, evitando che la denatalità diventi il presupposto per un arretramento del servizio sanitario pubblico nel territorio salernitano.