Pordenone, Chirurgia in affanno. NurSind e UIL: ''Meno posti letto, infermieri allo stremo''
Al Santa Maria degli Angeli chiesta la riduzione della capacità del reparto. NurSind e UIL: «Senza personale viene meno la sicurezza dei pazienti»
di Giuseppe Provinzano
"La carenza di infermieri torna a mettere sotto pressione l'organizzazione ospedaliera. A Pordenone, nel nuovo ospedale Santa Maria degli Angeli, l'attenzione si concentra sulla Chirurgia, dove NurSind e UIL chiedono di adeguare il numero dei posti letto alle risorse professionali realmente disponibili. Una richiesta che parte da un principio essenziale: non si può mantenere la piena capacità assistenziale di un reparto se manca il personale necessario per garantirla in sicurezza".
NurSind e UIL: «Chirurgia senza infermieri. Così non regge»
PORDENONE, 10/09/2026 – Quaranta pazienti e una presenza infermieristica che, secondo i sindacati, non è più sufficiente a sostenere in condizioni adeguate il carico assistenziale. È questo il quadro che ha spinto NurSind e UIL a chiedere ai vertici dell'Azienda sanitaria del Friuli Occidentale una riduzione dei posti letto della cosiddetta “Chirurgia rossa” del nuovo ospedale Santa Maria degli Angeli.
La proposta è stata portata all'attenzione della direzione sanitaria: ridimensionare temporaneamente la capacità del reparto, passando dagli attuali 40 pazienti a circa 30-34, così da riequilibrare il rapporto tra ricoverati e infermieri effettivamente disponibili.
A descrivere una situazione sempre più difficile è Gianluca Altavilla, segretario territoriale NurSind di Pordenone, che richiama l'attenzione sulle conseguenze delle assenze e sulla necessità di ricorrere persino al supporto di personale proveniente da altre strutture.
«In questi giorni la situazione si è ulteriormente aggravata. Ci sono turni scoperti e si è reso necessario ricorrere al supporto di colleghi provenienti da Spilimbergo e San Vito al Tagliamento», spiega Altavilla.
Una soluzione emergenziale che, però, non elimina il problema strutturale. Alcuni turni della Chirurgia vengono infatti garantiti grazie a personale proveniente dalle sedi periferiche, mentre sugli infermieri già presenti continuano a pesare turni prolungati e un numero elevato di notti.
«Ci sono infermieri costretti ad affrontare anche la terza notte settimanale e turni di dodici ore», sottolinea Altavilla.
È proprio da queste condizioni che nasce la richiesta avanzata da NurSind e UIL di ridurre la capacità ricettiva. Per le due organizzazioni sindacali, mantenere quaranta pazienti senza una dotazione infermieristica proporzionata rischia di trasformare il sovraccarico professionale in un problema direttamente collegato alla qualità e alla sicurezza dell'assistenza.
L'obiettivo indicato è quello di arrivare almeno a un rapporto di un infermiere ogni dodici pazienti. Da qui la proposta di contenere i ricoveri della Chirurgia, che attualmente comprende anche pazienti dell'area gastroenterologica, fino a quando non saranno disponibili risorse professionali adeguate.
«Occorre arrivare almeno a un infermiere ogni dodici pazienti. Con l'attuale dotazione, la conseguenza non può che essere una riduzione dei posti letto», afferma Altavilla.
La richiesta di NurSind e UIL è stata discussa con il direttore sanitario dell'AsFo, Michele Chittaro, e adesso si attende la valutazione della direzione aziendale insieme ai responsabili della struttura chirurgica.
Per le organizzazioni sindacali, tuttavia, la questione non può essere ridotta a una semplice operazione numerica sui posti letto. Al centro resta il rapporto tra personale disponibile, carico assistenziale e tutela del paziente.
«Quando un infermiere deve gestire un numero eccessivo di pazienti viene meno il concetto stesso di sicurezza. La salute deve essere la bussola che orienta ogni scelta organizzativa, ma non può essere tutelata senza condizioni di lavoro sicure», rimarca Altavilla.
La posizione di NurSind e UIL riguarda più in generale anche l'organizzazione dei reparti medici del nuovo ospedale. Le due sigle contestano infatti un incremento dei posti letto che non sia accompagnato da un corrispondente rafforzamento delle dotazioni organiche.
Il messaggio rivolto all'Azienda è quindi chiaro: prima di ragionare sulla piena capacità ricettiva dei reparti bisogna verificare se esistano davvero le condizioni per assistere quei pazienti in sicurezza.
Per NurSind e UIL, continuare a chiedere agli infermieri di compensare le carenze attraverso notti aggiuntive, turni di dodici ore e continui spostamenti di personale tra strutture non può rappresentare una risposta organizzativa stabile. E qualora non arrivassero interventi concreti, le organizzazioni sindacali si dicono pronte a valutare ulteriori iniziative a tutela dei professionisti e dei pazienti.
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