ASL 1 Abruzzo, NurSind incalza la Direzione: ''Dove sono programmazione e personale?''
Santilli apre il fronte su assunzioni, 118 e Case di Comunità: "Si spieghi ai cittadini come si programma il fabbisogno"
di Giuseppe Provinzano
"Non è più soltanto una questione di numeri, tetti di spesa o compatibilità di bilancio. NurSind L’Aquila porta il confronto con la Direzione generale della ASL 1 Abruzzo direttamente sul terreno della programmazione del personale e dell'organizzazione dell'assistenza, chiedendo risposte su ospedali, territorio, emergenza-urgenza e nuove strutture.
A intervenire è Antonio Santilli, Segretario Provinciale NurSind L’Aquila, che mette al centro una domanda destinata a pesare nel confronto con l’Azienda: su quali basi viene realmente determinato il fabbisogno di personale necessario a garantire servizi e livelli assistenziali?"
NurSind: "Bilanci e vincoli non nascondano i buchi nella programmazione"
L'AQUILA, 24/09/2026 - Il confronto sulla carenza di personale nella ASL 1 Abruzzo si fa sempre più serrato. Dopo le argomentazioni della Direzione generale sui vincoli economici, il NurSind L’Aquila rilancia e chiede che il dibattito venga spostato dai soli equilibri finanziari alla capacità di programmare organici e servizi sulla base delle reali necessità assistenziali.
Per il sindacato, parlare di personale significa tenere conto non soltanto della spesa, ma anche dei posti letto, dell'attività ospedaliera e territoriale, dell'intensità delle cure e della necessità di garantire i livelli essenziali di assistenza.
"Il Direttore generale dovrebbe spiegare su quali basi viene elaborato il piano del fabbisogno del personale, se non partendo dal numero e dalla tipologia dei posti letto, dalle attività distrettuali e di prevenzione e dalla programmazione sanitaria regionale", afferma Antonio Santilli, segretario territoriale NurSind L’Aquila.
Nel mirino del sindacato entra anche il sistema utilizzato per misurare costi, risultati ed efficienza dei servizi. Santilli richiama la questione della contabilità analitica per centri di responsabilità, sostenendo che da trent'anni non verrebbe elaborata nonostante, secondo il NurSind, fosse già indicata nell'atto aziendale del 2012 come uno degli strumenti per valutare l'efficienza e sostenere la programmazione annuale.
Il nodo del 118 e delle risorse infermieristiche
Uno dei passaggi più duri riguarda il sistema dell'Emergenza-Urgenza 118. Secondo quanto denunciato dal NurSind, l'Azienda destinerebbe 3 milioni e 405 mila euro l'anno alle associazioni di volontariato per assicurare personale infermieristico sulle ambulanze. Il sindacato contesta questa scelta e sostiene che quelle risorse avrebbero potuto consentire l'assunzione di 96 infermieri. Si tratta di dati e valutazioni contenuti nella nota sindacale, sui quali il NurSind chiede spiegazioni alla Direzione generale.
"La Direzione spieghi ai cittadini perché, invece di assumere infermieri da destinare alle postazioni del 118, si ricorre al recupero di personale attraverso la mobilità interna, sottraendo inevitabilmente risorse all'assistenza ospedaliera", continua Santilli.
Il riferimento è, in particolare, alle postazioni del 118 dei territori di Scanno, Campo di Giove e dell'area della Comunità Montana Sirentina, per le quali il sindacato riferisce di iniziative adottate dopo le proteste degli amministratori locali.
Case di Comunità, personale spostato dagli ospedali
Il secondo fronte riguarda la sanità territoriale. NurSind chiede se nel 2025 sia stata programmata una dotazione organica specifica per Case e Ospedali di Comunità destinati all'attivazione nel corso del 2026.
La contestazione riguarda soprattutto il ricorso alla mobilità urgente per coprire le nuove strutture.
"Se le Case di Comunità devono rappresentare un potenziamento dell'assistenza territoriale, non si può pensare di alimentarle impoverendo gli ospedali. Vogliamo sapere perché non sia stato assunto personale specificamente destinato a questi servizi", incalza il segretario NurSind.
La posizione espressa nella nota è netta: secondo il sindacato, il ricorso alla mobilità d'urgenza avrebbe ulteriormente ridotto le risorse disponibili nei reparti ospedalieri.
Sulmona, un infermiere per più reparti
Santilli porta poi l'attenzione sul Presidio ospedaliero di Sulmona, citando una situazione che, per il NurSind, rappresenta plasticamente le conseguenze della carenza di personale.
"Com'è possibile che lo stesso infermiere di Urologia debba contemporaneamente garantire assistenza anche ai pazienti di Ortopedia e Chirurgia generale?", domanda Santilli.
È uno degli interrogativi che il sindacato rivolge direttamente alla governance aziendale, chiedendo di chiarire come l'attuale organizzazione possa conciliarsi con la sicurezza e la continuità dell'assistenza. La circostanza relativa alla copertura contemporanea dei tre reparti è espressamente denunciata nella nota NurSind.
Il caso delle 150 unità
Nel documento trova spazio anche un'altra questione destinata ad alimentare il confronto. NurSind chiede chiarimenti sulle risorse necessarie all'assunzione di 150 unità tra personale amministrativo e operatori tecnici, attualmente impiegati, secondo il sindacato, attraverso cooperative in regime di appalto.
Santilli solleva interrogativi sia sulla copertura finanziaria sia sulle modalità con cui queste procedure verrebbero realizzate, richiamando il principio costituzionale dell'accesso al pubblico impiego attraverso concorso pubblico.
"Prima di richiamare continuamente gli equilibri di bilancio, vorremmo capire da dove arriveranno le risorse per queste operazioni e quali siano state le scelte di programmazione che hanno determinato l'attuale situazione", conclude Santilli.
Il messaggio del NurSind L'Aquila è dunque rivolto non soltanto alla Direzione generale della ASL 1 Abruzzo. Il sindacato chiama in causa anche il livello regionale, sostenendo che, qualora alcune delle criticità derivassero da vincoli o decisioni della Giunta regionale, dovranno essere le istituzioni competenti a fornire risposte ai cittadini. È proprio su questo terreno che il confronto sembra destinato ora a spostarsi: non soltanto quanto costa il personale, ma quale sanità sia possibile garantire quando gli organici non seguono l'espansione dei servizi e le esigenze assistenziali.
di