San Bonifacio, infermiera presa a pugni in Pronto soccorso. NurSind: ''È un bollettino di guerra''
Nuova aggressione all’ospedale Fracastoro: colpita al volto un’infermiera. NurSind Verona chiede risposte immediate e presidi fissi delle forze dell’ordine negli ospedali.
di Giuseppe Provinzano
"Un pugno al volto mentre si sta prestando assistenza. Ancora una volta la violenza irrompe in un Pronto soccorso e ancora una volta a pagarne le conseguenze è chi, dietro una divisa sanitaria, sta semplicemente svolgendo il proprio lavoro. Quanto accaduto all’ospedale Fracastoro di San Bonifacio riporta al centro una questione che non può più essere affrontata soltanto dopo l’ennesima aggressione: la sicurezza di infermieri e operatori sanitari nei luoghi di cura.
Quando episodi analoghi si susseguono a distanza di pochi giorni, parlare esclusivamente di casi isolati diventa sempre più difficile. È proprio su questo punto che interviene il NurSind di Verona, chiedendo che alla formazione degli operatori e alle dichiarazioni di solidarietà seguano misure concrete di prevenzione e protezione".
Un pugno in faccia all’infermiera: ancora violenza al Fracastoro
SAN BONIFACIO, 06/10/2026 – Un’infermiera colpita con un pugno al volto mentre sta assistendo un paziente. Poi l’agitazione, i movimenti violenti e l’impossibilità per gli operatori di avvicinarsi in sicurezza. È l’ennesimo grave episodio avvenuto nel Pronto soccorso dell’ospedale Fracastoro di San Bonifacio, nel Veronese.
Una vicenda che assume un peso ancora maggiore perché arriva a pochi giorni da un’altra aggressione che aveva coinvolto personale sanitario dello stesso Pronto soccorso.
Secondo la ricostruzione dei fatti, il nuovo episodio si è verificato venerdì 2 ottobre. L’uomo, 47 anni, era stato soccorso dopo essere stato trovato privo di sensi in un centro commerciale di San Bonifacio e successivamente trasportato in ambulanza all’ospedale.
Una volta ripresosi, avrebbe improvvisamente perso il controllo. Durante le operazioni di assistenza avrebbe sferrato un pugno al volto di un’infermiera, per poi continuare a muovere violentemente braccia e gambe, rendendo estremamente difficoltoso l’intervento degli operatori presenti.
La situazione ha reso necessario l’allarme al 112 e l’arrivo dei Carabinieri del Nucleo Radiomobile di San Bonifacio. Soltanto dopo diversi minuti gli uomini dell’Arma sarebbero riusciti a riportare la situazione sotto controllo e ad accompagnare l’uomo fuori dall’ospedale.
Per il 47enne è stato quindi disposto l’arresto con l’accusa di lesioni personali aggravate ai danni di personale esercente una professione sanitaria. L’arresto è stato successivamente convalidato dal giudice nel corso del processo per direttissima, mentre il procedimento è stato rinviato a gennaio dopo la richiesta dei termini a difesa.
Due aggressioni in pochi giorni
A preoccupare ulteriormente è la vicinanza temporale con un precedente episodio avvenuto sempre all’interno del Pronto soccorso del Fracastoro.
Il 29 settembre un uomo di 43 anni, in forte stato di agitazione presumibilmente legato all’abuso di alcol, avrebbe reagito violentemente durante il trasferimento dall’ambulanza alla barella, colpendo un’infermiera e un operatore sociosanitario impegnati nell’assistenza.
Due episodi nel giro di pochi giorni che, per il NurSind di Verona, non possono essere considerati una semplice coincidenza.
«Non è più un’emergenza occasionale, ma un bollettino di guerra».
A denunciarlo è Simone Munaretto, della Segreteria territoriale NurSind di Verona, che richiama l’attenzione sulla frequenza con cui infermieri e altri professionisti sanitari sono costretti a confrontarsi con episodi di aggressività durante il servizio.
«Si tratta del secondo episodio di violenza nell’arco di meno di una settimana: un segnale drammatico che certifica una situazione insostenibile nei presidi dell’Ulss 9 Scaligera».
NurSind: «La formazione da sola non può bastare»
Per il sindacato la questione non riguarda soltanto la gestione dell’emergenza nel momento in cui la violenza esplode. Occorre intervenire prima, predisponendo misure strutturali capaci di garantire maggiore protezione a chi lavora nei reparti maggiormente esposti, a partire proprio dai Pronto soccorso.
Il NurSind pone quindi sul tavolo una richiesta precisa: valutare l’istituzione di presidi fissi delle forze dell’ordine all’interno degli ospedali, soprattutto nelle strutture dove il rischio di aggressione è più elevato.
«Nei Pronto soccorso della nostra Ulss, purtroppo, la presenza delle forze dell’ordine non è prevista. I nostri infermieri continuano a lavorare in prima linea con professionalità e spirito di servizio».
Gli operatori ricevono una preparazione specifica per riconoscere e gestire le situazioni potenzialmente aggressive, ma secondo il sindacato non è pensabile affidare esclusivamente alla formazione del personale sanitario la risposta a episodi di violenza improvvisa e incontrollabile.
«Gli infermieri ricevono una formazione specifica sulla gestione delle aggressioni, ma ciò non può bastare quando ci si trova di fronte all’esplosione improvvisa della violenza. Servono risposte istituzionali immediate e reali».
La sicurezza torna al centro
Il caso di San Bonifacio riporta così al centro del dibattito un problema che ormai supera i confini del singolo ospedale. L’aggressione di un professionista sanitario non rappresenta soltanto un attacco alla persona coinvolta, ma può compromettere la sicurezza dell’intero ambiente assistenziale, sottraendo personale alle cure e mettendo potenzialmente a rischio anche gli altri pazienti.
Il messaggio lanciato dal NurSind è quindi netto: non è sufficiente intervenire quando l’aggressione si è già consumata.
Se episodi tanto gravi riescono a ripetersi nello stesso Pronto soccorso nell’arco di pochi giorni, la prevenzione e la presenza di adeguati strumenti di sicurezza devono diventare parte integrante dell’organizzazione sanitaria.
Per gli infermieri continuare a lavorare “in prima linea” non può significare accettare che il rischio di essere insultati, minacciati o colpiti diventi una componente ordinaria del turno di lavoro.
di