Stipendi insufficienti e lavoro incerto in Puglia: l’allarme del NurSind per gli infermieri
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Tra restrizioni regionali e risposte nazionali insufficienti, il sindacato delle professioni infermieristiche denuncia la doppia penalizzazione. Preoccupazione anche per gli infermieri che collaborano con i medici di famiglia.
di Giuseppe Provinzano
"Il disagio degli infermieri pugliesi attraversa ospedali e servizi territoriali. Alle difficoltà economiche dei professionisti si aggiunge l’incertezza sulle risorse necessarie a sostenere l’assistenza di prossimità. Il NurSind Puglia porta al centro del confronto il valore del lavoro infermieristico e la necessità di tutelare chi, ogni giorno, garantisce le cure ai cittadini".
Balducci (NurSind): «Infermieri pugliesi penalizzati due volte». Allarme sul territorio
BARI, 04/11/2026 - Gli infermieri pugliesi rischiano di pagare due volte il conto delle difficoltà della sanità. È la denuncia di Francesco Balducci, segretario regionale NurSind Puglia, che mette in relazione le restrizioni attribuite alla situazione finanziaria regionale con l’insufficienza delle risposte nazionali sul fronte delle retribuzioni.
Secondo il rappresentante sindacale, i professionisti si trovano stretti tra le esigenze di contenimento della spesa della Regione e provvedimenti statali che non rispondono alle attese maturate sul recupero del potere d’acquisto.
«Per noi infermieri la situazione per la Puglia è ancora più grave di quella che si profila a livello nazionale».
Il nodo, per il NurSind, è anche salariale. Le aspettative riguardavano interventi capaci di attenuare gli effetti del carovita e dell’inflazione, anche attraverso la detassazione di alcune componenti dello stipendio. Il giudizio di Balducci sulle risposte prospettate è invece negativo: risorse considerate insufficienti per le professioni sanitarie e un riconoscimento economico ancora distante dalle necessità degli infermieri.
Alla questione retributiva si affianca la preoccupazione per la tenuta occupazionale della medicina territoriale. Nel confronto tra Regione Puglia e medici di famiglia pesa infatti l’incertezza sul finanziamento dell’Accordo integrativo regionale, la cui scadenza viene indicata al 31 dicembre.
In una nota del 20 ottobre richiamata nell’intervista, la Fimmg ha segnalato possibili ricadute su circa 2.000 collaboratori di studio e 700-800 infermieri che lavorano con i medici di medicina generale. Si tratta di un rischio denunciato dall’organizzazione, non di una perdita di posti di lavoro già accertata.
Balducci annuncia attenzione sulla vicenda. Quanto alla natura dei rapporti professionali coinvolti, ipotizza che si tratti prevalentemente di collaborazioni e attività in partita IVA: un aspetto che resta da approfondire e che, per il sindacato, non riduce la necessità di tutelare i lavoratori.
«Il sindacato degli infermieri non può che esprimere preoccupazione per quanto sta avvenendo tra Regione Puglia e Fimmg e siamo, convintamente, per la difesa dei posti di lavoro e per il mantenimento di questo presidio sul territorio».
La richiesta del NurSind è di arrivare rapidamente a una soluzione del confronto. Balducci richiama anche il ruolo dei medici di famiglia nello sviluppo delle Case di comunità, sottolineando l’importanza della loro partecipazione ai progetti per rafforzare l’assistenza di prossimità.
La posta in gioco riguarda dunque sia il futuro dei professionisti sia la continuità dei servizi. Garantire risorse e prospettive al lavoro infermieristico significa dare solidità alla rete territoriale: senza questa base, anche gli obiettivi di potenziamento dell’assistenza rischiano di restare lontani dai bisogni quotidiani dei cittadini.
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