Case della Comunità, 33 sedi previste a Salerno: il NurSind chiede un'operazione verità
Il sindacato delle professioni infermieristiche guidato in Campania da Antonio Eliseo chiede all'ASL Salerno un'operazione verità sulle strutture finanziate dal PNRR: organici, servizi effettivi, contratti in scadenza e trasparenza sui risultati assistenziali.
di Giuseppe Provinzano
"Trentatré Case della Comunità sulla carta. Ma quante garantiscono realmente assistenza ai cittadini? È l'interrogativo che il NurSind Campania pone ai vertici dell'ASL Salerno e della Regione, chiedendo di fare chiarezza su una delle principali trasformazioni della sanità territoriale. Perché completare un edificio, acquistare attrezzature o avviare procedure di reclutamento non significa necessariamente assicurare servizi sanitari funzionanti".
NurSind: «33 Case della Comunità a Salerno, ma quante sono davvero operative?»
12/10/2026 – Un'operazione verità sulle 33 Case della Comunità previste nel territorio dell'ASL Salerno. A reclamarla è il NurSind Campania, che attraverso una nota ufficiale firmata dal segretario regionale Antonio Eliseo ha chiesto alla Direzione aziendale e ai vertici regionali di rendere pubblici dati dettagliati sull'effettivo funzionamento delle strutture.
Al centro dell'iniziativa sindacale c'è una questione sostanziale: la differenza tra il raggiungimento degli obiettivi del PNRR e la reale disponibilità dei servizi per i cittadini.
Secondo il NurSind, infatti, gli avanzamenti amministrativi e infrastrutturali non permettono, da soli, di stabilire quali Case della Comunità siano effettivamente operative secondo gli standard del DM 77/2022.
«Una struttura inserita nella programmazione PNRR non può essere considerata automaticamente funzionante. Servono professionisti presenti, servizi accessibili, équipe multiprofessionali e una reale capacità di presa in carico dei cittadini».
È questo, in sintesi, il principio sostenuto dall'organizzazione sindacale, che chiede di superare la semplice rendicontazione dei progetti per verificare concretamente l'assistenza erogata.
Assunzioni a termine e incognita sul personale
Tra le criticità evidenziate dal NurSind figura la situazione degli organici.
Le convocazioni degli operatori sociosanitari effettuate nel settembre 2026 hanno previsto incarichi con scadenza al 31 dicembre 2026, interessando diverse sedi, tra cui Amalfi, Piaggine, Roccadaspide, Vallo della Lucania, Sant'Arsenio e Salerno.
Parallelamente, un avviso aziendale per 30 infermieri contempla contratti a tempo determinato della durata di dodici mesi, senza che risulti pubblicamente disponibile un quadro completo delle assegnazioni alle singole strutture.
Una situazione che, secondo il sindacato, impone chiarimenti sulla sostenibilità organizzativa della rete territoriale, soprattutto in vista del 2027.
«Non basta reclutare personale per dimostrare che una Casa della Comunità funzioni. Occorre conoscere quanti professionisti siano effettivamente in servizio, dove siano assegnati e come verrà garantita la continuità assistenziale alla scadenza dei contratti».
Servizi attivi, orari e risultati: il NurSind vuole i numeri
Il sindacato non si limita a chiedere informazioni sugli organici. L'iniziativa punta a ottenere, per ciascuna delle 33 strutture, un quadro verificabile di aperture, prestazioni disponibili, personale impiegato e attività realmente svolte.
Particolare attenzione viene riservata alla presenza degli infermieri di famiglia e comunità, dei medici, degli specialisti e degli OSS, oltre all'integrazione con le Centrali Operative Territoriali, l'assistenza domiciliare e i servizi sociali.
Il NurSind chiede inoltre di conoscere il numero degli accessi, dei cittadini presi in carico, delle prestazioni erogate e delle attività di telemedicina, insieme ai costi sostenuti e alle relative fonti di finanziamento.
Pur riconoscendo l'esistenza di servizi già documentati in alcune località, come Battipaglia e Maiori, l'organizzazione ritiene indispensabile una ricognizione complessiva.
«Il volontariato non può sostituire i professionisti»
Un ulteriore punto riguarda il coinvolgimento degli enti del Terzo settore nella gestione delle attività territoriali.
Il NurSind Campania ribadisce che tali collaborazioni possono rappresentare un supporto, ma non devono trasformarsi in una soluzione alternativa all'impiego di personale sanitario e sociosanitario qualificato.
«Il contributo del Terzo settore deve rimanere complementare. Non può sostituire infermieri, OSS, medici, assistenti sociali e personale amministrativo indispensabili al funzionamento dei servizi».
Chiesto un incontro con ASL e Regione
La richiesta formale, indirizzata ai vertici dell'ASL Salerno e alle istituzioni regionali, punta alla trasmissione della documentazione prevista dalla normativa sulla trasparenza e alla pubblicazione di una dashboard aziendale aggiornata per ciascuna Casa della Comunità.
Il NurSind sollecita anche un incontro dedicato per affrontare dotazioni organiche, stabilità dei rapporti di lavoro, servizi attivi e risultati assistenziali.
In assenza di risposte complete, il sindacato si riserva di valutare ulteriori iniziative sindacali e istituzionali.
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