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Malattia, addio all’obbligo di visita in ambulatorio: arriva il certificato medico a distanza

Andrea Tirottodi
Andrea Tirotto
Pubblicato il: 08/12/2025

Professione e lavoro

 

L’obbligo di recarsi in ambulatorio per l’accertamento della malattia dovrebbe diventare presto solo un ricordo.

La norma approvata

La Legge n. 182 del 2025, conosciuta come Legge Semplificazioni, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 3 dicembre e in vigore dal 18 dicembre, introduce il “certificato medico a distanza” per i dipendenti pubblici, che equipara le certificazioni rilasciate tramite tele visita a quelle tradizionali in presenza. Questa novità, consente ai medici di famiglia di giustificare le assenze per malattia attraverso strumenti di telemedicina, semplificando le procedure burocratiche. La norma si inserisce in un più ampio disegno di digitalizzazione della sanità pubblica, che include anche servizi ampliati in farmacia, ricette dematerializzate fino a 12 mesi e telemedicina per ECG o screening, con l’obiettivo di ridurre la burocrazia per pazienti e medici mantenendo elevati standard di sicurezza e responsabilità.

Quando sarà operativa

La Federazione Italiana dei Medici di Medicina Generale (Fimmg) ha evidenziato che per quanto riguarda il certificato a distanza, la legge rinvia a un successivo accordo da definire in Conferenza Stato-Regioni, senza indicare scadenze precise, dove saranno stabiliti i casi e le modalità per la tele certificazione. Fino ad allora “resteranno in vigore le regole attuali: il medico deve accertare di persona le condizioni del paziente”. Il certificato a distanza infatti potrà essere rilasciato solo con strumenti di telemedicina sicuri e tracciabili e nelle circostanze che saranno concordate su indicazione del Ministero della Salute tramite un decreto attuativo.

Criteri tassativi

Pur introducendo la possibilità di valutazioni cliniche a distanza, mantenendo intatto il principio di responsabilità del medico, il provvedimento si fonda sulle esperienze positive maturate durante l’emergenza sanitaria, che hanno contribuito a legittimare l’uso stabile della telemedicina. Il documento digitale sarà trasmesso attraverso il portale INPS e continuerà a rimanere sotto la piena responsabilità etica e giuridica del professionista. La certificazione a distanza potrà essere utilizzata solo se il medico ha già in cura il paziente, lo stato di salute permette una valutazione a distanza e quando la piattaforma utilizzata offrirà adeguate garanzie di sicurezza e tracciabilità; in difetto di uno di questi requisiti, la tele certificazione non potrà essere effettuata.

L’opinione critica

Su questo punto, Guido Marinoni, componente del Comitato centrale della Fnomceo, ha sottolineato chenon sarà una vera semplificazione per il lavoro dei medici”, poiché “la visita dovrà comunque avvenire su una piattaforma certificata” e che “si dovrà capire come e dove si svolgerà perché è necessario che il medico constati lo stato di salute del paziente”. Non è infatti previsto l’uso di applicazioni non certificate come WhatsApp. Si rischia che la tele visita diventi “un ulteriore passaggio burocratico, anziché uno strumento di efficienza” e Marinoni avverte che sarebbe bene guardare all’esperienza di altri paesi europei che hanno un sistema che funzione e dove i lavoratori possono auto certificare brevi assenze dal lavoro senza “usare il medico come arbitro”.

 

Non resta che attendere che la procedura diventi chiara e operativa dando vita ad una semplificazione che, è innegabile, è già nei fatti.



Andrea Tirotto