Iscriviti alla newsletter

Age management nel CCNL sanità: meno turni notturni e part time per il personale over 60

Maria Luisa Astadi
Maria Luisa Asta
Pubblicato il: 28/01/2026

Contratto Nazionale

 

L’invecchiamento del personale non è più un tema da convegni, ma una questione strutturale che incide ogni giorno sul funzionamento della sanità pubblica. Turni gravosi, carichi di lavoro elevati, burn out diffuso e difficoltà nel ricambio generazionale stanno mettendo sotto pressione aziende ed enti del Servizio sanitario nazionale. È in questo contesto che si inserisce l’articolo 49 del CCNL comparto Sanità 2022–2024, dedicato agli obiettivi e agli strumenti di age management.

La norma parte da una constatazione netta: l’aumento dell’età media degli organici è uno dei fenomeni con maggior impatto sull’organizzazione delle aziende sanitarie. Non si tratta solo di un dato anagrafico. L’età è strettamente legata alle limitazioni lavorative, al logoramento fisico e psicologico e al rischio di burn out, fattori che incidono direttamente sul numero di dimissioni e sulla tenuta complessiva del sistema.

Da qui l’esigenza di politiche esplicite di gestione dell’età, che superino l’approccio uniforme e tengano conto delle diverse fasi della vita lavorativa.

Gli obiettivi: persona, salute, produttività

L’articolo 49 affida alle aziende sanitarie un compito preciso: prestare “particolare attenzione” all’aumento dell’età media del personale e attivare tutte le strategie necessarie per raggiungere tre obiettivi chiave.

Il primo è la valorizzazione della persona lungo l’intero arco della carriera, ampliando le possibilità di espressione e di sviluppo professionale, anche nelle fasi più avanzate della vita lavorativa. Il secondo riguarda la tutela della salute, attraverso la prevenzione delle malattie professionali e degli infortuni. Il terzo punta a mantenere ambienti di lavoro capaci di sostenere la produttività individuale e l’efficacia dell’organizzazione, riconoscendo le specificità di ciascun lavoratore.

In sintesi, l’age management non viene letto come una misura assistenziale, ma come uno strumento di equilibrio tra benessere del personale e qualità dei servizi.

Le misure per gli over 60

La parte più concreta dell’articolo riguarda il personale che ha superato i 60 anni di età. Nel rispetto dei livelli di relazioni sindacali previsti dal contratto, le aziende potranno adottare una serie di misure mirate.

Tra queste figurano la riduzione del numero dei turni notturni e della durata dei turni, oltre alla possibilità di accedere con priorità, seppur subordinata alle regole generali, alla trasformazione del rapporto di lavoro in part-time. Viene inoltre favorita la possibilità di ricorrere al lavoro agile o al lavoro da remoto, strumenti che negli ultimi anni hanno mostrato di poter alleggerire il carico fisico senza compromettere l’efficienza.

Non manca la previsione dell’esonero dai turni notturni e dai servizi di pronta disponibilità, così come l’impiego in attività di affiancamento e tutoraggio per il personale neoassunto. Un passaggio significativo: l’esperienza accumulata diventa una risorsa organizzativa, mentre il tempo dedicato alle mansioni più gravose può essere ridotto.