Denunce, processi, aggressioni: quando l’azienda paga la difesa dell’infermiere
Chi lavora ogni giorno in corsia lo sa bene: l’esercizio della professione infermieristica comporta responsabilità elevate, decisioni rapide e, non di rado, il rischio di contenziosi o situazioni conflittuali. Il CCNL Comparto Sanità 2022–2024 interviene su questo terreno delicato con gli articoli 54 e 55, ridefinendo in modo più chiaro la tutela legale dei professionisti sanitari.
Articolo 54 – Patrocinio legale: quando l’azienda paga la difesa
L’articolo 54 disciplina i casi in cui un infermiere si trovi coinvolto in un procedimento civile o penale per fatti legati al servizio svolto.
Quando scatta la tutela automatica
Se il procedimento nasce per atti o fatti connessi all’attività lavorativa e non esiste un conflitto di interesse, l’Azienda o l’Ente:
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si fa carico di tutte le spese legali,
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copre tutti i gradi di giudizio,
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include anche consulenti tecnici e fasi preliminari.
La difesa viene affidata a un legale scelto dall’azienda, ma il dipendente deve essere informato e dare il proprio assenso. È previsto anche un margine di scelta: l’infermiere può proporre un avvocato o un consulente tecnico di fiducia, e l’azienda valuta se accettare.
Se l’infermiere vuole un legale diverso
Se la tutela diretta dell’azienda non viene applicata, oppure se l’infermiere preferisce comunque un proprio legale:
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deve comunicarlo formalmente all’azienda,
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l’azienda ha 15 giorni per esprimere un eventuale diniego motivato.
In questo caso, le spese sono inizialmente a carico del dipendente. Tuttavia, se il procedimento si conclude in modo favorevole (assoluzione, archiviazione, non luogo a procedere), l’azienda rimborsa le spese legali, entro limiti precisi:
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non oltre quanto avrebbe speso se avesse gestito direttamente la difesa,
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mai sotto i parametri minimi ministeriali forensi.
Questo vale anche nei casi in cui all’inizio fosse stato ipotizzato un conflitto di interesse poi risultato insussistente.
Quando le spese restano sempre a carico del dipendente
Se l’azienda nega formalmente l’autorizzazione e l’infermiere sceglie comunque un proprio legale, anche in caso di esito favorevole, le spese non vengono rimborsate.
Attenzione a dolo e colpa grave
C’è un punto chiave da non sottovalutare:
se il dipendente viene condannato con sentenza definitiva per dolo o colpa grave, l’azienda recupera tutte le spese sostenute, comprese quelle eventualmente anticipate per la difesa.
Copertura assicurativa
I costi sostenuti dall’azienda per la responsabilità civile sono coperti da polizze assicurative dedicate, già previste dal contratto nazionale.
Articolo 55 – Patrocinio legale in caso di aggressioni
L’articolo 55 affronta un tema purtroppo sempre più attuale: le aggressioni al personale sanitario.
Sicurezza come obbligo aziendale
Il CCNL ribadisce un principio fondamentale:
l’azienda ha il dovere di garantire la sicurezza del lavoratore e di adottare tutte le misure necessarie per tutelarlo sul luogo di lavoro.
Difesa legale garantita in caso di aggressione
Se un infermiere subisce un’aggressione da parte di terzi:
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l’azienda si fa carico di tutte le spese legali,
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copre ogni grado di giudizio,
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include consulenti tecnici e fasi preliminari.
Anche qui, il dipendente viene informato e può proporre un legale di fiducia, che l’azienda valuta.
L’azienda può costituirsi parte civile
Un passaggio importante: nei casi di aggressione, l’azienda può costituirsi parte civile nel processo.
Questo rafforza la posizione del lavoratore e manda un segnale chiaro: l’aggressione al personale sanitario non è un fatto “privato”, ma un attacco al servizio pubblico.
Supporto psicologico
Il contratto introduce anche una tutela spesso trascurata:
su richiesta del dipendente, l’azienda può garantire supporto psicologico dopo un’aggressione.
Assicurazione dedicata
Per rendere effettive queste tutele, l’azienda può attivare polizze assicurative specifiche o strumenti analoghi.
In sintesi: cosa deve sapere un infermiere
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Se agisci correttamente nell’esercizio della professione, la difesa legale è un tuo diritto, non un favore.
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La comunicazione con l’azienda è fondamentale: ogni scelta di legali va sempre formalizzata.
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In caso di aggressione, non sei solo: l’azienda deve sostenerti sul piano legale e, se necessario, psicologico.
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Dolo e colpa grave restano una linea rossa: in quei casi la tutela viene meno.
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