Il Punto nascita della Gruccia non si tocca: il Valdarno difende il diritto a nascere vicino casa
Oltre 200 persone davanti all’ospedale. Il NurSind: “Non è un servizio qualunque, è un presidio di comunità”
"Quando una comunità si stringe attorno al proprio ospedale, non sta solo difendendo un reparto o una struttura. Sta rivendicando un’idea di sanità pubblica fatta di prossimità, sicurezza e diritti. È quello che è accaduto nel Valdarno, dove cittadini, famiglie e professionisti sanitari hanno alzato la voce per dire no alla possibile chiusura del Punto nascita dell’Ospedale della Gruccia. Una mobilitazione che parla chiaro e che chiama in causa istituzioni, politica e management sanitario".
Montevarchi, 02/02/2026. Nel Valdarno cresce la preoccupazione, ma soprattutto cresce la determinazione. La notizia della possibile chiusura del Punto nascita dell’Ospedale della Gruccia ha innescato una risposta immediata e partecipata, culminata in una manifestazione pubblica che ha visto la presenza di oltre 200 persone davanti al presidio sanitario. Un segnale forte, trasversale, che ha unito mamme, famiglie, cittadini e rappresentanti delle istituzioni locali e regionali.
In prima linea, accanto alle mamme valdarnesi che hanno promosso l’iniziativa, anche il NurSind, sindacato delle professioni infermieristiche e ostetriche, che ha voluto esserci con una presenza chiara e una posizione netta. Perché la difesa del Punto nascita non è solo una battaglia territoriale, ma una questione di tutela del diritto alla salute, di sicurezza assistenziale e di valorizzazione delle competenze professionali.
La portavoce del gruppo promotore, Debora Buzzichelli, ha spiegato con lucidità e passione il senso della mobilitazione, sottolineando come l’obiettivo non sia semplicemente guadagnare tempo o raggiungere parametri numerici, ma garantire una prospettiva stabile e duratura. La richiesta è chiara: mantenere il Punto nascita aperto, oggi e domani, senza soluzioni tampone o scadenze che alimentano incertezza.
“Vogliamo far sentire la voce della popolazione e metterci a completa disposizione delle istituzioni affinché il Punto nascita della Gruccia resti operativo non solo fino al 2027, ma per sempre”.
Parole che trovano piena sintonia nella posizione del NurSind, rappresentato dal segretario territoriale di Arezzo, Claudio Cullurà, che ha voluto ringraziare pubblicamente per l’invito e per la partecipazione corale della comunità.
“Questo è il nostro ospedale. Qui lavorano i nostri operatori, qui ci sono le nostre eccellenze: ostetriche, infermieri, medici, OSS, professionisti che ogni giorno garantiscono qualità e sicurezza”, ha dichiarato Cullurà, richiamando con forza il valore umano e professionale del presidio.
“Il Punto nascita della Gruccia è un’eccellenza, un patrimonio che rischiamo di perdere. La presenza di così tanti cittadini davanti all’ospedale dimostra quanto questo servizio sia essenziale per il territorio. Non siamo qui per cercare colpe, ma per pretendere risposte. Perché questo non è solo un servizio sanitario: è un bene fondamentale per l’intera comunità”.
Il messaggio che arriva dal Valdarno è inequivocabile. Difendere il Punto nascita significa difendere una sanità pubblica che non arretra, che non centralizza a scapito dei territori e che riconosce il valore del lavoro quotidiano delle professioni sanitarie. Il NurSind lo ribadisce con chiarezza: senza ostetriche, infermieri e operatori messi nelle condizioni di lavorare, non esiste sicurezza, non esiste qualità, non esiste futuro.
La sanità non può essere governata solo dai numeri. Deve partire dalle persone, dai territori e dalle comunità che la vivono ogni giorno.
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