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Pronto soccorso di Vallo della Lucania, il NurSind rompe il silenzio

Giuseppe Provinzanodi
Giuseppe Provinzano
Pubblicato il: 03/02/2026

CampaniaNurSind dal territorio

Formazione negata, clima tossico e scelte arbitrarie: la dignità infermieristica non si tocca

"Ci sono momenti in cui il silenzio diventa complicità. E ce ne sono altri in cui parlare è un dovere morale, prima ancora che sindacale. Quando la gestione di un Pronto Soccorso scivola fuori dall’alveo della legalità organizzativa, quando la professionalità infermieristica viene compressa da decisioni arbitrarie e quando il lavoro in emergenza diventa una prova di resistenza psicologica più che clinica, allora è necessario fermarsi e chiamare le cose con il loro nome. È quello che sta accadendo al Pronto Soccorso del P.O. “San Luca” di Vallo della Lucania, dove il NurSind Salerno ha deciso di non voltarsi dall’altra parte".

Salerno, 03/02/2026. Il Pronto Soccorso non è un campo di prova, né un luogo dove l’improvvisazione può sostituire l’organizzazione. È il cuore pulsante dell’emergenza, dove competenza, formazione e rispetto delle regole fanno la differenza tra sicurezza e rischio. Eppure, a Vallo della Lucania, da tempo si consuma una deriva che oggi il NurSind denuncia con forza, mettendo nero su bianco una situazione definita senza mezzi termini non più tollerabile.

Un clima lavorativo che spinge alla fuga

Secondo quanto segnalato ufficialmente dal NurSind Salerno alla Direzione Generale dell’ASL, il Pronto Soccorso del “San Luca” vive da tempo in un equilibrio fragile, segnato da tensioni organizzative e relazionali che hanno già prodotto un effetto allarmante: professionisti con anni, se non decenni, di esperienza stanno chiedendo il trasferimento pur di ritrovare condizioni minime di serenità lavorativa. Un segnale che, da solo, dovrebbe accendere tutti i campanelli d’allarme.

Il caso che fa esplodere la denuncia

L’episodio che ha portato alla presa di posizione formale del sindacato riguarda un infermiere assunto a tempo indeterminato e assegnato al Pronto Soccorso da appena quattro mesi. Un professionista che, senza essere mai stato accompagnato da un percorso strutturato di inserimento, si è visto dichiarare “non idoneo” ed escluso dai turni di lavoro.

«Non si può giudicare un infermiere senza avergli garantito affiancamento, formazione specifica e strumenti di valutazione oggettivi», sottolinea con fermezza il NurSind Salerno, evidenziando come l’assenza di percorsi formativi obbligatori rappresenti una responsabilità organizzativa e non certo individuale.

Formazione negata, responsabilità evidenti

Nel contesto dell’emergenza-urgenza, la formazione non è un optional. È un obbligo normativo, contrattuale e deontologico. Eppure, secondo quanto denunciato, al collega non sarebbero mai stati garantiti percorsi formativi essenziali, né sistemi di valutazione strutturati, in aperto contrasto con quanto previsto dagli articoli 46, 47 e 48 del CCNL 2022-2024, che impongono alle aziende sanitarie di formare, valorizzare e accompagnare i professionisti, soprattutto nei contesti ad alta complessità.

«Dichiarare un lavoratore inidoneo senza averlo formato equivale a ribaltare le responsabilità», rimarca il sindacato, che parla apertamente di decisioni personalistiche e prive di fondamento analitico.

Un atto che rischia la discriminazione

A rendere il quadro ancora più grave è il fatto che l’esclusione dell’infermiere dai turni sarebbe avvenuta in contrasto con precise disposizioni della Direzione Sanitaria di Presidio, configurando una situazione che il NurSind definisce lesiva della dignità professionale e potenzialmente discriminatoria.

«Quando si ignorano le gerarchie e si colpisce un singolo lavoratore, il problema non è più solo organizzativo ma istituzionale», evidenzia il NurSind, che chiede il ripristino immediato della legalità interna.

Le richieste del NurSind: tutela, chiarezza, rispetto

Il sindacato delle professioni infermieristiche non si limita alla denuncia. La posizione è chiara e netta: reintegro immediato del collega, attivazione di un audit del Rischio Clinico, ripristino di un clima organizzativo rispettoso e una presa di posizione chiara a tutela dell’infermieristica da parte di tutte le istituzioni coinvolte.

«In un Pronto Soccorso già schiacciato da carichi di lavoro enormi, non è accettabile aggiungere stress, conflitti e decisioni arbitrarie», ribadisce il NurSind, che annuncia di essere pronto ad attivare ogni iniziativa necessaria se non arriveranno risposte concrete.

La linea rossa tracciata

Quella di Vallo della Lucania non è solo una vertenza locale. È l’ennesima fotografia di cosa accade quando la formazione viene sacrificata, il rispetto delle regole ignorato e la professionalità infermieristica messa in discussione. Il NurSind traccia una linea netta: la dignità professionale non è negoziabile. E chi lavora in prima linea nell’emergenza merita rispetto, strumenti adeguati e tutela istituzionale.